Rubo questa notizia da questo sito per la qualità delle immagini e dell'interpretazione di Emma Thompson. Si parla della campagna anti tratta delle donne che poi vengono costrette a prostituirsi. Il video sollecita ampi interventi paternalisti e ripropone la figura del femminile come vittima senza difese. E' una realtà che esiste, certo, ma diverso sarebbe stato se avesse rappresentato una donna arrabbiata e stanca della vita che sta facendo che ad un certo punto decide "attivamente" di denunciare i suoi sfruttatori o, che so, magari di rivolgersi, laddove è possibile, alle altre sex workers per elaborare una strategia di autodifesa, partecipare ad un sindacato, ribellarsi alla schiavitù.
Sono siciliana. Questo lo sapete. Amo i dolci. Li so persino preparare. Invento ricette e poi me le dimentico e la volta dopo rimescolo gli ingredienti e rifaccio tutto da capo. Scopro così un nuovo sapore, buono, più buono del primo, diverso. Ho imparato a cucinare per via di quella passione creativa che mi spingeva a stravolgere e personalizzare le ricette. Così ho scoperto pietanze utili per tutte le occasioni, persino le peggiori.
Il sapore che preferisco di più è la cioccolata. Nera. Fondente. Senza scuse. E’ buona da farci le torte, le creme, da mangiarla intera o anche a pezzetti. Pare abbia delle qualità che calmano, rendono quasi felici. Normalmente mi rende felice il contatto di un corpo. Ci sono volte però che divento piena di spine. Intoccabile. E tuttavia ho bisogno di calma. Come questa sera.
La prima mezz’ora trascorsa a vedere rotocalchi di attualità mi ha fatto mangiare due unghie. Ho dovuto però pareggiare le altre perché non sopporto le asimmetrie. Poi ho cominciato a strappare pezzetti di carta. Ridotti a brandelli sempre più piccoli fino a farne una montagnetta con cui ho giocato per un po’. Ho massacrato la buccia di un mandarino. Se non me la toglievano dalle mani ne avrei fatto una spremitura adatta per le marmellate. Nel frattempo mi sono rintanata sempre di più in un angolo del divano. Occhio sbarrato e immobile. Bocca aperta ed espressione afflitta. Mi chiedevano: “cosa posso fare per te? Dimmelo, per favore non posso vederti così…”. Ho fatto di no con la testa e come un automa ho alzato il volume della televisione.
C’era un’ex di sinistra – fassino - e un altro di destra – fini - che facevano a gara a chi appariva più fascista. Il primo diceva: voi non vi siete assicurati che i romeni fossero espulsi davvero. L’altro rispondeva: no, non è vero. Li abbiamo scortati fino l’aeroplano. Vinceva fassino, senza dubbio.
Esiste un gruppo di uomini come quello di Maschile Plurale,
che si autorappresentano, prendono "attivamente" la parola, si pongono
il problema e lo affrontano organizzando anche dei corsi di formazione
antiviolenza. Ve li presento, se avete voglia di conoscerli...
Nel loro sito si dice che:
la stragrande maggioranza dei maltrattanti sono uomini;
perché la violenza ha origine in quel sistema pulsionale da cui ha
origine la vita stessa; perché è lo strumento più importante al
servizio della prevaricazione, che è quel sistema che usiamo spesso per
dirimere i conflitti, che annulla l’altro togliendoci dall’impiccio di
reggere confronti, differenze, opinioni contrastanti; perché a volte ci
sembra di non poterne fare a meno, magari mistificandola per non
doverne rispondere; perché fa parte di sistemi che la considerano
imprescindibile, anche se “usata a fin di bene”; e per tanti altri
motivi.
Nel loro ultimo incontro nazionale hanno richiamato anche a questi motivi:
La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la
parola come uomini. Se in questo incontro politico le donne sono le
dita di una mano – ma ovviamente graditissime - stavolta non è per
antiche discriminazioni ma perché questo appunto è un “incontro di
uomini”. Come emergerà dal dibattito una delle idee portanti è che i
maschi debbano parlare fra loro di sessualità e amore, di genere ed
erotismo, di patriarcato e «pensiero della differenza», di poteri e di
saperi che al dominio maschile sono collegati o contrapposti: senza
rimozioni ma anche senza il paravento del femminismo o quello, che
tanto eccita i massmedia, del maschio in crisi depressiva. Insomma
qualche forma di “auto-coscienza” è comunque necessaria, per pensare un
nuovo “modello maschile” occorre rompere anche quel modo di comunicare
fra uomini che è fatto di clamorose omissioni e/o bugie sul personale.
