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Poste Italiane: se le donne sono incinta non le paga!

Ci è stata segnalata questa notizia che potete trovare qui. La riportiamo volentieri sotto. E per fortuna che le organizzazione sindacali di centro/destra che hanno sottoscritto questo accordo erano no-choise e sfilavano alla #marciaprolife. Ma si… fatteli i figli e poi sono cazzi tuoi. Buona lettura!

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Le Poste Italiane hanno ricevuto pochi anni fa il “Bollino Rosa S.O.N.O. – Stesse Opportunità Nuove Opportunità”, promosso dal ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Ebbene, pochi giorni fa, l’azienda, insieme a un manipolo di sindacati complici, (UilPoste, Failp-Cisal, ConfsalCom e UglCom: quattro organizzazioni sindacali che, insieme, rappresentano il 22% delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda), ha sottoscritto un accordo separato che toglie 140 euro di Bonus alle future mamme. Ciò è stato possibile attraverso un passaggio “formale” che forse nemmeno i nazisti avrebbero osato: l’astensione obbligatoria per maternità viene equiparata all’assenza per malattia. Orribile? Forse qualcosa di più. Questa è l’Italia dell’austerità.

Cgil e Cisl hanno subito scritto al ministro Fornero (che non si capisce perché dopo aver umiliato gli esodati dovrebbe a questo punto prendere la parte delle donne di Poste italiane). Ma sentite quali argomenti sollevano.

Noi ricordiamo che il Progetto “Bollino Rosa S.O.N.O. – scrivono Cgil e Cisl – aveva la finalità di comprendere il complesso fenomeno dei differenziali retributivi che colpiscono le lavoratrici in ampi segmenti del mercato del lavoro e “certificava” le buone prassi in termini di strategie e pratiche aziendali tendenti alla valorizzazione della presenza e delle competenze femminili”.

Continued…

Posted in Omicidi sociali, Precarietà, R-esistenze.


#save194: Forza Nuova vuole “stanare i medici casa per casa”!

Forza Nuova e quella loro vaga idea di democrazia…

#Save194, organizza, mobilitati, scendi in piazza, perché ci vogliono togliere tutto e perché come vedi c’è gente che medita di “stanare i medici casa per casa”.

Tutti i dettagli e gli aggiornamenti QUI.

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, R-esistenze.


Lo stupro de L’Aquila e il garantismo a senso unico

Riprendiamo dal post di Baruda (che vi invitiamo a leggere per intero):

La notizia della concessione degli arresti domiciliari al militare Francesco Tuccia, accusato di tentato omicidio e violenza sessuale nei confronti di una studentessa universitaria laziale ci induce a una serie di considerazioni con le quali intendiamo contribuire a mantenere viva  l’attenzione su questa vicenda.

Mentre il presunto colpevole continua a negare la violenza, sostenendo l’inverosimile teoria di un rapporto consenziente, il suo avvocato non ci dispensa neanche stavolta dalle ennesime parole fuorvianti e scorrette come quelle secondo cui dopo tre mesi di detenzione il suo assistito avrebbe “imparato la lezione”, quasi che fossimo di fronte alla marachella di un bambino.

Parole che ci sembrano la spia di un contesto culturale allarmante nel quale ben comprendiamo l’amarezza e i timori con cui la vittima e la sua famiglia hanno accolto la misura dei domiciliari all’ex-caporale.

A tal proposito ci chiediamo: se l’accusato si fosse macchiato dei soli reati di tentato omicidio e lesioni -magari durante un tentativo di rapina – quale sarebbe stata la valutazione del giudice?

Di fronte ai casi di violenza sessuale e stupro – reato gravissimo, anche se solo dal 1996 è considerato tra i reati contro la persona –  i giudici (spesso maschi) sembrano più propensi al garantismo e inclini a un atteggiamento mentale e, quindi, “culturale”, non altrettanto inflessibile e severo, come per esempio nei  reati contro il patrimonio. Come se i beni mobili o immobili valessero più dell’integrità fisica e mentale di una donna.  Quello stesso garantismo che vediamo applicato in questi casi, vorremmo vederlo sempre e comunque, indipendentemente dalla natura del reato e dall’identità e  appartenenza nazionale e  sociale dell’indagato. Perché è difficile non chiedersi cosa sarebbe accaduto sin dall’inizio di  questa vicenda se l’indagato non fosse stato un caporale dell’esercito.

Continued…

Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.