27.03.07
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at 01:55 :: 點閱次數 (926)
A Bari si è deciso di accorciare di qualche settimana il tempo disponibile per consentire l'aborto terapeutico. Si narra di un intervento durante il quale si sarebbe tentato di salvare il feto (e giù con particolari sempre più truculenti per togliere diritto di scelta alle donne e farle apparire sempre più - loro, noi, e la legge 194 - assassine) senza riuscirci. Sempre a Bari l'Asl non può - pare per provvedimento adottato dalla Regione Puglia (Non che mi sorprenda più nulla oramai: ma non c'era Nichi Vendola come presidente della Regione? ) - distribuire la "pillola del giorno dopo" che continua a denominare "pillola abortiva".
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24.03.07
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at 01:40 :: 點閱次數 (840)
Ve lo annuncio con gioia - e spero che si faccia passaparola con tutti i mezzi di cui disponiamo - perchè è una iniziativa indipendente che va premiata (e vista :)). Un film fatto da amici che conosciamo bene (avrete visto "Nunca Màis", "Ci chiamavano ribelli", altro materiale sul G8 Genova) e che parla di un calcio fatto di passione e valori. Una storia di uomini e princìpi, dove uomini e princìpi oramai quasi non esistono più. Da oggi in edicola in Toscana (in allegato al Tirreno). Dal 30 marzo in edicola a Roma e Milano. Da aprile nelle sale.

99 AMARANTO
La storia di Cristiano Lucarelli e Livorno:
un antidoto al conformismo del calcio di plastica
un film di Federico Micali
liberamente tratto dal libro “Tenetevi il miliardo” di Carlo Pallavicino
prodotto da °) L'Occhio e La Luna
distribuito da Gianluca Arcopinto Pablo - Bunker Lab
“Ci sono calciatori che con un miliardo si fanno la Ferrari, lo
yacht, io mi ci sono comprato la maglietta del Livorno. Tutto
lì.” (Cristiano Lucarelli) --->>> www.99amaranto.it
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24.03.07
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at 01:19 :: 點閱次數 (5059)
Questo emerge da un congresso di urologi a Berlino. La notizia non mi è nuova. Le donne vogliono tornare vergini e gli uomini vogliono avercelo più lungo anche a costo di rifarsi l'orlo. Così pensano di incidere anche rispetto alla durata, che sempre secondo il risultato del suddetto congresso, si aggirerebbe al massimo sui tre minuti. Mito dei miti della sessualità maschile che ai propri pregiudizi aggiunge anche l'ansia da prestazione. Perchè capita raramente di trovare un uomo che non si senta difettoso se non raggiunge lunghezze, spessore e durata consone agli standard richiesti da certa cultura. E le donne oggi pare pretendano di più e questo non aiuta. Insomma si tratta di rimettere a posto le femmine: queste ingrate che sempre più spesso si lamentano o preferiscono una banana, una carota o un dildo all'organo sessuale del maschio.
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23.03.07
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at 11:33 :: 點閱次數 (547)
Sempre sulla questione della partecipazione al Family Day. Il dibattito è serrato. Nelle mailing list di movimento persone, gruppi si sono espressi con opinioni pro e contro la partecipazione al Family Day. Alcun* dicono di voler partecipare per svelare il vero intento di una giornata d'origine cattolica fatta apposta per stabilire i contorni di quello che sostengono essere il "diritto naturale" per cui la donna sarebbe solo una chioccia buona per fare uova, una fattrice, un contenitore per garantire la riproduzione della specie. Una famiglia quindi che non prevede nessuna alternativa alla formula magica uomo/donna, lui spermatozoo sempre attivo e lei ovulo sempre disponibile. Altri non parteciperanno. Io non credo, ma l'ho già detto, che ci sia nulla da svelare. Perciò continuo a non capire come si possa anche solo pensare di dare adesione ad una manifestazione catto-fascista pensata apposta per ribadire concetti e modi di vivere per me assolutamente non condivisibili.
Per fortuna non sono la sola a pensarla così. Molt* persone hanno dichiarato di non voler andare e comunque di non aderire a quella giornata. Per rispetto e correttezza non copincollo qui interventi fatti nelle mailing list. Invece vi passo il comunicato stampa del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che rilancia il Pride del 9 giugno a Roma come iniziativa utile a "rivendicare contenuti esattamente contrari a quelli del Family Day, in perfetta coerenza con 35 anni di battaglie politiche e culturali del movimento omosessuale e transessuale".
