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E quindi uscimmo a riveder le stelle


(immagine del quadro Cerberus di Sascha Lunyakov).

La diretta dalla Val Susa http://fb.me/10x0FP0GO
Ore 8:57. Continua il lancio di lacrimogeni contro la popolazione, aria irrespirabile!!! #NoTav

Ore 5:45. Decine di mezzi in arrivo da oulx su entrambe le corsie dell’autostrada. . I mezzi contati sono circa 43. Intanto la CUB indice lo sciopero generale provinciale del settore privato per la giornata di oggi per sostenere la mobilitazione in Valle.
E sono giunti i giorni, le ore decisive.
Questa notte, e fino al 30 di giugno, in Val di Susa tutto si farà chiaro… da che parte sta la violenza, quella vera, e in quale futuro possiamo e vogliamo sperare.
Maroni lo ha detto chiaramente e senza mezzi termini: “”Il cantiere si apre entro il 30, e l’opera si fa, se no diciamo addio alle centinaia di milioni del contributo Ue, ma soprattutto ai collegamenti con l’Europa, e quindi diciamo addio al futuro”.
E’ tutta una questione di soldi, soldi che finiranno nelle solite tasche, soldi sporchi, macchiati dell’ennesimo scempio ambientale, lucrati sulle vite di migliaia di cittadin* la cui unica colpa è stata quella di pensare con la propria testa, di informarsi, di cercare un confronto sempre rifiutato con poche sprezzanti battute. Parlano di futuro, ma non è questo il futuro che immaginiamo noi.
Non ci inebetiscono più, se mai lo hanno fatto, i richiami di marinettiana memoria alle nuove generazioni, alla velocità che tutto può e a cui tutto deve inchinarsi, noi non canteremo ‘le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi’. Per non parlare di questi famigerati posti di lavoro: sono anni, anzi no, decenni che ci vengono sventolati sotto al naso, ma noi ben sappiamo di cosa si tratta… una manciata di posti precari, buoni a niente, pagati a caro prezzo, il prezzo del futuro che non siamo più in grado di costruirci, strozzato in esistenze sempre più indistinguibili dalla mera sopravvivenza, mentre assistiamo a festini degni di quelli dell’imperatore Caligola.
Le ‘magnifiche sorti e progressive’ non ci incantano più, e in ogni caso, se qualcuno di lorsignori ci ascoltasse saprebbe che noi diciamo gioiosamente addio al futuro che vorrebbero dipingere per noi. Un futuro dove non esiste più etica e rispetto, un futuro dove le merci passano sopra alle vite, alle esistenze di migliaia di cittadini, distruggendole. Siamo qui a dirvi che questo ‘futuro’ fa schifo, e ve lo potete tenere.
Come osa il popolo bue alzare la testa e parlare?  Villici, rudi montagnini ignoranti, ecco cosa sono, quando non facinorosi, violenti, estremisti e – dio ce ne scampi e liberi – terribili militanti dei centri sociali, duri e puri e pronti a inscenare… opere teatrali? Letture? Fiaccolate?
Ridicolo. In Val di Susa stasera sono in migliaia… donne e uomini, vecchi e bambini, mangiano assieme, discutono, alcuni addirittura pregano e aspettano…
Aspettano che coloro i quali dovrebbero rappresentarli diano il segnale, a coloro che dovrebbero proteggerli, per scacciarli ad ogni costo. Ad ogni costo, perché è una questione di soldi, e al portafoglio di certuni non si comanda. Come se non bastassero i privilegi già ottenuti grazie alle cariche, come se gli stessi cittadini non fossero i veri ‘datori di lavoro’ di coloro che dovrebbero rappresentare il loro pensiero e i loro interessi.
Se lo ricordino tutte le persone di questo paese, perché quello che succederà in Val Susa oggi, sarà lo specchio del futuro che qualcuno vorrà imporre ad ognuno di noi… mentre quello che noi speriamo e per cui lottiamo oggi è un domani diverso, un domani che ci riporti al senso profondo di parole quali dignità, onestà, coerenza, rispetto, dialogo, comprensione.
Parole che paiono scomparse dal vocabolario di chi ci governa… a noi ridare significato a queste parole, resistendo, con le nostre vite, a questo Moloch che tutto divora.
Occhi puntati sulla Libera repubblica della Maddalena!

Posted in R-esistenze.


One Response

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Continuing the Discussion

  1. Donnole in relazione linked to this post on Giugno 27, 2011

    […] Leggete il post di fem­mi­noska sulla resistenza in val di Susa qui. […]