Update: la serie del 2007 è finita. Ci sarà però un'unica puntata in prima serata alle 21.00 il 4 gennaio 2008. Poi amore criminale riprenderà a marzo.
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E' iniziata sabato sera alle 23.30 su Rai Tre la seconda serie di puntate di "Amore Criminale" (da cui è tratto il logo sopra) dedicate al sistematico femminicidio in Italia. Camila Raznovich racconta ogni volta una storia ricostruendo i passaggi personali ed emotivi che hanno portato all'omicidio e dunque alla morte della donna di turno.
La prima serie, andata in onda tra marzo e aprile 2007, non mi era molto piaciuta. Descriveva la personalità delle donne senza chiarirne i livelli di corresponsabilità e la tendenza alla dipendenza masochista da rapporti morbosi ossessivi e possessivi. Trascurava di fare una radiografia attenta del contesto familiare delle donne assassinate. Per delicatezza nei confronti della famiglia che ancora non aveva, in nessun caso, elaborato quel difficilissimo lutto, lo capisco. Descriveva invece le figure maschili come evidentemente cattive e inclini a comportamenti terribili (perciò era difficile capire come mai le donne avessero accettato di stare con loro).
Faceva poi un'altra cosa che non mi è piaciuta. Raccontava di storie violente tra vip in un clima di sesso, droga e rock and roll, trascurando di narrare di storie di contesti, anche ricchi o non comuni, più "normali" (vissuti cioè senza che vi fosse connotata la dimensione del "vizio") in cui è altrettanto e anzi più frequentemente possibile che si sviluppi una tragica storia finita con la morte della donna.
Proprio così. In Uruguay al senato, secondo fonti di informazione locale, ci sarebbero i voti per far passare la proposta di depenalizzazione. Tutto questo accade mentre c'e' una feroce campagna che coinvolge direttamente la chiesa in cui si sollecitano tutti i cattolici e gli interessati per pressare ogni senatore affinchè il progetto di legge non passi.
Quello che viene comunicato è di dare fondamentale importanza a questo voto perchè nel caso in cui il progetto venisse approvato darebbe il via ad una serie di altri progetti simili in ogni parte dell'America Latina (Lo stesso terrorismo psicologico fu fatto a proposito della legalizzazione dell'interruzione volontaria della gravidanza in Messico. Così come in Argentina la Presidenta è stata messa alle strette è per piacere ai moderati si è dichiarata contraria all'aborto). In Uruguay, come in molti altri paesi, l'aborto è un reato. Il dibattito a questo proposito si è riaperto con forza nello scorso maggio, quando una ragazza si era rivolta in ospedale per farsi curare una emorraggia post interruzione della gravidanza. La ragazza è stata accusata e processata per aborto illegale.
Come era prevedibile l'istigazione alla xenofobia, i provvedimenti di stampo nazista hanno infine condotto ad attentati e a raid punitivi fascisti contro i romeni
[Foto] (Forza Nuova con l'avvertimento di "Guai a chi tocca le nostre donne"
sta autorizzando pubblicamente ogni fascista/nazista/forzanovista a:
"usare metodi che vadano al di là di semplici proteste per difendere i
propri compatrioti").
Io, donna autonoma e che si autodetermina, non appartengo a nessuna patria e a nessun fascista. Io non sono di proprietà di nessuno. Io non riconosco il concetto militare e fascista di "patria". Io affermo la mia totale indipendenza e il mio essere cittadina del mondo e in qualsiasi parte del mondo voglio avere il diritto di essere libera e di non appartenere a nessuno. Io non sono una proprietà dello stato e dei fascisti. Io mi difendo da sola ed esigo che vi siano strumenti sociali e culturali che posso utilizzare e che mi permettano di esercitare il diritto di vivere, difendermi e autodeterminarmi.
Chi sono quindi i cittadini pericolosi? Grazie a
tutt* il centro-sinistra e a tant* miserabili pensatori "illuminati"
della nostra deprimente "era" per aver definitivamente sdoganato e
legittimato fascisti nazisti in Italia. Ne avevamo proprio bisogno. :(
Il video riporta una intervista a Giuseppe Fava prima che fosse assassinato dalla mafia (la mafia per come la definiva lui con capi ed esecutori materiali). Questo video sta girando in blog e siti che amano tanto appropriarsi dell'immagine di idealisti veri che a torto o a ragione hanno compiuto battaglie che hanno poi pagato con la propria vita. Sono gli stessi blog e siti che oggi istigano alla violenza razzista, alla xenofobia. Ebbene, mi dispiacerebbe che Pippo Fava fosse associato a idee merdose di questo tipo. Lui era un giornalista. In Sicilia per noi ha rappresentato un grande punto di riferimento.
Ha fondato "I Siciliani" e fatto crescere una intera generazione di liberi pensatori, giornalisti e intellettuali che dopo di lui hanno proseguito in quella stessa battaglia, allo stesso o in un differente modo. In quel deserto che la Sicilia era, schiava di andreottiani e comunisti consociativi, con socialisti mafiosi e "uomini di cultura" piegati al cospetto dei potenti, la sua voce era una boccata d'ossigeno. Da siciliano qual'era leggeva i fatti e le cose contando i morti e attribuendo alla fine della vita di ciascuno un valore reale e simbolico che veniva di volta in volta interpretato praticamente e politicamente.
Non ho mai letto però di Pippo Fava un appello banale a leggi più dure ne' a pene certe. Non ho mai letto nulla di miserabile come gli appelli razzisti contro i romeni che grillo sta facendo in questi giorni. Perciò il posto di questo video è qui.
Quello che mi fa specie in questi giorni (a parte la costante nausea
che mi viene per il fascismo rosa e strisciante che si manifesta in
tutta la sua interezza) è che persone che parrebbero essere
sganciate da luoghi comuni, da stereotipi dominanti, individu@ dunque
intelligenti, dotate, soggett@ pensanti presumibilmente autonomi che
hanno strumenti critici per farsi una opinione al di la' di quello che
propina il bombardamento mediatico a senso unico, insomma queste persone dichiarano che davvero è giusto fare quello che sta
facendo veltroni, il governo, il prefetto e tutta la compagnia armata poliziesca a roma.
Prue mi segnala che nei prossimi giorni arriveranno a Roma due delegazioni sportive di ragazze palestinesi, una di calcetto e l'altra di basket, che viaggeranno in molte città italiane (in dettaglio sotto) per "raccontare come, attraverso lo sport,
riescano ad evadere dalla dura esistenza imposta dal conflitto
israelo-palestinese e per confrontarsi, sul campo e nelle altre
attività, con le coetanee italiane." L'intero programma e ogni altra informazione utile si trova nel sito di www.sportsottoassedio.it. A Roma parteciperanno ad una iniziativa su "Donne tra sport e islam" (il 23 novembre, segnalato sempre sul sito e anche su questo blog) e scorrendo il programma troverete vari momenti interessanti cui vale la pena partecipare. La cattiva notizia, per ora, è che le ragazze pur avendo ogni permesso in regola sono bloccate a Gaza (non le fanno uscire). Per questo è stata convocata una conferenza stampa per il 2 novembre alle 12.30, Piazza del Campidoglio - Roma (i dettagli in fondo al testo). Segue il testo che vi spiega dell'iniziativa.
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Dal 4 al 28 novembre saranno in Italia due delegazioni sportive
femminili palestinesi, una di calcetto proveniente dall’Università Al
Aqsa di Gaza e l’altra di basket, dall’IBDAA Cultural Center di
Deheishe-Betlemme.
Berlino - dal 10 maggio al 22 giugno - HACK.Fem.EAST
Palermo - ogni sabato dalle ore 17.00 alle 20.00 - centro sociale ASK 191 - Viale Strasburgo 191 - Area di ascolto e di informazione sulla sessualità a cura delle Malefimmine
Bologna - dal due aprile in poi - Betty & Books - Via Rialto 23/a - I mercoLady
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