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L’inspiegabilità della violenza spogliata della matrice culturale e politica

Tutti sembrano caduti dal pero. I politici lombardi che dicono che l’aggressione ad un tassista a Milano, dopo che aveva investito involontariamente un cane, è frutto di inspiegabili (l’ho sentito con le mie orecchie, hanno proprio detto “inspiegabili”) comportamenti. I politici del Lazio che dicono che quel pugno dato in faccia da un italiano a una rumena, spaccandole il cranio, è frutto di altrettanto inspiegabili comportamenti.

Tutti a segnalare che si tratta ovviamente di comportamenti individuali, aggravati certo da una certa omertà, come quella dei condomini nei pressi del pestaggio del tassista, e poi da una certa indifferenza, visibile nella gente che ha ignorato per un bel po’ la donna distesa alla stazione romana della metro.

Tutti a vantare le proprie comunità, perchè sono brava gente, non fanno mai niente di male, sono anzi comunità solidali, di quelle che la perdita della coesione sociale e dei valori è dovuta alle palazzine, la disposizione dei quartieri, perchè prima ci si conosceva tutti e ora invece, un po’ con ‘sti stranieri e un po’ con sti appartamenti tutti di cemento squadrati e senza identità, t’aggravano l’istinto solidale.

E gira che ti rigira la responsabilità se la dovrà pur prendere qualcuno e allora chiamiamo in causa gli architetti perchè sicuramente c’è del marcio in danimarca e pure nella disposizione degli immobili. Roba da far venire crisi di rabbia già fin dalle prime ore del mattino, perchè dopo che hai sentito lo sciacquone della vicina che ti sveglia all’alba scaccolando, è chiaro che la prima cosa che ti viene da fare è quella di andare a interpretare il ruolo del giustiziere degli investitori involontari di cani o del giustiziere dello spirito machista offeso.

Che poi, parliamoci chiaro, non è che ad un macho di quelli okkei tu gli puoi dire vaffanculo se t’hanno detto cose brutte. Non gli puoi dire gnente e anzi se ti s’avvicina che quasi ti piglia a testate non lo devi allontanare con una spinta istintiva. Ma no. Per dimostrare d’essere fedeli alle culture d’altri tempi, bisogna fasse ingroppa’, occhi a terra, e chiedi scusa, hai capito? Perchè il bullo non si sfancula. Semmai si incensa. Si canonizza. Poi vuoi mettere che sei pure ‘na rumena che per tanti romani non c’hai manco diritti, non ti puoi permettere di tenere testa ad un bulletto. Che te devi da ‘sta attenta, capito? Perchè lui c’ha le denunce per lesioni volontarie, ma si può dire incensurato, e se ti da un pugno che ti lascia stecchita a terra, ti può sempre dire che è stata colpa tua. Chè tu sei in coma, ti si può dire quello che si vuole. Tanto chi può contraddire?

Ed è bella ‘sta cosa della riscoperta dei valori di solidarietà dell’altri tempi tra i concittadini milanesi e quelli romani, che non lo sapevo che li valori consistevano nell’aiuto al giustiziere perchè al mio paese quella si chiama omertà. Se poi ci metti che infioretti anche i racconti la possiamo chiamare omertà creativa.

Si perchè pure io, no, quando incontro uno che mi rompe le scatole, dopo che mi ha sfrondato le ovaie con insulti, atteggiamenti intimidatori, mi viene da dirgli delle cose. Ora mi dovrò ricordare che se uno si comporta da porco non gli potrò dare del porco. Gli potrò dire al massimo “potresti fare di più, la prossima volta impegnati e ti darò un 10” perchè altrimenti mi becco una mazzata in testa e rischio di morire perchè non posso neppure difendere la mia dignità.

‘Sta cosa la dicono anche i maschilisti, quelli che istigano odio sparpagliati su facebook, quelli che non ammettono che la moglie o la ex moglie li mandi a quel paese. Perchè in Italia le donne non devono MAI rispondere male al maschio, che noi non c’abbiamo mica solo il grande fratello. Noi c’abbiamo per disgrazia il grande padre-padrone, che è una cosa che orwell se la sognava. Ma proprio tanto di più. Di quelli che se ti insultano tu devi fare la geisha. Che non puoi mica rispondere, altrimenti quelli ti pugnalano e poi invocano la legittima difesa perchè si sono sentiti feriti da un vaffanculo.

