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13 febbraio: la testimonial che vuole i “padri” a sorvegliare le figlie femmine!

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/files/2011/02/volantino-fas-definitivo-4febbraio.jpg

Si si, ne sono certa. L’ho già detto.

Il 13 febbraio mi aggregherò al gruppo degli ombrelli rossi anche per dichiararmi offesa da quello che stanno dicendo le donne in questi giorni.

Alcune cose sono state già scritte. La distinzione tra donne perbene e donne permale, l’attribuzione di proprietà dei corpi delle donne alla “nazione”, la difesa della morale pubblica, l’istigazione al linciaggio delle scostumate che vengono già perseguitate da ordinanze di sindaci sceriffi che sorvegliano il decoro delle fanciulle.

Oggi ne aggiungo un’altra. Lucrezia Lante della Rovere in collegamento con annozero, oramai sponsor della de gregorio, in quanto moglie, madre, figlia italiana, patriottica, bipartisan, dalla sua posa teatrale, invita gli uomini a partecipare in quanto padri di figlie femmine.

E cosa c’è di più offensivo e sessista di questo? Per le donne e per gli uomini.

Per gli uomini costretti a fare i sorveglianti della verginità delle figlie, come un tempo. Così si capisce che queste donne che ci chiamano in piazza in realtà si lamentano che l’Italia sia tornata agli anni ’50 perché loro vorrebbero tornare al 1920.

Uomini che dovrebbero dichiararsi offesi non perché viene offerto un modello maschile che non corrisponde più a tantissimi di loro, che è mortificante, umiliante, che non li rappresenta, che li schiaccia in una dimensione paradossale, eteronormata, autoritaria, che taglia fuori tutti gli uomini che vogliono vivere la propria identità e perfino la propria genitorialità senza violenza, senza frustrazioni, senza rimozioni rispetto ai propri desideri e alla propria sessualità e senza autoritarismi.

E’ un concetto offensivo per le donne perché noi figlie sappiamo proteggerci da sole, perché siamo noi a scegliere cosa fare della nostra vita e vogliamo solo che ci siano gli strumenti che ci garantiscano pari opportunità. Perché l’idea di avere dei padri che ci sorvegliano e che dovrebbero sentirsi disturbati nell’onore se mai dovessimo scegliere di fare i bunga bunga è raccapricciante.

E in effetti non è nulla di nuovo perché di padri sorveglianti della moralità delle figlie già aveva parlato la de gregorio e dunque non dovrebbe sorprendermi che la lante della rovere interpreti il suo pensiero e lo traduca in una pantomima ridicola e anacronistica.

E’ offensivo che si tirino fuori i “padri” come fossero tutori di un ordine da ricostruire. Come dire che dopo le donne che fanno cose sconce è ora che tutto torni in mano a questi essere autorevoli, i machi, i padri. E in questo non ci vedo nulla di diverso dalla campagna che la congregazione misogina, ciellina e catto-fascista pro-padri (separati) mette in campo.

E la capacità delle donne di autodeterminarsi? E l’autonomia delle donne? E la forza delle donne nel reggere famiglie disastrate in cui spesso muoiono per la violenza inflitta proprio da quei padri?

E in effetti così si legittimano e si evocano perfino quei bei padri di una volta che in italia amano riconoscere solo quando sono di nazionalità araba. Quelli che a parole ci indignano perché ammazzano le figlie per difenderne l’onore. E ancora non riesco a non sentirmi terribilmente offesa e non capisco come queste donne possano dirsi colte, evolute, con una sensibilità di genere.

Poi alla fine ho capito. Si tratta della chiacchiera di damine della castità e della purezza che per caso si ritrovano uno spazio di audience in cui dicono cose che sono alquanto sopravvalutate. Si tratta delle donne che non sanno niente delle altre donne e che in questa stagione gossippara sono passate da settimanali femminili a ospitate televisive in cui ostentano competenza sui doveri familiari delle donne.

La moralità delle fanciulle, innanzitutto rispetto alla famiglia, ai padri, chiamati addirittura a usare cinture simboliche di castità per impedire che le figlie vadano a fare cose sconce.

Tutto ciò è puro medioevo e non c’è nulla da ridere e sono stanca anche dei commenti che invocano unità tra bigotte e fasciste, tutte armate contro quelle che mostrano il culo per guadagnare, come se invece, a proposito di culi, altrove questi culi fossero spesi meglio.

Però è chiaro. Se la figa la mostra il fotografo toscani, se si tratta del culo dell’unità, allora si tratta di provocazione culturale. Se invece si tratta di culi a servizio della destra allora si tratta di cose brutte.

