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Guardi donna e vedi tranci di carne (stereotipi sessisti)

Solita ricerca “scientifica” che consolida stereotipi sessisti. Gli uomini vedrebbero le donne come parti del corpo e le donne invece guarderebbero agli altri come persone.

Sciocchezze.

1) gli uomini non sono tutti uguali e quindi attribuirgli questa caratteristica per natura è da un lato un modo per giustificarli, così non si cambia nulla, e dall’altra un modo per far ritenere anormali quelli che sessisti non sono.

2) le donne non sono tutte uguali e non è detto che abbiamo tutte ‘ste proprietà specifiche.

Media italiani: una fabbrica di stereotipi.

Posted in Corpi, Critica femminista.


Gazzetta dello Sport e sessismo (atto secondo)

Ne avevamo parlato QUI.

Segnala Clementine che ha scritto al direttore del settimanale. Ecco lo scambio di messaggi.

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Diario di bordo.
– Scambio di email tra me e il vicedirettore Franco Arturi –

Da sportiva mi sento profondamente offesa da questa spazzatura: http://www.gazzetta.it/gallery/Olimpiadi2012/07-2012/bellezze/variabili-911972813904.shtml#0
Dovreste vergognarvi.

Franco Arturi farturi@gazzetta.it
26 lug (1 giorno fa)
Penso piuttosto che dovrebbe vergognarsi lei per il tono e la volgarità delle sue parole

a Franco
E’ curioso che consideriate volgare la parola “spazzatura” e non la spersonificazione di un’atleta, mettendo un culo (pure questa parola dell’uso comune della lingua italiana) in copertina e sottotitolandolo anche con ” Si alza il sipario sulle olimpiadi di Londra”. Degli incompetenti, ecco cosa siete.

Franco Arturi 18:01 (9 minuti fa)
“L’incompetenza è tutta sua, come dimostra il suo ingeneroso ed ingiusto rilievo. Si rilegga le centinaia di pagine che stiamo proponendo sull’Olimpiade sia su carta che online e poi provi a riparlare di incompetenza”

Continued…

Posted in Corpi, Critica femminista.


La pelle delle donne

Una cosa vorrei dire. Lui mi ha fatto male. Non me lo sono immaginato. Non è stato nulla di originale, certo, ma mi ha fatto davvero male. Allo specchio la questione non si vede. Non ho tracce, graffi, cicatrici.

Chissà come fanno questi uomini a consumarti pezzo dopo pezzo e a lasciarti la pelle intatta. Chi ha creato la pelle delle donne deve averci pensato a questa evenienza. Si rigenera. Ieri mi facevi male e oggi sono di nuovo liscia, magnifica, per te.

La pelle delle donne scolpita con un punteruolo, per smussare gli angoli e le rigidità. Alcuni ci scoprono di marmo. Vogliono modellarci per renderci più belle. Più belle per chi.

La pelle delle donne tirata e profumata e levigata perfino con i programmi di correzione immagini perché nulla deve trasparire e nulla si vedrà.

Mi ha detto “vieni qui”. Ho pensato a quello che avrei voluto dirgli. Non voglio, no. Ma non lo posso fare. Se non ci sto assieme lui si cerca un’altra. E io ho bisogno di restare, di pensare che lui sia perfetto così com’è, che la mia vita sia perfettamente a posto.

Se dico no poi dove vado? Cosa faccio?

Ho perso il lavoro due anni fa. Mi ha licenziata un imprenditore che ha delocalizzato la fabbrichetta in un’altra nazione dove le donne le paga molto meno. E mio marito non lo amo più da tempo. Ma attualmente è lui il mio datore di lavoro. Lui paga e io stiro. Lui porta la spesa e io cucino. Lui paga la bolletta e io gli lavo i panni. Lui porta il pane in casa e io pulisco e metto tutto in ordine. Sono una dipendente senza contributi. Non avrò mai una pensione.

Il patto implicito affinché lui continui a sostenermi per il lavoro che svolgo è che gli dia anche un surrogato di amore. Se ha già me che costo poco perché pagare una professionista o perché trovarsi un’altra. Io sono più sicura, tutta per lui, con i bollini di qualità attaccati addosso, ché di manutenzione me ne fa quanta ne vuole, sono sana e desiderabile. Così mi vuole e questo sono per lui. Mi ama, dice.

Continued…

Posted in Corpi, Narrazioni: Assaggi, Storie violente.