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Ministra: sono una donna e subisco la sua violenza (“non sei democratica”, rispose)!

E’ veramente brutto il messaggio che passa da Fornero e Snoq Torino rivolto alle donne [QUI quello che è successo oggi a Torino e QUI il comunicato del Collettivo Altereva e Rete donne Fiom]. Dunque devono stare buone e ferme e non reagire? Aspettare il turno, scivolare in fondo agli interventi e poi essere cancellate dalla vita, dalla storia, dall’agenda politica da persone che con il proprio potere e la propria capacità mediatica fagocitano tutto e ti rendono invisibile.

E’ un messaggio brutto, ed è quello di sempre, quando si dice che le donne devono essere passive, in attesa di un Tutore, ed è peggio quando esso è rappresentato da uno Stato in gonnella, una ministra, protetta da due bodyguard. Quando si dice che le donne non possono prendersi la parola, devono chiedere il permesso, composte, come brave bambine, ché altrimenti le mandiamo a lezione di economia domestica dove impareranno anche a truccarsi e fare le signore, o le mandiamo presso istituti di correzione perché le brave bambine non si comportano mica così.

Passive. Ecco come devono essere queste donne. Vittime, martiri, dipendenti e passive e se si ribellano bisogna zittirle. Ed è da queste persone che noi ci aspettiamo soluzioni contro la violenza sulle donne? Direi proprio di no.

Le soluzioni le rivendichiamo. Le soluzioni le pretendiamo. Il lavoro è una di queste. Lo è per chiunque. Per le donne, gli uomini, chiunque. Perché senza lavoro non c’è indipendenza e quando c’è dipendenza allora non c’è soluzione alla violenza. La precarietà è violenza e ce ne freghiamo dei convegni organizzati per ragionare del nulla dove l’obiettivo è la legittimazione di una Ministra che sta compiendo violenze, lei, con il suo governo, con Monti presidente del consiglio, contro chiunque. Le soluzioni sono altre. Prima tra tutte: stare a sentire chi le violenze le patisce.

Posted in Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze.


8 Responses

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  1. Elena says

    No, per me no. Perchè io ho vissuto la disoccupazione 5 anni fa, ho passato mesi a mandare application e a consegnare a mano curriculum, ho pianto tutte le lacrime che avevo e poi, quando ho capito che era tutto inutile, me ne sono andata dall’Italia. Se mi fossi messa a urlare avrei trovato lavoro? Onestamente non credo. C’è un’unica cosa da fare: andare a votare a maggio, votare bene, e sensibilizzare tutti i tardoni che ci circondano che bisogna votare bene. E questo lo farò anche io.

  2. fall says

    “le solite pazze che urlano”? ahahahah
    cara sorella, non hai proprio capito quanto ci sfruttano e ci denigrano.
    e noi brave scolarette facciamo la riverenza e ci mettiamo in fila per prendere “democraticamente” la parola.
    Menomale che qualcuna si è messa a gridare. Presa alla sprovvista, senza uno straccio di canovaccio, zittita dalla moderatrice…ma almeno era li. Anche per te era li sai.
    A presto la piazza. Che si possa urlare tutte assieme.

  3. antonellaf says

    Io sfido chiunque si trovi in una condizione di difficoltà economica e di disagio a mantenere la calma di fronte ad una fornero che ti ricorda, con il consueto maternalismo, come si tiene un atteggiamento democratico E mentre tu ti stai trattenendo per non dar sfogo alla tua rabbia lei fa ciao con la manina e manda i bacini ai suoi fan. Giusto le SNOQ possono limitarsi a blaterare sul palco senza spingersi troppo oltre.

  4. cloro says

    Comunque le SNOQ sono state le principali cause della mancata risposta della fornero. La signorina che è andata sul palco non è stata pronta a fare la domanda (bisogna dirlo, probabilmente non se l’aspettava) e la moderatrice di snoq ha impedito a lei di articolare quelcosa di comprensibile e con un senso compiuto (e’ saltata dalle dimissioni in bianco alle pensioni) cio’ mentre la tipa le diceva in modo molto sgarbato di iscriversi a parlare (piu’ realista del re, visto che la fornero si diceva disposta a risponderle, ma magari aveva in mente di mandarla via prima), cioè di mettersi in fondo, fare la bravina e alla fine ha mandato in vacca il tentativo (che dalla tv si percepisce come un po’ maldestro) . Cmq quest’episodio conferma sempre piu’ come SNOQ altro non sia che un serbatoio di voti per il PD (che sostiene la fornero come la madonna)

  5. Elena says

    Questa volta non sono d’accordo. Dal video si vede chiaramente che la ministra ha invitato chi protestava sul palco, e mentre lei cercava di rispondere l’altra ha continuato a sollevare altri problemi cambiando continuamente argomento e senza ascoltare le risposte. Se si vuole ottenere qualcosa ci si comporta in modo razionale: si fanno domande non urlate, si ascoltano le risposte e si sollevano eventualmente critiche alle risposte. A fare così si rischia solo di venire etichettate come “le solite pazze che urlano”. Non era possibile chiedere educatamente un incontro con la Fornero, presentarsi con una lista di domande ben articolate e discutere vicino a un tavolo? Poi non credo che la Fornero sia la causa di tutti i problemi delle donne, quelli c’erano già prima del governo Monti…

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  1. #Fornero resta in politica in nome delle donne (ma anche no, grazie!) – Al di là del Buco linked to this post on 2 Aprile, 2013

    […] Vorrei vedere quelle che l’hanno chiamata a parlare anche di violenza sulle donne mentre la Fornero dava della antidemocratiche alle compagne che le dicevano che per risolvere la violenza serve lavoro e […]

  2. Come legittimare una ministra sulla pelle delle donne – Al di là del Buco linked to this post on 30 Marzo, 2013

    […] recuperi verginità politica. In fondo, che problema c’è, ti tolgo lavoro e prospettive, ti giudico un disturbo per la democrazia se ti vedo rivendicare un lavoro, ma giammai si potrà dire che ti tengo in strada quel manifesto che ti offende. Da lì lo vedi […]

  3. Le ricche che promuovono casalinghitudine per favorire il capitale – Al di là del Buco linked to this post on 25 Marzo, 2013

    […] indignato se scendi in piazza a rivendicare i tuoi diritti o se chiedi ad una ministra, vedi Fornero in piena assemblea Snoq, di parlare del lavoro che ti viene tolto invece che di generiche e comode violenze che si […]