Vaglielo a spiegare alle modelle che devono scegliere di mostrare il culo solo quando sono in grado di distinguere, semmai ci sarà qualcosa da distinguere, un culo sfruttato da un culo per “provocazione culturale”.

Allora io non vedo altra scelta che quella di dichiarare la libertà di mostrare i culi. Gratis. Che nessun padre si permetta di vietare alle figlie di fare quello che vogliono. Che non accada mai che qualcuna possa legittimare i padri a diventare sorveglianti delle fanciulle.

Saranno le fanciulle ad autodeterminarsi perché non mi pare sia il caso di considerarle “vittime” e neppure “colpevoli”. Non mi pare sia il caso di considerarle incapaci di intendere e di volere a tal punto da invocare l’intervento del padre padrone.

E sapete cosa? In italia, in sicilia di sicuro, di padri padroni che sorvegliano la verginità delle figlie ce ne sono tanti e nonostante tutto le figlie fanno sesso, mostrano il culo, si autodeterminano e sono proprio le intrusioni moraliste, opposte alla speculazione e alla strumentalizzazione dei corpi, incluso quelli maschili per eleggerli a tutori delle femminelle delle quali non si riconosce l’abilità di pensare e scegliere, sono proprio quelle intrusioni lì che non danno alcuna scelta alle donne.

Da un lato ci sono i tutori e i controllori e dall’altro l’unico modello di liberazione e emancipazione è fatto da quelle che percorrono vie assieme a chi strumentalizza i corpi. Sante o puttane, con tutto il rispetto per le sex workers che di questa dicotomia non hanno alcuna colpa e che continuano ad essere tirate in ballo durante ogni canto ipocrita della femmina offesa.

Ci fosse più capacità di accettare le donne per quello che sono, di accettare il fatto che sono, siamo in grado di pensare, parlare, scegliere, vivere, condizione primaria per sollevare una donna dallo stato di schiavitù, forse per le donne ci sarebbero perfino più scelte.

Che sia chiaro: noi vogliamo godere!

Lo dicevano le operaie in lotta contro i datori di lavoro: noi vogliamo sesso!

Direi che lo spezzone degli ombrelli rossi è destinato sempre più ad aumentare e che i padri padroni, accanto ai capi di partito, accanto alle serve di partito e alle scribacchine di partito rappresentano una italia che è perfino più retrograda di quella triste e logora che è ostaggio di Berlusconi.

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Fem/Activism, Pensatoio, R-esistenze, Scritti critici.


6 Responses

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  1. gagiulia says

    qualcuna-o sa se c’è uno spezzone ombrelli rossi che si sta organizzando a firenze e mi ci sa mettere in contatto? grassie

  2. Matteo says

    condivido ogni rigo di quanto hai scritto non aggiungo altro

  3. francesca says

    Ma questo bellissimo post è troppo avanti , io cerchero’ sempre di stargli dietro.
    Le nostre figlie si devono difendere da sole e il modo migliore è farglelo vedere tutte in piazza il 13/02.

  4. Madame Anais says

    NO ALL’ IPOCRISIA ribaltiamo il carrozzone mediatico

    intervista a PIA COVRE http://www.glialtrionline.it/home/2011/02/04/pia-covre-«amiche-di-sinistra-non-andate-in-piazza-contro-“altre-donne”»/

  5. claudia says

    Non avevo sentito l’intervento di Lucrezia Lante.. ecc. io non ho capito se queste non si rendono proprio conto o se lo fanno appostaa daprire bocca per due cose e quattro assurdità. Lucrezia è uguale a quella signora milanese che alle primarie del PD e disse fieramente mettendo al mano sulla spalla della sua cameriera ” questa è la mia filippina, l’ho portata a votare”. Zi badrona!
    Queste radical chic non rappresentano niente se non se stesse e il loro mondo a parte, fatto di vernissage e serate a teatro. Non hanno mai toccato un piatto, un bullone o un bottone che non fosse quello per chiamare la cameriera e parlano della condizione femminile. Dire che rappresentano un’Italia retrograda è un complimento dire che bisogna prenderne le distanze è poco.

  6. cloro says

    grandiosa, perdìo. Contro quel bigottismo da nuove “dame di san vincenzo” che frequentano i salotti e che si rispecchiano nel moralismo laido del PD. Poi come donne sottoscrivono Giulia Buongiorno (pidiellina avvocata di andreotti) e, c’è mancato poco, la Marcegaglia. Il fascismo esplicito e quello nascosto. Anche ‘sto post lo stra-ca-ta-quoto