Skip to content


+ Kaos, il libro sui dieci anni di A/I (10 anni di mediattivismo e hacking)

Il libro l’ho già rapidamente leggiucchiato e lo vado a prendere in libreria a breve. Potete però scaricarlo online da QUI in vari formati.

E dentro ci sono tutti/e e c’è tutto e mentre leggevo mi scorrevano tutte le immagini dei momenti vissuti in situazioni collettive, gli hackmeeting, l’hacklab, indymedia, il cecco rivolta, la bat caverna. No, davvero, non potete capire cosa fosse la batcaverna.

Mi ricordo la prima volta che vidi di persona alcuni pezzi di Inventati. Arrivavo in aereo, reduci da conversazioni accese online, scambi e cose da fare, volevano cazziarmi perché non quotavo bene, poi mi hanno visto e non dissero più nulla. Il Cecco, da starci un giorno e diventavano due settimane perché non c’era voglia di andare via e la batcaverna, luogo di scambio e di elaborazione collettiva, da farci assieme i dossier di indymedia e da ragionare su progetti futuri, e indymedia e poi le discussioni e anche gli scazzi, ma quanto mi hanno insegnato tutti e tutte a partire da quelli che ad ogni richiesta di informazione ti rispondevano che dovevi sbatterti da sola, e allora si capivano un po’ di cose e poi si spiegavano alle altre, le nuove arrivate, che volevano imparare e si andava avanti così di condivisione dei saperi in condivisione dei saperi e la generosità che è stata ed è senza eguali e la coerenza e il fatto che esista una comunità attorno a questi strani figuri e figuresse e che questa comunità è ricca, bella, numerosa ed è fatta di energie, intelligenze, persone meravigliose, con le quali cresci comunque, nel bene e nel male…

Il libro è tanta roba, tanta umanità, umanità che conosco tutta, di persone alle quali voglio molto bene e di quelle che stimo profondamente, di quelle che siamo forse distanti ma comunque rispetto tanto e di quelle alle quali devo moltissimo. C’è una ricchezza che è stata una buona cosa riassumere in un libro, perché non andasse perduta, perché non restasse solo nella memoria di chi ha vissuto quelle storie e di chi le ha attraversate.

C’è anche un breve passaggio che parla di noi e delle tante femministe che hanno popolato Noblogs e per questo ad Autistici/Inventati dobbiamo gratitudine (e bisogna ricordare di dare un contributo in dindi di tanto in tanto… compratevi una maglietta, una felpa, qualcosa targato A/I quando beccate un banchino). Il Feminist Blog Camp deve molto ad A/I.

Fate che questa storia diventi una tra quelle che racconterete per dirvi felici di fare parte di una comunità così particolare, perché, per esempio, un blog su Noblogs non è un blog è basta… e buona lettura! 🙂

Posted in Iniziative, Memorie collettive, R-esistenze.