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21.03.07
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at 03:44 :: 點閱次數 (853)
Questa è una provocazione! C’e’ chi scrive le scenate (come quella di Silvia Ballestra, carina, leggetela) e io scrivo le provocazioni :)
Lo faccio svestita. Senza tailleur e foulard da look ministeriale o aspirante tale. Senza alone accademico. Nuda e possibilmente mestruata.
Siamo in tempo di tutela di famiglie. Quelle belle, vecchio stampo, da mulino bianco. Dove non si vedono gli occhi con i lividi neri e le donne stuprate. Dove la femmina è la regina del focolare e l’uomo sempre in partenza per grandi avventure. Quella del riposo del guerriero e delle meraviglie delle uova che si schiudono dando alla luce principeschi eredi.
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20.03.07
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at 13:19 :: 點閱次數 (643)
Numero quattro [qui prologo/primo capitolo, secondo capitolo, terzo capitolo, quarto capitolo, quinto capitolo, sesto capitolo]
“Rosario, posso disturbarti?” – era lei al telefono. Mi chiamava alle undici del mattino. Io ero al giornale. Lei a quell’ora, di solito, dormiva.
“Si Carolina, sono contento di sentirti.” – e tirai fuori un tono fasullo, di quelli entusiasti a forza.
“Lascia stare. Volevo sapere se puoi passare da qui. Devo parlarti…”
“Vengo nella pausa pranzo. Posso restare un ora.”
“Va bene. Ti aspetto.” – click.
Rimasi a guardare il telefono per una decina di minuti. Non capivo il senso di quella telefonata. Cosa doveva dirmi? Aveva scoperto che ero un minchione e voleva mandarmi a fare in culo? Mi desiderava a tal punto da non riuscire ad aspettare fino a notte?
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20.03.07
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at 12:36 :: 點閱次數 (755)
Numero tre [qui prologo/primo capitolo, secondo capitolo, terzo capitolo, quarto capitolo, quinto capitolo, sesto capitolo]
Passai da casa prima di andare al giornale. Un bivani con i tetti bassi e le travi a vista, come usa per gli intellettuali illuminati della città. Il mio centro storico era quello già ristrutturato. Con le case antiche riadattate in mini appartamenti. Distrutte le scalinate, gli archi, i tetti a volta. Stuccati e coperti gli affreschi ottocenteschi. Restava una parvenza di prospetto originale colorato di deserto. Carolina invece era una della resistenza della città vecchia. Voleva appartenere alla storia di Palermo o quantomeno a quella delle sue mura. Qualche volta pareva trovare radici tra le pietre, in mezzo al tufo. Maledetti sassi che le davano quell’aria così sicura e forte. Maledetto mercato, gente con la sintassi delle smorfie. Maledetto me che non facevo parte di niente.
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20.03.07
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at 10:37 :: 點閱次數 (597)
Numero due [qui prologo/primo capitolo, secondo capitolo, terzo capitolo, quarto capitolo, quinto capitolo, sesto capitolo]
Quella sera stessa tornai al locale. Ero tentato di dire tutto al tunisino. Di spiegargli che quello non era certo un comportamento da tenere con un cliente. Lei era stata troia due volte: prima perché mi aveva invitato a casa sua e poi perché mi aveva fatto sentire un coglione. Lui avrebbe sicuramente adottato giusti provvedimenti per punirla, farla ravvedere. Stavo pensando a quelle opzioni quando lei venne fuori dalla cucina e mi rivolse uno dei suoi sorrisi più belli. Mi sciolsi in uno sguardo tenero e mi sentii avvolgere dall’afa.
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20.03.07
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at 08:35 :: 點閱次數 (641)
Prologo
Carolina aveva una ruga sulla fronte. Le veniva sempre con i brutti pensieri. Stava a guardare quella faccia di minchia di piùzza dalla voce stridula e non riusciva a pensare a niente di buono. Nessuna ragione per tornare indietro. Più la guardava e più sentiva nelle orecchie l’eco fastidioso di quelle parole, le sillabe, la voce, quella orrenda voce che non la faceva più dormire tranquilla da mesi. Dieci mesi per l’esattezza: tanti quanti ne erano serviti per stanare quella gran buttana.
(Continua)
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