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Come dimostrare l’esistenza DIDDIO (Gesù aveva una sorella)

Su bambini “bevuti” così per fare un esempio e psicologhe/gi telepati vi suggerisco di leggere l’ultimo giro di disegni di Zerocalcare che è fantastico. Su quelli “bevuti” per davvero potete leggere l’ultimo articolo del Corriere in cui si dice che stesso psichiatra stessa diagnosi a proposito di una malattia che non è riconosciuta tale. Chiedonsi veramente un po’ di ragguagli su come dei professionisti, sicuramente non è il solo (e il fatto che ora scoprano l’acqua calda e se la prendano tutti con lui mi fa sentire quasi solidale con codesto signore), abbiano potuto diagnosticare qualcosa sulla base di teorie non riconosciute. Dove le hanno apprese, in quale libro di psichiatria le hanno lette, quale docente gliele ha insegnate, da dove arriva questo sapere. Perché se i professionisti fanno le diagnosi sulla base di saperi appresi in corso d’opera, in via di accertamento e applicazione e sperimentazione, se non c’è una università che ti prepara a riconoscere quei sintomi è come dire che un chirurgo può operare il cervello per sospetta malattia congenita quando ancora di quella malattia discutono sui forum di internet e nelle riunioni di alcuni interessati.

Quante sono le persone che sono state oggetto di quelle diagnosi con risultati soddisfacenti? Dov’è la casistica di questa pretesa malattia? Dove sta la scientificità nella valutazione di una cosa che viene avvalorata (o smentita) da tante persone che scienziate non sono? Non si sa nulla di una sperimentazione, di eventuali cavie, della riuscita di quella terapia che viene chiamata della “minaccia” per cui qualcuno arriva e ti “beve”, ti rinchiude, per farti resettare il tuo passato e ripristinare soltanto la configurazione originaria, manco fossi un computer in cui s’è installato un windows di quelli brutti che ti si impalla tutto e poi l’utente ha scelto di ficcarci linux e qualcuno dice che se windows era allora windows deve restare. Un po’ come la storia dei brevetti in copyright. Il marchio proprietario d’origine controllato che così è e così deve restare. Persone in divenire non le vedi e non le riconosci.

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Posted in Anticlero/Antifa, Critica femminista, Pensatoio, Satira.

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Diario di un uomo che offende la dignità delle donne

Faccio cose tecniche, in generale. Non mi curo dell’aspetto umano. Arrivo e ti sistemo il microfono e poi raddrizzo la telecamera e faccio in modo che tutto lì sia pronto. Controllo camerini, la diva è a posto. Striscia verso lo studio e nel frattempo dice “l’inquadratura sempre dal basso, mi raccomando” perché dall’alto viene bassa. Punto il faro, le altre luci, ed è quello che si fa in una piccola emittente. Dove c’è uno che fa tutto e gli altri ti dicono che devi girare di qua, andare di là, fare così.

La signora si lamenta che è costretta a stare con una spina sui capelli per tenerli ben schiacciati da un lato. Non venivano diversamente. “Non mi farò fottere il posto da quella troietta che si fa il capo…” e si riferisce all’ultima giovane show girl che ha acquistato con contratto in esclusiva l’emittente. Perciò la signora, che è una professionista, fa vedere tutto il vedibile e dice “zumma sulle tette… le mie sono vere… che ti credi” e io annuisco. Non la capisco questa gara inviperita ma finchè c’è da tenersi il posto io sono solidale. Se la signora mi dice zumma le tette io zummo le tette. Se mi dice riprendimi la coscia dal basso io gliela riprendo e fosse anche una inquadratura all’inguine io gliela faccio per dovere sindacale. Tra precari ci sia aiuta. E oltretutto se buttano fuori lei me ne vado io che sono qui a contratto per questa trasmissione.

Entra il primo ospite e lei ci tiene a dirmi che il riflesso di angelicità deve essere tutto proiettato sulla sua faccia. Luminosa e splendida e tirata come fosse appena uscita dall’intervento di un chirurgo plastico. “Non me lo posso permettere” mi dice in confidenza, ma se potesse si rifarebbe dalla testa ai piedi perché l’immagine è importante ed è un investimento e se si rifà di tutto allora acchiappa anche un altro anno di contratto.

Intanto s’è gonfiata il labbro e si è distesa un po’ la fronte per cui la sua espressione è immobile e pare che abbia un herpes permanente sulla bocca. Finita l’intervista che conduce splendidamente, perché brava è brava, non c’è dubbio, mi dice che al saluto devo fare notare la differenza tra lei e l’ospite, ché deve sempre sembrare un po’ più brutta anche se sono baci e abbracci e tra una stoccata sull’ultimo fidanzato e un’altra sulle foto apparse sulla rivista di gossip viene fuori che si amano alla follia e che sono grandi amiche. Che proprio non si conoscano non vale la pena dirlo.

Tu sei il mio migliore amico” mi dice in confidenza e poi mi ordina di prenderle un caffè. “la prossima volta devi fare vedere il tatuaggio sulla spalla e poi concentrati sullo sguardo. Gli occhi sono la cosa bella che m’è rimasta.” e figlia mia, viene da dirle, ma tu sei bella tutta e se ti decidessi a darti una regolata e a trovarti un altro lavoro non sarebbe male. Ma che lavoro fa una che ha studiato pose accattivanti dalla nascita e che sognava il mondo dello spettacolo come uno scienziato sogna il Nobel?

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Posted in Narrazioni: Assaggi, Storie Precarie.


Per farla finita col giudizio di Dio, e di Dio-Padre e Dio-Madre e Dio-Figlio ecc. ecc. ecc.

di V.S. (da MeDea)

Io Antonin Artaud, sono mio figlio, mio padre, sono mia madre e sono io; sono colui che ha abolito il periplo idiota nel quale si ficca l’atto del generare il periplo papà – mamma e il bambino
(Antonin Artaud, Ci-git)

E’ la notizia di questi giorni, sui giornali ufficiali ma anche nel tam tam della controinformazione, radio, blog, voci contro. Il video del bambino prelevato dalla forza pubblica a scuola ha avuto un effetto mediatico immenso, tutti ne parlano, è già partita la mobilitazione impalpabile dei social networks, ed è, malgrado la pluralità variegata delle voci che ne parlano e condannano, tutta o quasi a senso unico.

Lo Stato è autoritario – ma va?- e quando agisce attraverso i suoi mandanti, che siano poliziotti o medici, o giudici, non può che farlo in modo autoritario. Nasce dalla requisizione delle violenze individuali, alienate a favore della violenza generale (Rousseau parlava di volontà individuali e di una volontà generale, che però, di fatto, sono la possibilità di utilizzare individualmente la forza e la creazione di una forza pubblica che non ammette altra forza all’infuori di sè). Non esiste uno stato buono o più democratico che non utilizzi modalità autoritarie, perchè il suo sorgere si identifica, appunto, con un atto originariamente autoritario. Non esistono democrazie più democratiche di altre, nè quelle dirette lo furono più delle moderne- le democrazie rappresentative – se le democrazie dirette, a volte persino invocate – forse senza troppa consapevolezza storica- da alcuni che si oppongono al regime ed alla casta, potevano funzionare solo in virtù della  schiavitù dei molti, che liberava il tempo della politica  per i pochi cittadini a pieno titolo.
I medici, e la medicina di stato e delle multinazionali, sono autoritari – ma va? – e gli psichiatri ancor di più – ma va?

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Posted in Critica femminista, Pensatoio.

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