Skip to content


#OccupyMedia: se l’informazione è solo maschile!

Non è proprio così, o meglio, le cifre ce le danno alcune donne in rete oggi per dire che il quarto potere è in mano agli uomini, e il dato è interessante da valutare pur sottraendosi alla logica che vorrebbe le donne tutte come giuste o condivisibili se nelle posizioni di potere o di gestione di qualunque cosa. Le donne ministro, per esempio, non sono diverse dagli uomini ministro e gli uomini che fanno determinati mestieri non è detto siano tutti perfidi e idioti. Però che nei media si parli una lingua perennemente a esaltazione e giustificazione del genere maschile, o meglio, di una parte del genere maschile, ché in realtà non rappresentano neppure tutti gli uomini, anzi, questo comunque è un fatto. Tutti i giorni si parla solo di uomini e se ne parla giustificandone i crimini, avallandone i sessismi, istigando all’odio contro le donne e rappresentando una figura femminile che intrattiene ed eccita i pruriti di segaioli ben distesi sui divani ma ammicca anche alle donne per educarle ad assumere determinati ruoli e funzioni. Un po’ santa e un po’ puttana, madre chioccia ma non troppo, dedita ai ruoli di cura ma sorvegliata speciale attraverso telecamere che le infliggono l’obbligo alla cura senza spazientirsi mai e se chiede una equiparazione delle mansioni non c’è verso: la donna è donna e l’uomo è uomo, la donna c’avrebbe l’inclinazione al vittimismo perenne, a chiedere tutele e l’uomo sarebbe il sorvegliante, l’aguzzino, il tutore, l’eterno padre e padrone che si autopromuove attraverso ogni editoriale patriottico, ogni servizio televisivo misogino, ogni conduzione, scrittura autoriale, articolo, sceneggiatura che da anni (uffa!) propone sempre e solo il padre, il nonno, il prete, il commissario, finanche il ladro, il criminale, il mafioso, lo stronzo, il terrorista, ma sempre e comunque tutti descritti in forma poetica a dire che qualunque cosa un uomo faccia o dica è vangelo e che le donne, invece, possono solo fare le sguattere e mostrare la coscia, Gabanelli a parte, ovviamente.

Continued…

Posted in Corpi/Poteri, Critica femminista, Pensatoio, R-esistenze, Scritti critici.


Report sull’assemblea della Casa delle donne a Napoli

Ieri doveva esserci l’inaugurazione della Casa delle donne a Napoli che però si è tramutata in un’assemblea pubblica, dato che il sito destinato dal Comune, l’ex asilo Filangieri, si è rivelato già occupato dal Collettivo dei lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale La Balena. A quell’inaugurazione c’erano anche Serbilla e MisTic di cui condividiamo il report:

“Grazie alla mediazione di Elena Coccia, il collettivo la Balena, che occupa i locali dell’ex asilo Filangieri, e la neonata Casa delle donne di Napoli, alla quale quei locali erano stati destinati, convivranno per un periodo di tempo ancora da stabilire, almeno fino a quando non verrà trovato un nuovo edificio. La Casa, quindi, per ora abita al pian terreno mentre la Balena resta al terzo piano.

Alla presentazione assembleare erano presenti Udi, Arcilesbica, Sportello Antiviolenza Lilith, Centro donna e varie associazioni.

Dopo le performance artistiche di un’attrice e una cantante, l’unico tipo di attività pubblicizzato per ora è un corso di yoga e ginnastica dolce che, per quanto la promotrice fosse gentile e simpatica, non ci sembra essere una priorità, dati i drammatici problemi della condizione femminile, specie legati alla chiusura dei reparti in cui si pratica l’IVG. La questione scottante è stata portata all’attenzione del sindaco con richiami dalla platea, poiché l’argomento non era stato affrontato nella prima ora di presentazione, il sindaco si è detto disponibile e già impegnato, non ha detto come, sulla risoluzione del problema. (oggi alle ore 11 al Policlinico un presidio dell’Udi per denunciare la chiusura del reparto, ma altre saranno le iniziative dei prossimi giorni per richiamare attenzione sulla situazione anticostituzionale del Policlinico federiciano).

Per accedere alle attività della Casa sarà necessario tesserarsi, trenta euro all’anno che serviranno per il sostentamento delle attività.

Continued…

Posted in Fem/Activism, Iniziative.


La soluzione contro gli uomini violenti? Per alcuni è un mondo senza donne!

Pare che il ciclo “Mai per amore” di 4 fiction Rai dedicate alla violenza sulle donne, finalmente, dopo un paio d’anni di proteste, interrogazioni parlamentari, appelli, andranno in onda in aprile. Pare. Non è detto (scrivete alla Rai per saperlo). Perché fino ad ora la serie è stata boicottata nonostante siano stati spesi soldi (anche dalla Rai) e si sia rinunciato alla messa in programmazione di uno dei temi che si volevano trattare, ovvero quello sulla pedofilia. Di certe cose in Rai non si parla. Si parla d’altro. O quando si parla di violenza sulle donne si finisce per parlare d’altro.

Ci sono mariti che ammazzano la moglie ed è sempre colpa della moglie. Ci sono uomini che ammazzano i figli ed è sempre colpa delle madre. Ci sono uomini che ammazzano la fidanzata ed è sempre colpa della madre della fidanzata. Ci sono uomini che ammazzano una che neppure conoscevano ed è sempre colpa della donna che l’ha lasciato, della madre, della suocera, della fruttivendola sottocasa, della maestra di suo figlio, della vigilessa che gli ha preso la multa, della commessa al negozio all’angolo, della cassiera al supermercato. In ogni caso è sempre colpa di una donna.

Continued…

Posted in Critica femminista, Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio.