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Novembre: il mese dell’antiviolenza sulle donne!

tumblr_mprp4lP11e1ql2z9ro1_500da Abbatto i Muri:

Grandi operazioni di marketing istituzionale e produzione commerciale di spot a tutto campo per caldeggiare l’attenzione sul fenomeno.

Oramai è come halloween. Basta che le celebrazioni arrivino dall’america e ci sentiamo tutti molto occidentalizzati, colonizzati ed evolute. Perciò le redazioni dei giornali preparano paginoni in cui si fa il riassunto dei cadaveri, poi statistiche su quanto siamo soggetti deboli nella società, poi ci saranno le sfilate istituzionali e di partito fatte da donne che diranno che “ci hanno messe in sicurezza” con un decreto legge di stampo repressivo.

E vedrete che anche le fasciste non avranno alcun problema, all’improvviso, a indossare il rosso. Rosso come il sangue, come l’amore, come il cuore, come la rosa rossa dedicata alle fanciulle. Ed ecco che il colore della rivolta ci viene scippato, perfino quello, perché il rosso non sia più ribellione, forza e passione ma diventi simbolo di fragilità e vittimismo. Chiamatelo revisionismo se volete.

Poi c’è chi va in tour tra sagrestie, convegni organizzati e sfilate dedicate al martirio con un cero in una mano e un forcone giustizialista nell’altra. Ragazzini e ragazzine nelle scuole scriveranno che le donne non si toccano neanche con un fiore. Poi torneranno a casa e diranno alla mamma che sono egoiste perché non hanno preparato da mangiare e osano perfino lavorare fuori.

Ci sarà il solito torneo tra tifoserie attive: sono 100, sono 1000, no, sono trenta, sono nessuno.

kadinlar-reyhanli-9-560x373La trasmissione tv dedicata al femminicidio a un certo punto si ferma sulla vicenda di una donna. Il presentatore chiede come si fa a prevenire e lo psichiatra dice che lei era una donna adulta e sceglieva gli uomini più giovani di lei. Sigla e spot pubblicitario con un vero macho in fase di erezione alla vista di una auto grigio metallizzata.

Poi ci saranno quelle donne intelligenti che tenteranno di sovvertire i significati, raccontare altre questioni, eppure saranno invisibilizzate, i media mainstream non se le fileranno neanche per sogno, perché la nostra società è fatta a strati: dopo un tot di cose, c’è il governo che è legittimato mentre parla di donne, ministri paternalisti che fanno gli women-friendly, matriarche che moralizzano le femmine irrispettose e dichiarano che “metterle in sicurezza”, ovverosia in prigione, sotto tutela e sorveglianza, è la migliore cosa, e poi poi poi ci sono anche le giornaliste che hanno creato un filone ad hoc per affrontare la questione.

Scrivono quella che dovrebbe essere la versione maggioritaria. Rappresentativa di una cultura egemone. E non ammettono critiche, sovversione culturale, nulla che confligga con la loro comoda versione della storia. Collusa con neoliberismi e in vendita del brand “donna” e “femminicidio” senza mai retrocedere di un millimetro sulle proprie posizioni. Illuminate, pie, avendo ricevuto in dono da una dea il compito di indurci a una nuova e universale missione.

E proporranno una narrazione banale, sempre uguale, che leggo da decenni e che non cambia di una virgola lo status quo. Comoda per il patriarcato che viene chiamato ad agire e tutelare. Comoda per neoliberismi che ci speculano sopra. Comoda perché i soggetti deboli sono ottimi sempre quando c’è da colonizzare il mondo.

1382791_646498608728261_1882215040_nUn mese di terrorismo psicologico in cui patriarchi e matriarche ti diranno: non uscire da sola la sera, sii scettica sugli uomini, tutti cattivi, fatti proteggere da noi e dagli uomini in divisa che sono gli unici dei quali ti puoi fidare (si, come no!), non mercificare il tuo corpo perché sennò sei collusa con il patriarcato, in poche parole copriti, svergognata, stai bene attenta a stare senza trucco, e se ritieni di non essere vittima sei sbagliata, senza dubbio, dunque sei come minimo da mandare in manicomio.

Si inaugurerà un luogo in cui le donne potranno essere guarite da quella sciocca convinzione di non essere vittime. Si chiederà loro di delegare ad altre, quelle che hanno già capito tutto, la soluzione di tutti i loro problemi e quando sei guarita, semmai guarirai, allora c’è un posto per te in questo esercito che a novembre si sposta per raccontare come si fa ad uscire dal tunnel della violenza.

Poi qualche altra amministrazione locale proporrà una statua contro il femminicidio e rappresenterà una madre con bambino che tende la mano in direzione della indifferente società. Di lì a poco passerà un uomo che su quella mano poserà una moneta.

In televisione si trasmetterà la sfilata delle migliori vittime di violenza sulle donne. Il primo premio sarà assegnato a una donna che oltre ad avere lividi dal contorno perfetto (complimenti al picchiatore!), ha cantato l’inno di Mameli, ha parlato di pace nel mondo e ha detto che il suo sogno è di abbracciare il Papa.

1014179_649964628347395_1465101180_nNei locali notturni più frequentati andrà di moda la promozione: “porta una vittima di violenza ed entrerete entrambi gratis”. Sicché all’angolo della discoteca è tutto un farsi lividi a vicenda tra amiche e amici per poter passare una gran serata.

Infine ci sarà qualcun@ del Comitato per la Purezza dell’Orgasmo che esordirà dicendo: “abbiamo uno scoop… vi sveleremo chi sono i veri nemici delle donne!” – segue sigla, due piroette e gesto autarchico – “sono i seghisti impuri… vogliamo una legge che intercetti un pene prima di una erezione e dopo apposito trattamento gli toglieremo l’entusiasmo.”. Perché l’erezione troppo entusiasta, si sa, non va mai bene.

E’ il mese in cui vedi flagellati e martiri. E poi, ogni tanto, vedi forse anche quelle come me, stufe e arcistufe di tutto questo. Perché è solo un maledetto circo. E nulla cambia. Proprio nulla.

—>>>Premio a donna vittima di violenza: un appello!

Posted in AntiAutoritarismi, Comunicazione, Corpi/Poteri, Critica femminista, Omicidi sociali, R-esistenze.