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FikaSicula is dead

[Cogliete l’occasione per dare un’ultima occhiata anche alla mia tetta. Ogni taliata un euro da mandare ad autistici che oggi ha riaggiustato il server. Grazie.]

Io leggo questo  e questo e mi rendo conto di stare in un altro pianeta. Penso al femminismo queer, alle lotte di genere, alla precarietà, alle sovversioni mediatiche e comunicative, alle lotte di intere generazioni di tutti i sessi, allo stato/nazione che esiste solo per la repressione e non esiste più per le merci, al fatto che da prima di Genova, il g8, si parla di pensare globale e calare le lotte sul locale e mille altre questioni impellenti e imminenti che mi/ci interessano.

Poi penso all’Italia e vedo un branco di persone che dice di difendere i diritti delle donne che tallonano una donna in modalità da crociata per farle correggere “registro” del suo blog. Penso agli obiettivi del femminismo italiano o quanto meno di alcuni femminismi o presunti tali che gravitano in Italia:

– chiudere una pagina facebook in cui si parla di padri separati (questo è un obiettivo primario per alcune).

Continued…

Posted in AntiAutoritarismi, Comunicazione, Corpi, Critica femminista, R-esistenze.


Halloween’s soooo sexy!

Da Amarame:

Va bene, Halloween, così come ci viene proposta di questi tempi, è una festa puramente commerciale importata dai Paesi anglosassoni e in Italia esistono sicuramente tradizioni molto più interessanti e ritualità molto più stuzzicanti da poter osservare, di quelle che fanno prudere l’ombelico dal modo in cui parlano ad una serie di immaginari comuni (siamo qui riuniti attorno a questo tavolo per evocare Jung ed i suoi archetipi…).
Però non voglio parlare di questo, anche perché, personalmente, Halloween mi piace. Provo simpatia per i carnevali di ogni periodo: per quanto inquinate dal commercio, le feste in maschera dove “tutto è permesso” mi fanno impazzire ed il loro collegamento col culto dei morti mescolato alla risata (liberatoria, panica, apotropaica -e altri aggettivi interessanti a caso) mi titilla le sinapsi.

Quindi, Halloween, dicevo, mi piace. Però c’è qualcosa che mi disturba nel modo in cui viene proposto. In particolare, mi riferisco ai costumi: nei negozi dovrebbero fiorire maschere di mostri, zombie, vampiri, cadaveri, scheletri, lupimannari… Ed in effetti è così, ma a questa allegra compagnia si aggiungono spesso e volentieri: la sexy-zombie, la sexy-vampira, la sexy-strega, la sexy-diavolessa, la sexy-che-so-io… Ogni “versione femminile” della mostruosità in realtà non punta allo spaventoso, bensì all’erotico.

A parte il fastidio enorme nel vedere come ogni cosa riferita a noi donne in questa società debba finire per rappresentarci o come mamme o come corpi-con-cui-fare-sesso, provo un senso di disorientamento e sconcerto dovuto al pensiero che questo genere di feste dovevano rappresetare, originariamente, dei momenti di passaggio. Non a caso si tratta di festività invernali o prossime al solstizio. Semplificando, in momenti come questi dove la comunità si trovava nel punto più critico dell’anno (freddo=poco cibo), ci si rivolgeva a forze superiori che avrebbero garantito la sopravvivenza di tutt* nonostante le difficoltà. I morti erano i più facilmente raggiungibili, in quanto partecipi, un tempo, della vita del villaggio/paese che ora si rivolgeva loro. Nacque anche l’idea che in questi particolari momenti dell’anno il velo tra aldilà e aldiqua si assottigliasse e che quindi i defunti potessero far visita ai vivi e i vivi, se non prestavano attenzione, potevano finire in luoghi a cui non erano ancora destinati. Un ribaltamento, questo, che ha generato prima la tradizione “costumistica” (per confondersi tra i morti e permettere loro di girare tranquillamente tra “noi vivi”), dopodiché quella scherzosa (i morti, se non adeguatamente rabboniti, possono fare dispetti) e, infine, quella della completa libertà dal ruolo sociale imposto: in un momento in cui persino la morte era sconfitta, la classe sociale si rivelava un ben misero ostacolo; il più povero poteva essere un re, i potenti erano liberamente sbeffeggiabili e così via…*

Continued…

Posted in Pensatoio, Sessismo.


Legge della Regione Veneto: un contributo chiarificatore dal Movimento per la Vita

Da #Save194Lazio:

di Elisabetta P.

Dell’attuale Legge Regionale del Veneto n. 27/2012 Disciplinare le iniziative di promozione dei diritti etici e della vita nelle strutture sanitarie e sociosanitarie (GU n. 40 del 13-10-2012), ne avevamo parlato qui qui.
Se, come già detto, il percorso che ha condotto all’approvazione della legge è stato in alcuni passaggi poco chiaro, ancora più arduo è stato valutare la legge sulla base delle dichiarazioni dei consiglieri e delle consigliere che l’hanno votata.

A diversi mesi di distanza ci sembra opportuno tentare di fare il punto della situazione, innanzitutto proponendo di nuovo il testo della legge, approvata con 33 voti favorevoli, 6 voti contrari e 3 astensioni.

DISCIPLINARE LE INIZIATIVE DI PROMOZIONE DEI DIRITTI ETICI E DELLA VITA NELLE STRUTTURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE

Art. 1 – Promozione dei diritti etici e della vita nelle strutture sanitarie e sociosanitarie e nei consultori.

1. La Regione del Veneto promuove e garantisce nelle strutture sanitarie e sociosanitarie e nei consultori la diffusione e la divulgazione dell’informazionesui diritti dei cittadini con riferimento alle questioni etiche e della vita, riconoscendo a tutte le associazioni, di cui al comma 2, pari opportunità di comunicazione.

2. Per le finalità di cui al comma 1 e nel rispetto della privacy, la Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente in materia socio-sanitaria, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, individua con regolamento le modalità di diffusione e di divulgazione da parte delle associazioni di volontariato, iscritte nell’albo regionale o riconosciute a livello nazionale.

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Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze, Scritti critici.