Da Effettofarfalla:
Le strade del centro sono tanto simili alle scale mobili.
Tu te ne stai tranquillo, fermo, a fare i cavoli tuoi, e prontamente arriva il rompiscatole che ti butta da un lato, perché egli deve sbrigarsi a comprare l’ultima stronzata di cui ha sentito il nome. Se aspettasse anche soltanto mezzo secondo di più, crollerebbe a terra in preda alle convulsioni, griderebbe al cielo con la tutta la forza che ancora sorprendentemente trova nei suoi polmoni incatramati dalle sue ciospe quotidiane: oh dio, scusami per non aver ancora benedetto le mie viscere col tuo sacro sacrificio di non-umani unto, geneticamente modificato e accoppiato con sorprese per bambini fatte da bambini senza destini, e cristodonalds, concedimi ancora cinque minuti per desiderare ardentemente la standardizzazione della mia esistenza e delle mie aspirazioni, sì, oh sì, fammi sopravvivere solo per inseguire il sogno di andarmene a fare il barbone a niù iòrc e sbavare davanti ai caffé annacquati di Starbucks, rigorosamente consumati da coppiette che rispondono a ogni dettame imposto da eteronormatività, cisgenderismo e monogamia, finché non schiatto accoppato da un poliziotto in astinenza da ciambelle in nome della sicurezza e della democrazia, sì, ohhhh, sìììì. Egli ha un rigurgito consumista e se vede un saldo lo rincorre a vista, e solo il suo dio sa quanto spende, ché io lo so che tanto quello accende un mutuo ogni volta che esce di casa.

