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03.11.08

Facebook: la centrifuga umana

Post in Corpi & Fem/Activism at 20:35 :: 點閱次數 (2108)


Ebbene si, l'ho fatto. Dopo averlo snobbato per settimane alla fine ho ceduto. Anch'io ho preso il mio bel monolocale su Facebook. Con tanto di nome, cognome e faccia in bella mostra.

Dopo averne tanto sentito parlare male e aver dedotto che doveva essere un posto ultracomodo per permettere ai giornalisti di contare uno ad uno tutti quelli che simpatizzavano con la gelmini, ho vestito la mia curiosità dell'abito militante e sono partita in missione.

Il luogo a primo acchitto sembra assai confortevole. C'e' tutto quello che serve per fare social network formato universale. Sulla pagina destinata al tuo account puoi inviare e ricevere messaggi, raccogliere amici e amiche, inventarti gruppi tematici, veicolare i contenuti del tuo blog, scrivere delle note che altri potranno commentare, caricare video e foto, creare una agenda di eventi, prenotare una depilazione dalla tua estetista di fiducia, beccarti un massaggio shatzu e tornare a casa con il capello mesciato e l'intontimento di una che ha avuto un orgasmo multiplo da ipersocialità.

E' una centrifuga di tempo personale e di relazioni. Una pappa promiscua di carne senza la carne. Tutto rosolato al tempo veloce della rete. Con una aspettativa di rispetto della privacy pari a zero. E' un contenitore che da solo concentra nomi, facce, indirizzi ip, ma persino vie e numeri civici reali di mezzo mondo. Un angolo di intrattenimento e animazione da club vacanze valtur che si realizza a partire dalla descrizione del proprio "status": "Adriana rutta e digerisce il bue arrosto!" e giù commenti di ogni tipo.

Ho cercato amici e amiche, così come mi indicava la prima schermata di istruzioni per l'uso e con mia sorpresa ne ho trovat* un sacco. Molti/e persino insospettabili, di quelli per i quali ho un reverenziale rispetto e dai quali temevo le cazziate più serie per questa mia biricchinata.

Dopo aver fatto incetta di amicizie, alcune, lo confesso, non raggiungibili da anni, ho cominciato il mio giro di esplorazione dei gruppi tematici.

Ne ho trovati davvero di deliziosi:  "Quelli del sesso protetto per non farsi mischiare la sifilide", ai quali qualcuno dovrebbe spiegare che questo pregiudizio è morto più o meno alla fine del 1800; quelli del "sesso orale con ingoio", non contrastati da nessun gruppo italiano pro cunnilingus; quelli del partito dei maschilisti; del "ridiamo forza ai maschi"; de "la maschi-lista". Ma c'e' anche una consistente coalizione contro i maschi stronzi.

Poi inizia tutta la sfilza di gruppi fascistoidi che stanno bene attenti all'attualità: "ne rossi ne neri ma liberi pensieri"; "quelli che sono vicini ai camerati arrestati"; "basta punkabbestia e alternativi fattoni"; un "distruggiamo i centri sociali di roma e d'italia"; il più diplomatico "aboliamo i centri sociali"; nella categoria "svaghi" troviamo il più deciso "bruciamo i centri sociali"; il definitivo "cancelliamo i centri sociali"; un "grazie alemanno che hai sgomberato l'horus club e i centri sociali"; c'è un "no al corteo dei centri sociali a palermo" (riferito al corteo dell'11 ottobre scorso); qualche "no more Rom";

Quello più numeroso in assoluto con ben 181.653 membri è dedicato a gigi d'alessio con auspicio di "abolirlo" da questo mondo. Ci sono centinaia di persone che vorrebbero uccidere emilio fede perchè pare fracassi le balls con il suo love per il cavalier berlusca.

C'e' anche un rammaricato "Io non mi volevo iscrivere a facebook" e una serie infinita di gruppi contro l'aborto che mostrano immagini trash con pezzi di feti sparpagliati ovunque.

Poi ci sono quelli esilaranti: "avete rotto i coglioni con gruppi ed eventi"; "anche io tra messenger e facebook oggi non ho concluso un cazzo"; "ma che cazzo mi aggiungi a facebook se poi per strada non mi saluti nemmeno"; "grazie facebook ora tutti sanno i cazzi miei". Infine ci sono quelli di interesse collettivo: cause, impegni, ideali condivisi.

Vi dico cosa ho capito io: come ogni angolo del web, il rischio è che sia prevalentemente colonizzato da persone un po' fasciste. Oltretutto se hai più di un indirizzo mail puoi avere altrettanti account. Dunque i voti ai gruppi pro gelmini, tanto per fare un esempio, potrebbero essere assolutamente fittizi. Comunque, questi fascisti arrivano e fanno cultura senza che vi sia un adeguato contraltare. Forse hanno più tempo, più soldi, hanno seguito un corso che gli insegna che la comunicazione è fondamentale. Non lo so. So soltanto che lasciare il web e i suoi mille angoli in mano a questa gente significa consegnare loro la possibilità di costruire consenso sugli argomenti che vi ho sopra elencato.

Il punto non è censurarli o - come direbbero loro - "abolirli". Il punto è creare delle alternative e contaminare a nostra volta nei contesti a socialità illimitata.

Dunque ho deciso: ho aderito ad un bel po' di cause e poi ho attivato tre gruppi. "Contro la violenza maschile sulle donne", "Difesa della legge 194. Per il diritto all'autodeterminazione" e "Femminismo". Il primo è pensato per raccogliere eventi, iniziative che si fanno in italia e poi documenti, materiali di ogni genere. Ora serve anche a promuovere la manifestazione del 22 novembre. Ogni adesione corrisponde ad una partecipazione in questa sorta di corteo virtuale che sta incrementando i suoi numeri di ora in ora.

Anzi, iscrivetevi e fate iscrivere anche altre persone che conoscete. Più siamo a presidiare e meglio è.

Gli altri due gruppi sono come da titolo. Con intenzioni precise e una attenzione alle questioni di genere. 

Accanto ai gruppi ho creato gli eventi relativi la manifestazione del 22 novembre e le assemblee preparatorie che si stanno facendo in giro per l'italia.

Prendetela come una azione mediatica che resta nella filosofia del farsi media e dell'agire i media, senza mediazione ne' conferenze stampa. Insomma siateci.

Finita la manifestazione magari mi svestirò degli abiti militanti da compagna ortodossa e con una buona dose di marijuana troverò anche la forza di sciogliermi e indire conferenze virtuali sulla sessualità attiva dei miei quaranta anni. Si, credo proprio che questo sarà il mio prossimo obiettivo.

Se ho varcato la soglia di facebook allora posso anche spogliarmi di altri metri di intransigente e rigida coerenza e dichiarare i miei orgasmi aromatizzati con ottimo zibibbo. Se vi interessa, è chiaro... :)

2 Comments on "Facebook: la centrifuga umana" »

  1. vivian said:

    04/11/2008, at 10:26 [ Replica ]

    concordo pienamente
    è spiazzante la velocità e l'inafferrabilità
    in un momento storico che ci dovrebbe vedere presenti e compatte.
    però usiamolo al meglio, al nostro meglio intendo.

  2. fikasicula said:

    04/11/2008, at 10:30 [ Replica ]

    vivian, certo.
    l'unica cosa è che mi spiazza un po' fare un regalo con pagine che ospitano pubblicità.
    per il resto, come ho detto. c'e' e provo a usarlo al megli delle mie possibilità :)