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Fike non si nasce: si diventa!

Probabilmente ricordate la faccenda della manifestazione del 4 ottobre [1] [2] [3] [4] [5]. Leggete i link per le aficionados delle telenovelas. Ce n’erano due: una di nuove compagne, madri, figlie, nonne, padri e una era indetta dalle madri, ex mogli, con un programma che avrebbe voluto piacere tanto alle femministe ma poi in effetti non piacque affatto. Perché dietro la richiesta di attenzione per le madri, sedicenti “vere”, c’era tanta retorica conservatrice fondata su milioni di pregiudizi contro i padri, ovvero gli ex mariti contro i quali alcune madri si scontrano, contro le nuove compagne, e contro tutto ciò che non riconferma il sacro potere della mater dolorosa sui figli.

Da quella manifestazione, che vide tra le partecipanti poche decine di persone, pare che sia derivata quella che chiamano la Rete Interattiva. Una rete tutta “rosa”, di mamme vere, dalle esigenze vere e dalle pregnanti rivendicazioni politiche naturalmente anch’esse “vere”.

Non ho un ricordo recente della discussione che segnò il passaggio tra le mamme sparse per il web e questa rete rosa e dunque vado a vedere quali sono le fondamentali opinioni politiche che essa esprime. Apro il sito e in home trovo un pezzo che immagino le rappresenti in qualche modo perché altrimenti non si capisce perché l’abbiano pubblicato. Un pezzo fortemente caldeggiato su facebook e accompagnato da un coro di “abbasso le fichesecche” o cose del genere, con cenni contro le “madamine col microfono in bocca” e a queste incallite femmine in carriera, anzi “carrieriste” che non possono minimamente paragonarsi alle mamme “vere” le quali hanno sacrificato tutto pur di dare vita a figli fatti “con amore” e curati con “dedizione e spirito di sacrificio“.

Il pezzo dovrebbe parlare di odio – immagino delle nuove compagne – contro le ex mogli. Lo leggo ed è scritto anche bene, per carità, ma quel che trovo sono una serie di definizioni dedicate alle nuove compagne e ai padri, gli ex mariti, e trovo termini che mi sarei aspettata su un sito maschilista, per esempio. Pensate che “fikesekke” era uno dei modi in cui alcuni che facevano dell’insulto la modalità politica di opposizione alle femministe chiamavano noi fikesicule.

Perciò ecco un sunto dei delicatissimi complimenti dai quali si può evincere la linea politica di queste mamme.

Innanzitutto è chiaro che tessono lodi nei confronti di donne adulte, con o senza figli, che hanno scelto di stare con uomini separati. I complimenti sono evidenti a partire dal titolo: “Il tempo delle fichesecche” e poi c’è tutto un fiorire di definizioni che lasciano intendere che nel loro mondo c’è veramente tanto amore.

Principessine sul pisello ammogliato“. “Preclari dame di compagnia dall’inconfondibile eloquio lezioso e forbito da truci borgatare coatte“. “Col mignolino all’insù e il muso nel trogolo“. “Si atteggiano ad intellettuali (…) ma il tanfo del loro liquame cerebrale tradisce l’acredine e l’odio personale verso le ex mogli che mantiene quei cervelletti attivi“. “Troppi ormoni in subbuglio“. “Troppi neuroni in rivolta“. “Befane e Petronille in lingerie“.”Intriganti come la Berti quando cantava “Tipitipiti…”. “Comizianti della jolanda, sempre pronte a far del femminesco vittimismo non appena vengono rimesse al loro posto da donne che con loro non hanno in comune niente, se non quell’irresponsabile che oggi se la fa tra le loro lenzuola“.

L’irresponsabile tra le lenzuola dovrebbe essere un padre, un ex marito che non merita neppure di essere nominato.

Non sono invidiose, loro, lo chiariscono perché politicamente il punto dell’invidia è fondamentale: “Li avete voluti? Teneteveli pure stretti!” e dunque non si capisce il perché di tanta acredine.

Donne di seconda mano (…) quelle con cui madre Natura è stata meno generosa“. “Sogghignano come iene ridens, nutrendosi dei cadaveri rimasti da relazioni decompostesi” e qui siamo alla fase horror e quei padri assumono forme sempre più inquietanti. Dunque sono irresponsabili e cadaveri e il cadavere irresponsabile é una componente umana che mi era ancora sconosciuta.

