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Offerte di asilo politico per le donne r-esistenti

Mi chiamo Sabrina e vivo in un altro paese europeo. Mi sono separata un anno fa e mi hanno affidato la bambina perché il mio ex marito è un uomo violento.

Non ho molto da raccontare. Mi sono separata perché mi sono innamorata di una donna. Io e il mio ex marito eravamo già separati in casa. Perciò niente di sbagliato.

Il mio ex marito mi ha picchiata e per ben due volte mi ha violentemente stuprata per farmi vedere cosa si prova con un uomo e cosa mi sarei persa senza di lui.

La bambina ha assistito a entrambe le violenze che ho subìto piangendo, senza urlare, per non spaventarla.

Una volta mi ha picchiata talmente forte che non c’ho sentito più per una settimana. Mi aveva quasi rotto un timpano.

Con tutti i certificati medici sono andata dal giudice e il giudice mi ha concesso la separazione in fretta senza avere alcun dubbio su quale fosse la persona più equilibrata alla quale affidare la bambina.

Ma il mio ex marito si è affidato ad una associazione che ha fatto ricorso e ha chiesto una perizia psichiatrica per me, perché secondo loro io, lesbica, dovevo essere per forza malata.

Lo psichiatra, per fortuna, non era lesbofobo e escluso che io fossi pazza perché lesbica ha valutato che tra i due quello squilibrato e bisognoso di cure fosse lui.

Così la mia bambina può restare con me e lui ha perduto il ricorso. Il mio ex marito è attualmente sotto processo per stupro, maltrattamenti e qualcosa di simile ai vostri atti persecutori.

Immagino che questo in Italia non sarebbe mai accaduto e da quello che leggo anzi penso che se io fossi stata lì mi avrebbero tolto la bambina e avrebbero dato un premio a lui.

Devo dire perciò che non sono mai stata più felice di essermene andata dall’Italia che è e continua a essere una nazione museo. Non per i beni culturali che il governo mantiene nel degrado, ma perché è custode di tutte le tradizioni più reazionarie e conservatrici di cui si possa sentire parlare in tutta l’europa.

Per dirvi che se avete troppe difficoltà e se vi stancate di resistere, e la vostra resistenza vi fa onore, fatemi un fischio. Qui c’è posto per tutte.

Posted in Corpi, Omicidi sociali, R-esistenze, Storie violente.


6 Responses

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  1. sassicaia molotov says

    http://www.italiansinfuga.com/

  2. Andrea says

    Non so dove vive Sabrina certo è che la mia compagna, per tanti motivi tra cui lavoro e “siruazioni Italiane”, è andata a vivere in germanai prima a Dreda e poi a Berlino… posso assicurare che da quelle parti tira proprio un aria diversa… sotto tutti i punti di vista… Tanto è che non mi sembra neanche il caso di affrontare il discorso per un suo ritorno in Italia.

    Donne sempre in giro da sole sui mezzi pubblici in piena notte nella totale massima tranquillità… altra vita insomma.

    Non si può biasimare una persona che se ne vuole andare da sto paese… a maggior ragione se donna.

    Andrea

  3. ollyclito says

    Lori, le cose cambieranno quando finalmente ci incazzeremo tutte, sul serio.
    La mailing list c’è apposta per coordinare quest’incazzatura.

    Un bacione 🙂

  4. Lori says

    Che cosa può essere di peggio se non sentirci abbandonate da uno Stato che dovrebbe tutelare le difficoltà delle donne in primis???!!!
    Chissà quando mai cambieranno queste cose… Che tristezza!

  5. Tulipano says

    Anche io vorrei andare via. Stessa domanda ma con in piu’ un’altra questione… Sono invalida (posso fare qualsiasi cosa ma ho avuto una malattia grave quindi vengo considerata tale) e non sono milionaria… Dove potrei andare?

  6. Ale says

    Ciao anche io voglio andare via. A chi posso rivolgermi senza sentirmi dire che sono pazza o che c’è bisogno di molto denaro? Mi potete consigliare?

    Comunque in bocca al lupo Sabrina. Sei una grande!