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#Tre_it: “fatti” una vacanza (che è meglio)!

Segnalato da Sabrina. Una campagna della Tre. Su Twitter. I commenti in basso sono eloquentemente a sfavore. Tre: “fatti” una vacanza. Che è meglio.

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Posted in Comunicazione, Critica femminista.


Donne del Pd: cambiare per non cambiare?

L’Unità annuncia la nascita di una nuova associazione di donne di derivazione del Pd. Ispirazione Se Non Ora Quando con due campi di interesse. Il welfare e la violenza sulle donne. Sulla violenza sulle donne la senatrice Annamaria Serafini, prima firmataria, ha presentato un disegno di legge che bisogna pur leggere e discuterne per capire cosa c’è di buono e cosa no. A primo acchitto sembrerebbe una proposta che ricalca quella spagnola dei tempi di Zapatero con qualche aggiunta relativa le questioni del lavoro.

E di lavoro per le donne vittime di violenza certamente c’è bisogno se vogliono essere indipendenti e riuscire a salvarsi la vita lasciando casa e compagno violento. Ma non saprei dire, senza averne discusso un po’, se nel complesso la formulazione del ddl è positiva o meno. Non ho capito tra l’altro se si pretende di prevedere una aggravante nei casi di femminicidio il che sarebbe contrario a tante cose che noi abbiamo detto e che pensiamo. Ma bisogna leggerlo bene e discuterne.

La cosa che mi lascia molto perplessa è poi l’approccio alla questione del welfare. Fumoso, sembrerebbe, almeno secondo le parole scritte nell’articolo dell’Unità.

C’è una larga parte della società civile femminile che oggi non si riconosce in alcuna formazione politica. Ha investito tempo, risorse, energie nel lavoro e nella ricerca di una vita ricca di stimoli. Sconta una mancanza completa di tessuto relazionale connettivo, capace di funzionare da rete di supporto e di scambio intellettuale e culturale.

Gli stessi interessi delle più giovani spesso non incrociano i percorsi della politica. Così come quelli di tante donne che, uscite dal ruolo produttivo e riproduttivo, la società tende a rendere invisibili.
Del resto nello stesso mondo politico e associativo non sono poche le donne che avvertono l’esigenza di rapporti meno discontinui e labili.

L’ambizione è quella di rivolgersi a tutte queste donne. Donne che della flessibilità e della capacità di scambiarsi esperienze e conoscenza, hanno fatto uno stile di vita. Donne che, hanno bisogno di trovarsi/ritrovarsi in una nuova comunità che regali loro nuova voce, capacità di contare, possibilità di esprimere pensieri forti e azioni incisive.

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Posted in Critica femminista, Iniziative, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze.


Quella medaglia olimpionica dai troppi significati

Leggo e rileggo da giorni questo articolo e continuo non capire. Non capisco il nesso fra la medaglia d’oro e la violenza subita dalla ragazza. Non capisco il perché del titolo volutamente shockante che mette in relazione le due cose, e non capisco come avrebbero titolato il pezzo se la Harrison non avesse vinto – ma solo partecipato – alle Olimpiadi.

La medaglia è considerata un risarcimento della violenza subita da bambina?

Pur comprendendo lo sforzo immane che deve esserle costato continuare a praticare quello sport, non credo assolutamente che l’aver vinto una medaglia olimpionica possa cancellare un’esperienza devastante come una violenza sessuale, subita per giunta da bambina.

Oppure la vittoria in quello sport ha un valore simbolico particolare?  E in questo caso, perché lo avrebbe: perché si tratta di un’arte marziale del medioevo giapponese, e quindi mette in relazione l’evento con il trattamento delle donne giapponesi dell’epoca?  Ma allora sarebbe stato il caso di parlarne più dettagliatamente! Oppure la medaglia e lo stupro sono in relazione perché si tratta di uno sport praticato anche per difesa personale? Ma allora avrebbe avuto più valenza simbolica una vittoria nel Win-Sung, oggi utilizzatissmo per questo scopo, e che leggenda vuole esser stato inventato da una donna per adattare alle donne il celeberrimo Kung Fu!

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Posted in Comunicazione, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.