Continuo ad indagare per comprendere quel che di politico c’è in codesta missiva.

Rivalsa tra comari“. “Smandrappate Matte Hari” ed ecco riapparire gli ex mariti, i padri, con una nuova definizione, un nuovo grado guadagnato sul campo. Da irresponsabili cadaveri diventano “certi imbecilli impenitenti” che “vanno cercando (…) il disimpegno, finanche la dipendenza e la stabilità economica sognando un futuro da bamboccione mantenuto a vita“. Abbiamo così scoperto che questi uomini sarebbero cadaveri, irresponsabili, disimpegnati e pure mantenuti. Sarei curiosa di sapere quanto costa mantenere un cadavere giacchè mi risulta che un pugno di terra basta e avanza per la sua decomposizione, ma forse il punto è che non si decompongono e allora siamo di fronte ad un fenomeno più unico che raro: il cadavere mummificato in rigor mortis che può soddisfare i desideri e le voglie di queste ricchissime necrofile.

Le nuove compagne vengono perciò definite: “la pantofola comoda (altro che tacco 15!) di tanti fannulloni e fancazzisti, la pista di atterraggio per dei volatili vani e volubili che alla prima giornata di vento favorevole decolleranno verso altre mete“.

Dunque è politicamente necessario segnare in agenda che esiste l’emergenza cadaveri irresponsabili, disimpegnati, imbecilli, bamboccioni, mantenuti, fannulloni, fancazzisti, volatili vani e volubili che a quanto pare migrano sovente. Il rischio estremo per l’Italia sarebbe allora la migrazione dell’uccello – vano e volubile – cadavere.

L’uccello cadavere è una specie in grado di sortire reazioni scomposte in chiunque ne scorga il passaggio.

Prendersi cura di loro toccherebbe a “sguaiate carampane e peracottare” che dato che si dispiacciono perché i “cadaveri uccellati“, ovvero i padri, vorrebbero vedere i propri figli saranno definite come quelle con “smania di “frugoletto” che “non ne hanno uno loro, invece di fare le saccenti paraponsipologhe del cappero, tormentando i figli delle altre, non capisco perché non si comprino un cane. O forse pensano davvero che basti un affido condiviso per essere madri dei figli del proprio compagno?“.

E qui il punto è chiaro, politicamente parlando, ché si vuol dire che “la legge 54/06 abbia dato un po’ troppo alla testa a queste donnette di secondo letto“. Le “donnette di secondo letto” sarebbero sempre le nuove compagne.

L’affido condiviso, per le ex mogli, è una opinione. In occasione della manifestazione del 4 ottobre scrissero che avrebbero voluto la “bigenitorialità presente”. Oggi mi pare di capire che  giudicando gli ex mariti degli uccelli cadaverici e le nuove compagne delle tenutarie iscritte alla Lipu non vogliano affatto la bigenitorialità.

Concludono l’ode con delicatezza:

Scendete da quel trespolo, frigide nullipare attempate (…). Prima figliate, se ne avete coraggio. Poi potremo riparlarne. Avete ragione a sostenere che non esistano madri di serie A e madri di serie B, perché esistono solo e semplicemente LE MADRI. E finché i figli avranno in vita le loro ho idea – buon senso permettendo – che voi dobbiate farvi un cicinin più in là… che vi piaccia oppure no. La frutta secca va consumata con moderazione.

e non è il “frigide” o il “nullipare attempate” o la dichiarazione d’esistenza delle MADRI in maiuscolo che dalle mie parti si celebrano accendendo un cero alla BEDDAMATRI SANTISSIMA, non sono queste cose a sembrare infine essenziali per il futuro politico del paese quanto l’intenzione di lanciare una campagna per il consumo moderato della frutta secca.

Allora vorrei dire che per esempio la mia regione vive di mandorle, fichi, succosi e secchi, ottima crema di fichi e salse e pistacchi e nocciole e noci e pinoli e ogni altro frutto secco che la terra può dare e temo davvero un sommovimento di coltivatori di cotanta ricchezza perché c’è da dire che basta un frutto secco a dare apporto nutritivo che dieci frutte – che chiamerò – bagnate non darebbero mai.

