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Pisa, 23 Maggio, giornata di studi: Il Corpo Lesbico?

Riceviamo e volentieri condividiamo la segnalazione di questa iniziativa che si svolgerà a Pisa il 23 Maggio presso la Gipsoteca di arte antica – piazza San Paolo all’Orto 20, Pisa.

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Posted in Comunicazione, Fem/Activism, Iniziative.


#Brindisi: lo stragista? Italiano, adulto, pieno di rabbia (dicono)!

Su La Stampa.it c’è una immagine sfocata di un uomo vestito con giacca, camicia, casual, pantalone, che sta fermo ad aspettare, poi aziona il comando per fare esplodere le bombole del gas, guarda le ragazze bruciare, si gira e se ne va. Lo descrivono come un uomo di età superiore ai 50, italiano, e il tg2 chiarisce che pare sia stato identificato (ed è ora ricercato) da alcuni cittadini (sulla pagina di BrindisiReport si trova la foto non occultata). Leggiamo anche di notizie che sembrano cronache dal medioevo… lo stiamo braccando, lo stiamo braccando, l’uomo zoppo dalla mano monca… e vai di descrizioni che ci lasciano già empatizzare con lo stragista di Brindisi.

Avevamo detto che non si trattava di mafia, immaginavamo si trattasse di un solo uomo, come oggi dice la procura che parla dello stragista italiano come di un uomo ben vestito e arrabbiato con il mondo. Dunque? Chi è? Un uomo vendicativo? Un pazzo? Uno che vuole segnare il presente con la sua folle ideologia? (Columbine? Casseri? Lèpine?) Un misogino? Uno di quegli uomini che oggi si fingono vittime anche quando sono carnefici? E se così fosse scommettiamo che per lui, chiunque sia, ci sarà subito un copione ben scritto che lo descriverà come un uomo provato, disperato, quasi giustificato a compiere il suo gesto?

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Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio.


#Brindisi: chi ha armato la mano dello stragista?

Da stamattina non faccio altro che leggere riflessioni su ciò che è accaduto a Brindisi. Io non conosco la verità, e quindi non posso dirvi cosa è realmente accaduto, anche se un’idea ce l’ho. Ma quello su cui mi preme ragionare ora è il fatto che le vittime, qualunque sia stato il motivo della bomba, siano ragazze. La scelta di colpire un istituto femminile non è stata presa a caso e questo lo hanno detto già in tante, ma è sul perché non sia un caso che voglio ragionare. Se è vero che l’azione in sé è imputabile ad una o più persone, questo non lo si capisce, è vero anche che bisognerebbe chiedersi chi quella mano l’ha armata. All’epoca della strage dei senegalesi per mano di Gianluca Casseri facemmo lo stesso discorso, per evitare quelle strumentalizzazioni che anche in questo caso rischiamo di vedersi attuare. Sinceramente ciò che mi preme più di ogni altra cosa è impedire che su queste ragazze e i loro corpi si compia altra violenza.

Per me sarà violenza ogni tipo di legge securitaria emanata in nome di queste ragazze. Alimentare un clima di paura non servirà a nessuna, militarizzare una città non mi farà sentire più sicura, dirmi che è meglio restare in casa che uscire perché potrei essere bersaglio di pazzi furiosi non mi risolverà il problema, ma me ne creerà uno nuovo.

Sarà violenza il non ragionare su chi, oltre al singolo, ha compiuto quella strage. Perché se da una parte ci sono responsabilità personali dall’altra ce ne sono di culturali che non si può, non si deve, evitare di affrontare.

Non voglio girarci troppo intorno, e quindi ve lo chiedo: Chi ha armato quella mano? Chi ha alimentato quell’odio?

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Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Critica femminista, Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio.