
Vanessa – uccisa dall’ex fidanzato – stava al numero #54. Pierina – uccisa dal marito – è la numero #55. Matilde, ammazzata dal marito – e siamo a #56. Antonietta non è un femminicidio, forse uccisa da un clochard, dicono i giornali, e Bollettino di Guerra – che conta anche i bambini e gli uomini vittime trasversali – non la inserisce nel conteggio. Stessa scelta per Carmela – uccisa da un parente per via dell’eredità. Lui e lei, padre e madre – uccisi dal figlio che si suicida – e non vengono contati neppure questi anche se sarebbero riconducibili alle dinamiche da strage familiare. Dilia – uccisa dall’ex compagno – è la numero #57. Di lei l’assemblea “We Want Sex” scrive che si sia trattato di una morta annunciata e denunciata rispetto alla quale nessuno ha fatto nulla. Damiana, separata, aveva trovato un lavoro in una pasticceria di Firenze, l’ex è andato, l’ha pugnalata dove capitava e l’ha mandata in ospedale in prognosi riservata. Speriamo non sia la numero #58. Quel numero al momento spetta ad Alessandra, giovane donna di 35 anni, fidanzata con un ex poliziotto in pensione, che l’ha uccisa, pare, a mani nude, battendole la testa più volte sul pavimento fino a fracassarle in cranio. E’ la #58esima vittima dall’inizio del 2012.
