Tra stragi, terremoti ed elezioni deve essere sfuggito che un uomo, dopo aver litigato con la moglie, di lui si dice che è disoccupato, come se questo fosse un buon motivo, come se le donne, disoccupate in maggior numero, trascorressero il tempo a sterminare le famiglie, quest’uomo, dicevamo, considerando tutta la famiglia come una proprietà, decide di ammazzare una figlia e poi quell’altro, di tentare di lanciare lei, la moglie, dal balcone e, trovando una maggiore resistenza, per far prima molla l’osso e si butta per mettere fine anche alla sua vita.
I due bambini portano il conto dei delitti compiuti da uomini, ai danni di donne, altri uomini, vittime trasversali, e bambini, nel capitolo delle stragi familiari, a #63 per il 2012, da quello che riporta Bollettino di Guerra che in assenza di un Osservatorio Nazionale raccoglie articoli dalla stampa ed evidentemente trascura ogni notizia che la stampa nazionale non riporta.
I vicini dicono che fosse una gran bella famiglia, qualche testata riporta il fatto che lei tentando di farlo calmare gli abbia detto “se volevi spaventarmi ci sei riuscito, ma adesso dai metti giù la bambina“. 14 mesi la piccola e 4 anni il bambino. Lei non riteneva che lui facesse sul serio. Di lui si sa solo che il padre si è impiccato un anno fa. La moglie, sopravvissuta e sotto shock, aveva comunque chiamato i soccorsi e per i bambini non c’è stato nulla da fare. Qualunque fosse la ragione distruttiva, odiosa, atroce, di quest’uomo è comunque riuscito ad attuare la sua vendetta.
Immagino la scena “se non fai questo o quest’altro la butto di sotto… guarda che la butto…” e così i figli in mano a uomini come lui diventano uno strumento per ferire lei, l’altra, per vendicarsi, per uccidere, ferire a morte, per toglierle tutto, per compiere quel disegno di riappropriazione di corpi semmai i corpi siano in grado di dare un segno di qualche forma di autonomia. Di fronte ad un uomo del genere non può esserci alcun dissenso, nessuna indipendenza, nessun conflitto agito in modo civile. Uomini così ammazzano con le proprie mani chiunque dica no, o chiunque rappresenti un valore enorme per quella donna che hanno voglia di punire.

