Rho risponde ad uno dei miei interventi in mailing list e mi offre l’opportunità, e di questo la ringrazio, di approfondire un ulteriore aspetto che secondo me è importante mettere a fuoco. Ancora dal mio parzialissimo punto di vista e ricordando che chi abbia voglia di partecipare al dibattito può articolare un intervento e poi chiedere che sia pubblicato su questo blog per segnare la traccia di una discussione pubblica bella e ricca e fatta di rispetto per le mille diversità che animano la nostra community e che non si servono di stigmi negativi per risolvere e semplificare le differenze.
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A mio avviso l’appiattimento alle politiche istituzionali e alle definizioni date dall’Onu c’è. Non sappiamo rideclinare la violenza in modi che ci somigliano. Che mi somigliano. Rischiamo davvero tutti/e di essere assimilati a soldatini e soldatine dell’Onu in virtù del fatto che dovrebbe tutelarci in una fase di guerra la cui necessità viene data dalla diffusione di notizie e cifre allarmistiche che ci fanno sentire accerchiate e costantemente in pericolo. Bisogna ricordare che le politiche contro la violenza sulle donne sono diventate per la comunità europea o le istituzioni sovranazionali in generale la conditio-sine-qua-non si ricevono finanziamenti. Sono elementi di classificazione delle nazioni in una graduatoria che consegna il marchio doc ai paesi che si sono adeguati alle richieste conformi alle politiche imposte.
Attivare l’emergenza sulla violenza sulle donne significa ricevere finanziamenti. L’Italia fa leggi contro la violenza sulle donne perché l’Europa diversamente non molla soldi. Si ratificano leggi che non sono neppure pensate in rapporto al risultato di studi sui reati commessi in Italia giacché noi notoriamente non abbiamo un osservatorio istituzionale e nazionale su quei crimini. Infatti quei reati che ci piovono sulla testa in modo indotto, di cui poi tutti all’improvviso cominciano a parlare, vengono fuori da politiche statunitensi. E le politiche statunitensi sono repressive e molto autoritarie e non sono preventive. Sostanzialmente a me pare che vi sia una forte colonizzazione non solo a livello epistemologico ma anche a livello di imposizioni legislative che non partono dal basso ma che discendono direttamente dalla necessità, appunto, di appiattirsi a logiche che non sono nostre. Ogni altra analisi è esclusa.
