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Sosteniamo lo slutwalking!

Ci scrive Laura che ci racconta di una iniziativa che a Toronto è stata popolata da decine di migliaia di persone (altro che le nostre patriottiche, nazionaliste e scomparse del 13 febbraio). Perchè a Toronto e in altre città del mondo se una persona si permette di giustificare in pubblico e in qualche modo lo stupro o la violenza sulle donne scendono in piazza in decine di migliaia. In italia, invece, le chiamiamo “provocazioni”.:

(…) Forse ne siete già al corrente, ma volevo segnalarvi una cosa che ho appena letto nella newsletter dell’unione degli studenti della mia università. Qui l’officer per le donne invita a partecipare al prossimo “slutwalk” locale (Londra) il 4 giugno. Il messaggio linka un articolo del Guardian che parla dell’uscita infelice e maschilista di un (guarda caso!) poliziotto che durante un discorso agli studenti della University of Toronto ha praticamente attribuito la colpa degli stupri alle donne che si vestono in maniera succinta (il termine usato dal poliziotto era apparentemente sluts, puttanelle). L’autore di tali perle di saggezza e consecutio logica è stato indotto, sembra, a rimangiarsi (credo opportunisticamente) suddette perline, perchè le sue scoregge orali hanno provocato ampio sdegno, a partire dalla popolazione femminile dei campus americani – dove il problema delle violenze sessuali sembra essere abbastanza significativo. In risposta sono stati inaugurati dei cortei per tutti gli Stati Uniti e in Europa (slutwalks), dove potersi riappropriare dell’etichetta e del significante slut e rivendicare il diritto a vestirsi e comportarsi in maniera libera senza per questo dover aver paura di essere violentate. Qui il link, spero funzioni:

http://www.guardian.co.uk/world/2011/may/06/slutwalking-policeman-talk-clothing?INTCMP=SRCH

Tra l’altro, ciò implicherebbe anche che chi finisce o decide di vendere il proprio corpo merita di essere stuprata? Non mi stupisce che tali aberrazioni e tristi convinzioni siano uscite dalla bocca di un poliziotto, uno dei simboli più espliciti dell’autoritarismo e violenza patriarcali, ai quali corrispondono però pratiche e connivenze dalle conseguenze concrete.
Questo episodio mi ha subito ricordato quello famoso nostrano, inverso ma direttamente proporzionale, come dire, di fine anni novanta, quando la Cassazione (la Legge! udite udite, interpretata da giudici maschilisti e persino dall’accusa connivente nello stesso ostinato maschilismo) prosciolse un uomo di 47 anni accusato di aver violentato una 18ttenne durante una lezione di scuola guida. Per la ragazza il fatto di indossare i jeans si trasformò in un boomerang contro di lei. Al solito, le sue accuse furono dichiarate poco credibili motivando che (quoto da un articolo d’archivio del corriere: http://archiviostorico.corriere.it/1999/ottobre/14/giudici_Non_stupro_jeans__co_0_9910143443.shtml): fosse “dato di comune esperienza” che i jeans non possano essere sfilati “nemmeno in parte senza la collaborazione di chi lo indossa,”  nei verbali non c’erano dichiarazioni della ragazza in cui lei “ammettesse di aver vissuto quella vicenda con terrore,”  la ragazza non si ricordava di che colore avesse la camicetta quel giorno (!!!!!!),  ‘non aveva i vestiti stracciati e sul corpo c’era “solo un livido grande come una lenticchia” ‘, e…  al ritorno “guido’ lei”. Uguale, se ti trovano sfigurata o morta magari una possibilità ce l’hai..ma così, senza neanche “ammettere” di essere terrorizzata o mostrare un graffio…che pretendi? Anzi, mi correggo, anche da morte ci sono le attenuanti del raptus della belva incontenibile che è nel maschio. E, in quanto incontenibile, sarebbe facilmente scoraggiato davanti a un paio di jeans. Mannaggia.

Il problema è che certe logiche giustificatorie dello stupro purtroppo non appartengono ai soliti (poco) ignoti, che tra l’altro dovrebbero tutelarci. Con grande dispiacere mi rammento di avere sentito mormorare queste cose anche da persone a me vicine che ho sempre considerato intelligenti e che, per contenere la delusione, considero vittime della mancanza cronica di pensiero critico in questo paese e del moralismo puritano dilagante.

Continuiamo a denunciare e a svelare la violenza accentuata da queste mistificazioni, io sostengo lo slutwalking!

Per approfondire leggi sul sito slutwalktoronto.com o aderisci alla loro pagina facebook

Posted in Anti-Fem/Machism, Fem/Activism, Iniziative, Omicidi sociali, R-esistenze.


One Response

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  1. pia says

    Davanti all’orrendo assassinio di una giovane donna rumena trovata ieri a Cinisello Balsamo continuo a vedere sui giornali affermazioni del tipo “ci sono troppe prostitute sul viale” “…ci sono troppe lucciole” “abbiamo poche risorse…per far sentire più senso di sicurezza ai cittadini”
    La logica è sempre la stessa, fra poco ci diranno che ci sono troppe donne o troppe mogli e per questo avvengono le violenze!