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Metodi anticoncezionali e medicalizzazione/distruzione del corpo femminile

Cinzia ci segnala questo articolo e così commenta: “Senza demonizzare la contraccezione, dovremmo continuare le riflessioni femministe sugli anticoncezionali e sui tanti modi di medicalizzazione e controllo/distruzione del corpo femminile.”

Cinzia fa anche una sintesi dell’articolo che è in lingua francese e ci regala una sua esperienza:

“Ho fatto un riassuntino di due articoli: L’articolo parte dalla storia di una giovane studentessa francese Marion Larat che nel 2006 è stata vittima di un ictus che le ha lasciato una disabilità del 65% a causa della quale la sua vita è totalmente cambiata. La ragazza all’epoca dell’ictus aveva da poco cominciato a prendere una pillola di terza generazione Meliane. Nel 2010, quando ricomincia una nuova relazione, vuole riprendere l’anticoncezionale. Questa volta il ginecologo le fa fare delle analisi ulteriori e scopre di essere portatrice di un’anomalia genetica, il fattore II di Leden che accelera la coagulazione sanguigna. Sembrerebbe che circa l’8 per cento delle donne abbiano questa anomalia genetica che rappresenta una forte controindicazione all’uso della pillola. Marion Larat quest’anno ha denunciato la Bayer, la casa farmaceutica della sua pillola. Evento assolutamente nuovo.

L’articolo che ho linkato, parte dalla storia di Marion e presenta altre tre storie di donne che hanno avuto problemi simili. Purtroppo due di loro sono decedute a 17 e 22 anni, una terza (32 anni) è sopravvissuta ad un’embolia polmonare, fortunatamente senza danni successivi. Tutte e tre utilizzavano anticoncezionali detti di terza generazione.

Ps: questa non è una novità, anni fa quando cominciai a prendere Yasmine, da brava ipocondriaca ho letto su internet che questi problemi non erano così rari e che se si notavano dolori forti agli arti o gonfiori (alle gambe soprattutto) bisognava interromperla.
Qualche tempo dopo aver preso la pillola su consiglio del mio ginecologo ho fatto gli esami per identificare la resistenza alla proteina C, la sindrome di Leden appunto. Nonostante qualche dubbio nella lettura del risultato, sembrerebbe che anche io (come diverse donne in Italia e non solo) abbia questa mutazione. Ho preso la pillola per due anni e ho avuto culo, semplicemente quello.”

Voi che ne pensate?

Posted in Corpi, Pensatoio.

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7 Responses

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  1. Muri says

    @Amazzone, come ti sei accorta così giovane di avere un cancro al seno? Io vivo nel terrore avendo madre e zia da parte di madre che l’hanno affrontato? Autopalpazione o visita?

  2. Luz says

    Si chiama fattore V di Leiden 🙂

  3. Emilia says

    Incredibile che si possa dare la pillola per “curare” l’acne, che è quasi sempre scatenata da intolleranze alimentari (di cui i medici per decenni non volevano sentire parlare). Sono perfettamente d’accordo con Iafra: ammazza la libido. E’ la sintesi perfetta di come deve essere la donna nel patriarcato: senza peli, senza libido, e sempre a disposizione (del maschio), visto che non c’è nemmeno il problema della gravidanza indesiderata.

  4. lafra says

    io a 18 anni ho preso la purtroppo famosa yasmine. in un anno ho preso 10 kili e un taglia piena di seno in più che non ho più perso nonostante non prenda pillola da anni. il mio corpo ha avuto la sua dose di ormoni. per questo mi sono spesso sentita transgenderizzata verso un eccesso di “femminile” che altrimenti non avrei. questo a 18 anni te lo spacciano per una cosa fica. ti crescono le tette! niente brufoli! meno peli! poi che ti ammazzi pure la libido sembra una cosa secondaria rispetto ad avere un corpo che possa piacere di più secondo dei canoni stereotipizzati. parliamone si di pillola e di come sia stata considerata una vittoria femminista affidare i nostri corpi alle case farmaceutiche perché li rendessero più appetibili sessualmente a discapito della nostra immagine e salute.

  5. Elisabetta (Julie Vignon) says

    Grazie per questo post, come Amazzone Furiosa ritengo se ne debba parlare, cercando di approfondire il più possibile. Poco tempo fa mi sono sottoposta ad un’ecografia mammaria, controllo periodico di routine; la dottoressa, che non mi conosceva, ha fatto la consueta domanda sull’ereditarietà e poi mi ha chiesto se prendessi la pillola. Stavolta la domanda non è passata inosservata; giusto qualche mese prima avevo avuto modo di parlare della pillola anticoncezionale con un’amica medico e quel che mi disse non fu affatto incoraggiante, anzi. Poi c’è stato un altro confronto su facebook, e mi sono resa conto che spesso coloro che assumono questi farmaci sono molto infastidite a parlarne in modo critico o a metterne in rilievo eventuali effetti indesiderati o collaterali. Ho quindi chiesto alla dottoressa perché mi avesse chiesto della pillola. Risposta: è una domanda che si fa sempre. Ho insistito: e perché si fa sempre? Mi ha spiegato che l’assunzione di quantità tali di ormoni per lunghi periodi è un fattore di rischio per il cancro alla mammella. Eppure quando mi prescrissero la Diane, che fortunatamente assunsi per un brevissimo periodo, non mi parlarono neanche dell’ipotesi remota di un fattore di rischio aumentato. Vorrei capire perché.

  6. Amazzone Furiosa says

    Ho preso il Diane per “curare” l’acne per diversi anni, peraltro senza risultati, e poi Arianna. Nessuno dei medici che me le ha prescritte ha fatto mai cenno alla correlazione tra pillola e cancro al seno che, purtroppo, mi sono beccata a 30 anni, senza familiarita` e senza nessuna mutazione genetica. Eppure su tutti i foglietti illustrativi delle pillole anticoncezionali di questa correlazione si parla molto chiaramente. Inoltre, oggi l’esposizione agli agenti cancerogeni sin dal grembo materno e` tale che, secondo me, l’assunzione della pillola potrebbe diventare la ciliegina sulla torta. Parliamone, per favore

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  1. #save_194 di Mercoledì: rassegna stampa del 19/12/2012 « #save194lazio linked to this post on 19 Dicembre, 2012

    […] Quali insidie comporta l’assunzione prolungata della pillola anticoncezionale? Perché tanta reticenza quando la si deve prescrivere e poi gli stessi medici in altre sedi ne parlano come “fattore di rischio per il cancro alla mammella”? E’ possibile ripensare i metodi anticoncezionali tenendo conto della salute delle donne? E dovrebbe far riflettere non poco l’atteggiamento di molte adolescenti che vengono attratte da alcuni possibili effetti della pillola (aumento del seno, diminuzione della peluria, in perfetto accordo con i modelli estetici dominanti) e preoccupate più che altro dall’eventualità d’ingrassare. Femminismo a Sud, 16/12/2012: “L’articolo che ho linkato, parte dalla storia di Marion e presenta altre tre storie di donne che hanno avuto problemi simili. Purtroppo due di loro sono decedute a 17 e 22 anni, una terza (32 anni) è sopravvissuta ad un’embolia polmonare, fortunatamente senza danni successivi. Tutte e tre utilizzavano anticoncezionali detti di terza generazione.” continua a leggere […]