Care donne, c’è da saperlo, annotatelo, in italia le donne non possono neppure sfanculare, non potete usare la bocca se non per procurare piacere a certi maschi, non potete usare il cervello, parlare, fare domande. Non avete voce e se qualcuno sente l’emissione di un suono vi taglia le corde vocali.

Mi ricordo un tale che prendeva sovente a schiaffi una mia vecchia amica. La prima volta che mi trovai ad assistere all’episodio rimasi sconvolta più che altro dall’impossibilità di dire anche un semplice ahiahi.

Dovete sapere che per chi ha una indole violenta la tendenza è quella di mettere a tacere. Tanti violenti sono tacitatori, zittitori, censori, giustizieri delle corde vocali, perchè non tollerano quello che le donne hanno da dirgli.

Siamo al punto in cui una donna che in uno scontro con un uomo usa l’unico strumento plausibile, perchè la forza fisica più spesso le manca ed è cervello e voce che può usare per difendersi, non ha neppure diritto alla legittima difesa.

Dicevo di questa mia amica e la storia andò così: lui la insultò, lei gli rispose a tono, lui la schiaffeggiò, lei urlò che lui era uno stronzo, lui le intimò il silenzio – e aveva un dito sullo stile del medico delle SS mimato da massimo troisi in ricomincio da tre – e la colpì minaccioso dicendole “devi stare zitta, capito? DEVI STARE ZITTA, HAI CAPITO?”. A lei non fu permesso neppure di piangere perchè il nazista le disse “smetti di piangere, SMETTILA…”.

Quanti secoli sono che gli uomini intimano il silenzio alle donne? Quanti secoli sono che certi uomini applicano la strategia del terrore per ridurre le donne a corpi muti?

Quanti sono i maschi violenti che nella loro testa malata immaginano sia “normale” picchiare una donna che si permette di “parlare” senza essere interpellata? Quanti sono i maschi violenti che immaginano sia normale invocare la legittima difesa dopo aver massacrato la fidanzata rea di aver usato lo strumento della parola?

Capite come siamo messe? Non possiamo parlare perchè i maschi violenti tra poco invocheranno il diritto a girare armati a meno di impedire per legge alle donne di parlare. Non possiamo guardare dritto negli occhi uno stronzo, chiamandolo stronzo, perchè quello sguardo sarà considerata una specie di arma biologica.

E che abbiamo noi donne per difenderci e fare sentire che esistiamo? Parole, la scrittura (e noi sappiamo quanto dia fastidio la scrittura delle donne… come era bello quando le donne erano tutte analfabete, eh?), lo sguardo, qualche volta il corpo, se siamo preparate e se siamo abbastanza forti.

Perchè credete che in passato le donne dovevano tenere gli occhi bassi: per non sfidare l’autorità degli uomini.

Perchè credete che in passato le donne dovevano essere tenute chiuse in casa, senza saper leggere nè scrivere: perchè quelle che studiavano non rispettavano l’autorità degli uomini.

Perchè credete che in passato le donne erano obbligate a recitare a memoria preghiere su preghiere scritte dagli uomini: perchè le parole delle donne, quelle che le donne realizzavano per se stesse, non rispettavano l’autorità degli uomini.

E bastava una semplice domanda a ridurti in polvere (o una parola alla stazione di una metro, come adesso, perchè se tieni la testa alta ti processano e condannano senza appello). Bastava solo che guardassi dritto negli occhi il padre-padrone di turno per dirgli: ma chi diamine sei tu per dirmi come devo vivere? Chi sei? Chi ti ha investito di tanta autorità? Perchè mai dovrei obbedirti? In nome di che? Perchè ti devo rispetto se tu non hai alcun rispetto per me? Perchè non posso dirti che mi fai male quando mi fai male e che sei un supponente, ignorante, arrogante, tronfio, fanatico, integralista e pure un criminale, quando ti comporti come un criminale censore dei diritti delle donne?

Lo spegnimento audio delle corde vocali non è di certo una esclusiva rivolta solo alle donne. La stessa cosa vale per tutte le categorie sociali ritenute inferiori. Stranieri, eretici, bambini…

E l’esercizio dello spegnimento te lo insegnano fin dalle prime classi della scuola. Mani giunte, occhi al cielo, adorazione per fede. E te gli dici: ma fede di che? E se t’ho detto che devi avere fede tu ce la devi avere e se parli t’arriva una sberla. Legittima difesa pure quella. Sono i titolari della fede che si difendono dai tuoi punti interrogativi. Che con loro non c’è da scherzare neppure sui punti esclamativi.

