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My body, my choice! Corpi liberati contro la violenza sulle donne

Continuano i contributi di corpi liberati contro la violenza sulle donne.

Sono io che decido.  Io dico come, dove, quando.

Il piacere è tutto mio.

Contro il moralismo della retorica antiviolenza che ci vuole solo sante e vittime: THE RIOT MUST GO ON!!!

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Posted in AntiAutoritarismi, Comunicazione, Corpi, Iniziative, R-esistenze.

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Stupro in India: eppure nessun@ sembra vedere la persona…

Da Abbatto i Muri:

La Gulabi Gang ha scelto il fucsia come colore e il bastone come strumento di autodifesa per le donne che in una particolare regione dell’India vengono molestate e stuprate e picchiate senza che nessuno, pare, faccia niente.

L’autodifesa è autodifesa e significa che queste donne insegnano ad altre donne a difendersi e insieme vanno a fare pesare il proprio punto di vista presso istituzioni che pare non si curino di loro, non accolgano denunce, non facciano niente di niente. Questo è quello che si dice e In Italia, che è un paese occidentale dove va di moda la stampa occidentale, il fenomeno fu accolto con estrema felicità perché a guardare le culture patriarcali di altre etnie e nazioni siamo sempre tanto bravi/e. A me loro piacciono perché non danno in alcun modo l’idea di vittime ma sono donne forti che combattono e il vittimismo tipico di campagne antiviolenza di donne con occhi pesti non sanno proprio da che parte sta.

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Posted in Critica femminista, Omicidi sociali, otro mundo, Pensatoio.

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Nel 2013 diventiamo tutt@ traditori/trici

Ieri sera sono rientrata a casa ed ho scoperto che mio padre aveva subito un’aggressione. Stava parcheggiando l’auto di mio cognato, dato che non possiamo più permettercene una, e un’automobilista gliel’ha strisciata. Mio padre si aspettava che l’altro si fermasse ma, quando ha capito che non sarebbe successo, lo ha inseguito, costringendolo a farlo. L’altro uomo è sceso ed ha iniziato ad urlare e, non ho capito come, ma posso immaginarlo, si è arrivati alle mani. Quando mio padre è ritornato a casa, a causa dei graffi e degli ematomi evidenti, ci ha raccontato tutto enfatizzando il modo in cui lui le “avesse date”.

Mio padre è un uomo anziano ma non per questo smette di seguire quegli stupidi stereotipi con cui è cresciuto: “il vero uomo è forte”, “il vero uomo non si fa picchiare, ma picchia”, “il vero uomo si fa rispettare”. Sì, quando ho ricordato a mio padre che era anziano e che aveva rischiato inseguendo quell’altro, quando bastava prendergli il numero di targa, mi ha fulminata con lo sguardo ed ha ribadito che lui non era vecchio e che si era fatto rispettare.

Mi piange il cuore doverlo ammettere, ma no papà, non si tratta di rispetto ma di stupidità. Avete giocato entrambe a chi ce l’ha più lungo e vi vanterete tutti e due di quanti calci, pugni, cazzotti avete sferrato. Questo vi farà sentire virili, machi, uomini duri ma a me sembrate solo delle macchiette. Vorrei che tu la smettessi di dirmi che sono cose da uomini, che io, in quanto donna, avrei fatto bene a prendere quella targa ma che tu non potevi limitarti a ciò. Che da un uomo ci si aspetta altro.

Il 2013 sta ormai arrivando e vorrei poter solo vedere mio padre, come tutti gli uomini e le donne, liber@ da stereotipi e ruoli. Vorrei vederci liber@ in un modo che non conosceremo mai se non partiamo da noi stess@. La lotta inizia dal sé ed è questo che la rende difficile.

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Posted in Anti-Fem/Machism, Disertori, Personale/Politico.