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Ogni scarrafone…

Ho letto questo titolo e mi sono fatta qualche domanda.

Comincio dalla lista delle donne morte ammazzate dagli uomini, che lo so che con questa immagine tratta dal corriere non c’entra niente o forse si, lo vedremo. Quella lista si allunga e si allunga e sembra non si possa fermare mai.

C’è una costante nella comunicazione italiana che bisognerà pur analizzare. Le donne sono tanto odiate in quanto donne. Tranne le romene e le ragazzine rom accusate di rubare i bambini per incendiare una baraccopoli senza conseguenze. Quelle sono odiate di più, in quanto donne e in quanto straniere.

In generale le donne vengono usate come le usa un Massimo Fini qualunque, per dare licenza di libero insulto contro le donne ad altri maschi frustrati e acidi come lui, o come le usano i media, tipo il corriere, per regalare un’oncia di credibilità a chi quella credibilità se l’è giocata con le azioni che ha compiuto.

La madre viene tirata fuori sempre quando si vuole attenuare un evento tragico. Per umanizzare un personaggio, sia esso lo stupratore del capodanno romano, l’assassino italiano di una donna straniera, il nazista che ha fatto fare una pessima figura al ministro maroni.

L’italia che coltiva la cultura del maschio mammone, quella che ferisce le madri in ogni modo possibile, lasciandole senza un quattrino, spogliandole degli affetti, discriminandole quando in tivvù appare un omino con l’occhio depresso che si definisce padre separato, le ricicla e riutilizza per far sentire che certi disgraziati sono esseri umani.

Invece le donne che vengono ammazzate non sembrano avere madri. E neppure padri a dire il vero. Come se fossero senza famiglia. Si parla delle vittime di violenze maschili come se fossero delle monadi solitarie, prive di radicamento e di emozioni. Un po’ il gioco che si faceva con gli ebrei, i rom, i gay, le lesbiche, le donne, gli uomini partigiani, all’epoca dei nazisti. Quei nemici che sembravano figli di nessuno tant’è vero che nei campi finivano per separare i figli dai genitori perchè la disumanizzazione fosse più netta.

Prendi Teresa Buonocore che è morta ammazzata per difendere sua figlia da un pedofilo. Se n’è parlato bene dopo che è morta. Prima chissà che cosa hanno detto di lei. O la madre di Sarah Scazzi che fino a qualche giorno prima del ritrovamento del cadavere della bambina le hanno detto di tutto contestandole i normali conflitti adolescenziali madre/figlia, finanche la sua scelta religiosa, perchè si sa che i cattolici sono tanto civili e invece tutti gli altri non hanno dio nè santità.

E potrei dirvi di altre madri come quella che ha difeso sua figlia accompagnandola per anni in un processo per stupro e beccandosi insulti su insulti perchè secondo gli stupratori avrebbe dovuto farsi gli affari suoi e anzi avrebbe dovuto fare il mestiere suo: ovvero quello di tenere chiusa in casa la figlia.

Le madri italiane vengono usate esclusivamente quando alzano la voce per parlare dei figli, e che figli. Uomini che di sicuro hanno grossi problemi con se stessi e con il mondo e che mietono vittime su vittime fino a quando arrivano alla morte certa di qualcun@ ed è allora che sui giornali spunta questa femmina che li ha partoriti a raccontare perfino il momento del taglio del cordone ombelicale. Così se ti commuovi guardi a quella madre come una salvatrice del maschio che ha “sbagliato”, una di quelle che insegna alle altre donne come bisogna fare con gli uomini, giustificazioni a iosa e perdonismo a go’ go’, e se invece non ti lasci commuovere comunque t’hanno offerto un caproespiatorio, qualcuno con cui prendertela. Come dire: vedi che è colpa della madre se quell’uomo ha fatto quello che ha fatto? E gira che ti rigira gli uomini sono sempre assolti. Sempre.

Non la voglio dire la faccenda che le donne che difendono i maschi violenti sono complici omertose di quella violenza della quale loro stesse sono in mille modi vittime. Non la voglio dire perchè l’ho già detta. Ma voglio dire che la madre è l’alibi, l’elemento di umanizzazione di gente che non merita alcuna comprensione umana e che va responsabilizzata per ogni azione che compie. La comunicazione italiana, attenta ancora al ruolo della mamma tipicamente latina, tira fuori questo jolly quando non sa dove andare a parare. E’ una ipocrisia culturale che impregna le nostre orecchie e i nostri occhi di roba stantìa che dovrebbe essere morta e sepolta.

Non si capisce per esempio perchè non tirino fuori una frase accorata del padre. L’unico modo in cui il padre emerge in italia è quando parla male della ex moglie ed è quanto dire rispetto alla censura che esiste dei padri affettuosi e non vendicativi che per fortuna sono tanti e vengono messi sotto silenzio proprio da quelli che dicono di volerne valorizzare il ruolo a patto che ricalchi la cultura conservatrice catto-fascista che loro perseguono.

Non si capisce neppure perchè tutti gli esseri umani che i nostri media criminalizzano sembrano essere orfani di madre. Non sembrano aver madre le donne stuprate, quelle ammazzate da un uomo, le bambine violentate dal padre, dallo zio, dal nonno, da un parente, e in quel caso sappiamo che anzi la madre è una nemica di un clan di pedofili che si aiutano tra di loro per continuare a perpetrare un orrore che giusto le donne per prime tentano in ogni modo di fermare.

Non sembrano aver madre gli operai licenziati, quelli che sfilano in corteo per chiedere diritti, gli stranieri che di sicuro una madre ce l’hanno e non sarebbe contenta di saperli rinchiusi in un Cie, quei ragazzi dei centri sociali che stanno tanto sulle balle del vice sindaco di milano, sceriffo dedito alla strategia della tensione che manda 300 celerini a stanare pochi ragazzi che cercano di tenersi uno spazio per regalarlo alla gente che di spazi non ne ha.

Non sembrano avere una madre quelli che vengono sfrattati e sembra che non abbiamo una madre neppure noi, donne, lesbiche, femministe. Mai un titolo in cui si dice che “mia figlia femminista è una gran brava donna e si fa un culo così per vivere”. Mai niente che restituisca umanità a quelli e quelle che i cultori dell’odio disumanizzano per poterli colpire più facilmente e in definitiva rinchiudere in qualche ghetto, Cie, manicomio, uno speciale buco per le femministe come noi, per non farli uscire mai più.

Detto ciò mi piacerebbe sapere: tra tutte le cose importanti che ci sarebbero da dire degli ultrà serbi, notoriamente supportati dalla manovalanza squadrista e fascista che in italia fa proselitismo e ottiene appoggi anche nei partiti di maggioranza, come mai il corriere si concentra sull’amore materno del nazistone pluritatuato?

Posted in Anti-Fem/Machism, Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


One Response

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  1. BL says

    Post interessante ed intenso.