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Bologna, 13 febbraio: Né perbene, né permale. Unite, diverse, libere!

Riceviamo e volentieri condividiamo, da Fuoricampo Lesbian Group, un documento di alcuni gruppi che parteciperanno alla manifestazione del 13 febbraio. Da Bologna arrivava anche il contributo delle Figlie Femmine. Da dire che Bologna presenta una anomalia rispetto al panorama nazionale perchè tutta la rete delle donne ha in qualche modo preso le distanze dal documento di convocazione della manifestazione nazionale stabilendo a priori che non c’è alcuna separazione tra donne perbene e donne permale. La loro discussione, evidentemente fruttuosa, ha portato ad un grande risultato che è espressione di tutte le realtà. Lo striscione di apertura del corteo non sarà il solito “Se non ora quando” ma “Né perbene, né permale. Unite, Diverse, Libere“. Neanche a dirlo la manifestazione sarà percorsa, a partire dalle Sexyshock e altre sorelle affini, da tanti ombrelli rossi . Appuntamento alle ore 14.30 in P.zza XX Settembre – Bologna.

Di seguito il documento scritto da alcuni collettivi. Buona lettura!

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Non aderisco ma partecipo!

Siamo donne, femministe e lesbiche che da numerosi anni si incontrano con l’obiettivo di creare, per se stesse e per le altre, nuovi contesti di libertà e autonomia e per difendere quelli già esistenti.

Nell’arco degli anni abbiamo visto sempre più la bava di stato mescolarsi alla bava del “popolo”. Una bava che incolla fra loro gli uomini in una riconfermata solidarietà e che gli fa riprendere un po’ di fiato dopo lo spavento della “crisi del maschio”.

Abbiamo visto ogni giorno la violenza delle istituzioni e quella domestica intrecciarsi indissolubilmente , da un lato primi ministri, ispettori dei CIE, super-sindaci,movimenti per la vita, medici obiettori, dall’altra i maschi violenti della vita quotidiana.

Maschi anche quelli critici, credibili in questo momento meno che mai, maschi preoccupati per la deriva della dignità femminile che non sentono il bisogno-neanche per un istante- di interrogarsi o difendere quella del genere maschile, maschi che vogliono solidarizzare e schierarsi dietro le donne perbene contro le donne permale. Ma a chi la danno a bere?

Abbiamo quindi visto, un vecchio che detiene il potere mediatico, economico e politico e il suo entourage di pezzenti e lacchè, usare, ridicolizzare, sfruttare, scambiare, ignorare, affamare condannare le donne

Il tutto in maniera plateale, solidale e trionfale da “Io me ne infischio”, potenziando e facendo riemergere ed emergere (voilà splendidi modelli per le nuove generazioni!) un immaginario nel quale le donne possono essere spostate come marionette a seconda dei bisogni e delle esigenze maschili.

Questo immaginario in proliferazione e putrefazione scomposta ha conseguenze concrete sulle nostre vite e ce le complica notevolmente.

Riconosciamo i governi Berlusconi responsabili di attacchi continuati alle donne: si vedano leggi come la Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, l’impedimento dell’accesso alla ru 486, la legge Gelmini che colpisce le donne come lavoratrici e come madri, le leggi e le ordinanze contro la prostituzione, il decreto Maroni sulla sicurezza che nasce strumentalizzando il corpo delle donne e rende la vita impossibile a tante provenienti da altri paesi ed ancora innumerevoli provvedimenti maschilisti.

Sappiamo bene che i governi a seguire non risolveranno e forse neanche affronteranno le questioni che poniamo

In ogni caso Noi, non vogliamo ripartire da zero.

Non vogliamo che sugli autobus le ragazze di 15 anni debbano combattere per scrollarsi di dosso persino i vecchi di 70anni e noi, che abbiamo gli strumenti per non farci palpeggiare sugli autobus, non vogliamo vivere in trincea.

Vogliamo che questa accozzaglia di mafiosi maiali corruttori e corrotti vada a casa!

Non vogliamo che le donne muoiano ammazzate

Non vogliamo che le donne muoiano di fatica

Non vogliamo che le donne muoiano di esclusione

Non vogliamo che le donne vengano deportate

Non vogliamo dover combattere battaglie già combattute

Non vogliamo essere espulse o ulteriormente penalizzate nel lavoro né tantomeno vogliamo che il mercato della prostituzione o della pornografia ci venga prospettato come unica possibilità professionale.

Non vogliamo che ci venga imposta una famiglia.

Non vogliamo essere merce di baratto per scambi politici tra uomini

Vogliamo dire basta al Femminicidio.

Per questo scendiamo in piazza come donne e lesbiche, rivendicando le nostre pratiche di presenza sul territorio, l’una a fianco all’altra, per parlare e rilanciare l’unità, la solidarietà, la complicità, il sostegno, la forza e la lotta, consapevoli che la nostra rivincita non può essere a discapito di nessuna, né ora né mai e che la solidarietà tra donne è l’arma più appuntita
che ci possiamo giocare

Collettivo Clitoristrix femministe e lesbiche

Quelle che non ci stanno

Fuoricampo Lesbian Group

Altra Città lista civica di donne

Posted in Fem/Activism, Iniziative, R-esistenze, Sex work.