Mentre noi andiamo avanti nella discussione a proposito della Pas, calibrando i toni e le modalità di trattazione di questa complessa materia, confrontandoci apertamente, da più punti di vista, e senza reciproche demonizzazioni e pretestuose accuse, negli Stati Uniti si celebra ancora un atto che riguarda la richiesta pendente da parte dei sostenitori per il riconoscimento dell’Alienazione Parentale e la sua inclusione nel DSM-5, prima come sindrome e poi come disturbo, rigettata dalla Associazione Psichiatrica Americana.
Forti polemiche e identici argomenti di opposizione a quelli che qui abbiamo più volte tradotto e riportato sembrano non spostare l’asse della discussione dal punto di partenza ovverosia dallo scontro tra chi asserisce che la Pas o il Parental Alienation Disorder non abbia nulla di scientificamente valido e sia un mezzo usato per difendere i genitori violenti e chi dice che l’opposizione non abbia nulla di scientifico ma sia derivante da una forte pressione politica della lobby femminista che si occupa di violenza sulle donne.
L’Italia non sembrerebbe sfuggire a questa modalità di trattazione della questione. Volano accuse reciproche e non a caso per definire le differenti parti in causa si utilizza lo stesso lessico usato negli Stati Uniti. In Spagna il governo ha prodotto un esame in opposizione alla Pas e l’associazione neuropsichiatrica spagnola si è espressa in senso contrario (QUI il testo in lingua spagnola). L’Onu attraverso la relazione della Commissione Cedaw ha avvertito il governo italiano del fatto che bisognava guardare e valutare con attenzione ogni dettaglio e ricordare di salvaguardare il benessere di donne e bambini vittime di violenza prima di dare l’assenso al ddl. 957 sull’affido condiviso in discussione in commissione giustizia al Senato. Il ddl, ricordiamolo, comprendeva, almeno nella sua stesura iniziale, l’articolo 9 con specifica richiesta di introdurre il riconoscimento della alienazione parentale come sindrome nelle controversie legali dedicate a divorzi e affidi dei figli.
I centri antiviolenza italiani riuniti nel Coordinamento Di.re e molte associazioni che si occupano di violenza sulle donne hanno sottoscritto un documento in opposizione all’introduzione del concetto di Pas nell’ordinamento giuridico italiano.
Dall’altro lato gli psicologi italiani invece si esprimono a favore del ddl 957 (qui tutti i documenti acquisiti in senato) e dunque anche la commissione del senato diventa teatro di uno scontro forse attenuato dall’ultimo ddl dei radicali in cui sparisce il concetto di sindrome e si parla di “manipolazione di essi (i figli) mirata al rifiuto dell’altro genitore a al suo allontanamento” che comporterebbe “l’esclusione dall’affidamento”.