Vorrei comunque dare un contributo alla discussione inserendo in questo contesto così sereno e razionale e ricco di obiettivi politici il valore inestimabile del fico d’india. Fike D’Indie si diventa e non si nasce, potrei dire, parafrasando Simone De Beauvoir. Ed essendo una Fika (Sicula) D’India suicidata direi che posso stare bene con le fiche secche e con gli uccelli cadaveri perché mi pare una compagnia tanto più allegra di quella che usa definire il proprio ruolo con un maiuscolo che andrebbe sottotitolato con divieto di visione ai minori, tanto è il terrore che suscita.

Parlando di politica, quella seria, direi che ci sono due cose che mi vengono in mente rispetto alla “relazione” non eccezionale tra ex mogli e nuove compagne. Mi piacerebbe conoscere il loro punto di vista su due aspetti salienti delle separazioni, soprattutto quelle con addebito:

– chiedere la dichiarazione dei redditi della nuova compagna del tuo ex per riadeguare il tuo mantenimento, tuo di ex moglie o per i figli, non so quanto sia in linea con tutto quello che ho letto nell’articolo su descritto.

– chiamare il tuo ex “uccello cadaverico”, eccetera eccetera e poi chiedergli il mantenimento per te e i figli, anche qui, non so quanto sia coerente.

Il punto, secondo me, al di là del cordiale e gentile pezzo commentato è che le ex mogli possono a buon diritto odiare quanto vogliono gli ex e le loro nuove compagne ma per coerenza allora dovrebbero rendersi indipendenti economicamente perché è un gran problema se vuoi che lui ti stia lontano o stia lontano dai figli quando non vuoi tenere lontano il suo portafoglio.

Quello che so è che mi pare veramente anacronistico, degno delle fiabe con tanto di matrigne e compagnia cantante di stregonerie misogine, pronunciare frasi come quelle sopra. Lo giudico un problema dal punto di vista culturale. Lo dico da madre. A lettere minuscole, senza che si erga in mio onore un altare di ridicola santità. Senza che io mi senta superiore a nessun altra donna al punto da giudicarne vita, scelte, sessualità.

Non entro nel merito di queste relazioni così evidentemente poco serene ma quel che penso è che la discussione politica dovrebbe essere altro e risolvere contraddizioni forti senza rafforzare stereotipi che sono insulti per l’intelligenza.

Non serve un altare alle madri, in Italia, ma serve una genitorialità condivisa, ruoli di cura condivisi e poi serve un reddito per chi non ce l’ha per spezzare dipendenze economiche. Perché se insulti l’ex e la sua nuova compagna e poi chiedi che ricalcolino il mantenimento per te e i tuoi figli mi pare che il problema non sia né l’ex né la nuova compagna. Problema è che sbagli oggetto delle critiche e delle rivendicazioni e che invece che incazzarti col governo che ti relega al ruolo di cura per il tempo in cui sei sposata e con il mercato del lavoro che non ti lascia spazio continui a fare una inutile guerra tra poveri che è faticosa per i nervi, per le vite di ciascuno, per i figli.

I figli devono poter stare con i padri. Questi uomini devono continuare a vivere e se hanno la fortuna di trovare un’altra persona che li ama dovrebbero poter esistere e resistere senza subire contraccolpi, le nuove compagne dovrebbero essere vissute come risorse e non come nemiche e le madri dovrebbero essere disposte a non pensare di dover essere adorate e riconosciute in nome del frutto del proprio grembo perché non sono la Madonna e perché siamo nel 2012 e non nel Medioevo.

Politicamente parlando, chiedo, mentre le nuove compagne, i padri, quei cadaveri uccellati, e le Fike d’India come me, fanno proposte politiche per tentare di cambiare le regole, in meglio, circa il welfare, per sciogliere dipendenze economiche che producono conflitti enormi che a partire dalle MADRI non si riescono a disinnescare, mentre la gente come noi lotta e raduna tante fike d’india incavolate, le madri con la emme maiuscola che propongono?

L’abbattimento degli uccelli subito dopo la separazione? La rottamazione delle fichesecche eccetera? Una bella eugenetica fascista con tanto di dono dei figli dalla grande MADRE alla patria la vogliamo immaginare?

Attendo notizie.

—>>>La pagina facebook del Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

 

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