Comportamenti inspiegabili, dissero i politici e a me viene da ridere perchè l’inspiegabilità del soggetto dedito al linciaggio per operare una giustizia fai da te mi sembrava di averla sentita per diversi anni, qualche decennio in effetti, proprio per bocca di quei politici che hanno tanto ardore su ronde, armi distribuite a colazione, i temi della sicurezza (e quando dico la parola sicurezza mi si allargano perfino le fessure dei denti e ci passa l’aria a sfiatare). Ci vuole tanto impegno per fare di una comunità civile una comunità di squadristi legittimati a massacrare gente a seconda del senso di giustizia legato al proprio ano. Che se pestano un immigrato gli si dice che erano tanto esasperati e se per sfiga beccano un italiano allora si attribuisce il demerito alla perdita dei vecchi sani valori di una volta.

E dell’inspiegabilità dell’odio diffuso per le vie di roma ne vogliamo parlare? Però parliamo anche degli sgomberi dei campi rom, della campagna contro gli stranieri, della diffusione di una cultura di legittimazione di squadristi con la mano destra alzata. Da cosa dovrei capire che a Roma si diffonde cultura solidale? Solidale verso chi?

Fantastico che si stigmatizzi il comportamento di chi non interviene. Ma non è un po’ troppo deresponsabilizzante per quanti quella cultura omertosa, da clan italico e squadrista, la generano?

La cattiveria c’è già. Poi c’è una cultura che la istiga e la legittima. Puoi stare dalla parte delle vittime o da quella dei carnefici e mi pare chiaro che la politica italiana ha fatto diventare vittime speculatori, politici corrotti, squadristi, violenti.

Leggete i giornali e vedrete chi sono per la politica i carnefici: i magistrati che combattono la corruzione, quelli che rispettano la costituzione, gli antifascisti, le persone che lottano contro la violenza sulle donne e i bambini, gli operai e gli studenti che scendono in piazza per difendere il diritto al lavoro e ad una istruzione pubblica, i disoccupati e le disoccupate, le famiglie sfrattate che occupano stabili in disuso per avere un tetto sotto cui rifugiarsi, le madri e donne che si difendono dagli ex mariti violenti, le vittime di stupro (sono sempre loro a provocare), i poveri cristi stranieri che per sfuggire a guerre e miserie vengono speronati sul mar mediterraneo dai militari libici…

Per esempio: secondo voi è inspiegabile anche quello che è successo a Belgrado? Orde di nazistume sparso a tentare di massacrare gay in corteo per la difesa dei propri diritti civili?

E se il nazistume ha fatto proseliti tra i tifosi delle squadre di calcio, proprio come fanno i gruppi di estrema destra in italia, vogliamo giudicare inspiegabile anche quello che è successo a genova ieri?

(A proposito, complimenti alla Fiat e ad un altro po’ di imprese italiche che licenziano in italia per delocalizzare in Serbia. Andranno a foraggiare proprio un sacco di bella gente…)

Io so che l’unica cosa inspiegabile, almeno per quello che mi riguarda, è un foruncolo che mi nasce sul naso proprio nelle occasioni peggiori. Ma deve esserci una spiegazione pure per quello.

Per il resto vedo solo un sacco di gente che non si assume la responsabilità della violenza generata su istigazione di odio, intolleranza verso stranieri, donne, deboli, oppositori politici.

E non serve che facciano mea culpa, chè non ci interessa. Basta che cambino rotta giacchè noi, in fondo, siamo comprensive, con chi dimostra di aver capito che ha commesso tanti errori.

—>>>L’immagine, su un ciclo educativo della perfetta donna di regime, sullo stile della banalità del male, viene da Humanity is Trash

Posted in Anti-Fem/Machism, Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà.


5 Responses

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  1. Furio Detti says

    e scommetterei la testa che molti di questi XXXX sbraitavano contro gli Iraniani per la causa di Sakineh. ci scommetterei. perché è facile fare i soloni quando c’è di mezzo lo straniero, ma quando è uno dei nostri a lapidare a mano una donna… ehhh allora è un povero ragazzo vittima di una stronza.

    infami ipocriti ripugnanti.

  2. Furio Detti says

    Ma avete letto le incredibili e oscene sequenze di commentatori che sul sito del Corriere, a ogni aggiornamento, giustificano in mille modi e con mille distinguo quel picchiatore romano?
    Ma ci rendiamo conto che paese stiamo diventando, quando si arriva a dire che una donna sfasciata con un diretto in testa “…in fondo in fondo se l’è cercata”.
    non pensavo che la viltà di troppi italiani avesse toccato il fondo da fogna che è adesso.
    farabutti, farabutti, farabutti.
    Non ho mai avuto particolari simpatie per il femminismo. e continuo a pensarla così, ma questa omertà maschilista è persino peggiore.

  3. Adriana Dionisi says

    Questo articolo è bellissimo, sono pienamente d’accordo. Aggiungerei che manca una componente, per me fondamentale: l’ignoranza, la mancanza di cultura che favorisce l’attecchire di ideologie politiche di per sé violente, e caratterizzate dal fanatismo, in cui l’individuo “arrabbiato” per traumi familiari, o anche semplicemente male educato dalla propria madre-serva del figlio maschio, si riconosce. Ecco perché la cosa più grave di tutte o quasi è la riforma Gelmini, che distrugge la scuola e l’università, eliminando la crescita del senso critico, la libertà di giudizio e la coscienza “umana” nell’individuo.

  4. Mary says

    “….in italia le donne non possono neppure sfanculare, non potete usare la bocca se non per procurare piacere a certi maschi”

    Concordo in pieno..Parlano poi di fatti inspiegabili gli ipocriti..Se gli aggressori fossero stati rumeni avrebbero tirato in ballo la questione di inciviltà e del mancato rispetto x le donne.
    Ho letto su iutubb un commento veramenta vergognoso che oltre al razzismo dimostra la misoginia italiana diceva o meno così:

    “Le NOSTRE donne si guarderebbero bene prima di rispondere male ad un uomo per non incorrere a queste conseguenze..anche xke sono meritate”

    Della serie le donne italiane sanno che ne prendono, devono stare mute..Il problema è che gli italiani ci vogliono mute..lo si vede anche in televisione il nostro ruolo.Quindi il problema è loro…E’ inutile dire che provochiamo. Non capisco xke x ogni cosa che subiamo noi donne ci accusano sempre di aver provocato..quasi quasi continua così non ci fanno più manco respirare.

  5. luziferszorn says

    La violenza urbana è avallata dal clima politico e reazionario. Ma l’origine del comportamento violento è da ricercare nell’infanzia. E siamo di nuovo alla famiglia, sempre ci sia stata una famiglia, o al contesto dove ci hanno cresciuti nei primi anni di vita. Non si diventa violenti, al punto di tramortire una sconosciuta con un pugno, su istigazione di qualcuno o del demonio, lo si diventa perché da anni si cova un odio e un rancore nei riguardi dell’altro sesso, in particolare, o degli altri in genere. Torna utile ancora una volta ricordare il recente film di Haneke, Il Nastro Bianco. Ecco, se spiegare l’origine psicoanalitica della violenza è cosa disagevole da fare qui e altrove, guardare un film e farselo spiegare da qualcuno che l’ha inteso aiuterebbe senza ombra di dubbio quelle persone che ancora vivono, appunto, nel dubbio riguardo alle origini della violenza. Solo con alcune certezze da parte nostra si può sconfiggere l’attuale clima politico e reazionario. Ma purtroppo è difficile accettare l’idea che qualcuno ci abbia odiato (cfr. film di Haneke) quando invece avrebbe dovuto amarci. Insomma l’accettazione delle teorie sull’infanzia abusata di Alice Miller, e non solo le sue, si gioca su questo cruciale passaggio psichico. Alla visione di quel film moltissima gente “non violenta” fugge, ne rimuove il contenuto, perché non possiede la forza interiore per accettare quanto gli viene mostrato. Lo stesso Hilter è stato un bambino fortemente abusato. Così come lo è stato sicuramente quel panzone che ieri sera si dimenava sugli spalti dello stadio di Genova. Guardare queste persone cercando di vendere nel profondo della loro psiche ci aiuta a capire come fermare la violenza all’origine e anche come combattere quella ormai irrefrenabile messa costantemente in atto da questi individui, che ovviamente dovranno pagare per quanto hanno fatto. Dunque evitiamo come al solito la stupidaggine che vuole l’indagine psicoanalitica sulle origini della violenza una scappatoia per sollevare dalle proprie responsabilità il teppista o stupratore di turno. Perché quando qualcuno fa questo, magari un avvocato in difesa dell’accusato, sta in realtà cercando di mettere a tacere il proprio passato, i propri fantasmi, i propri orrori e conseguenti timori che vede materializzarsi concretamente nell’individuo violento che ha dinnanzi.