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PinkStinks – il rosa puzza

http://www.pinkstinks.co.uk/images/content/home.jpg

Marta, dalla mailing list:

Ciao a tutt*
volevo segnalarvi questo sito: http://www.pinkstinks.co.uk/ il cui titolo, per i non anglofon*, si traduce con "il rosa puzza" ed è secondo me un’idea molto valida, anche se temo che in italia non prenderebbe mai piede.


Premessa: si parla di una società, quella inglese, dove i modelli per le bambine sono le cosiddette WAGS (mogli dei calciatori), se non son messi male quanto noi, ci siamo vicini.


In pratica il sito, che è indirizzato principalmente a genitori e comunque a chi è interessato alla sessualizzazione precoce in età infantile, cerca di combattere la cosiddetta "cultura del rosa", che
pervade la vita delle bambine (inglesi e no) indirizzandole e inquadrandole nei modi che tutt* conosciamo. Ciò viene fatto attraverso la segnalazione di prodotti (principalmente giocattoli, ma
anche cibo, abbigliamento ecc) che diffondono questa cultura e un’analisi critica delle campagne di comunicazione.


Inoltre l’associazione cerca di promuovere modelli femminili alternativi a quelli proposti dai media (esempio: questo mese il "role model" è kathryn bigelow, ma le categorie ovviamente spaziano dall’arte alla scienza allo sport all’attivismo sociale).


Forse lo conoscete già, vorrei potervelo tradurre tutto, ho iniziato con la definizione che danno loro stess*:

PinkStinks è un’organizzazione che effettua campagne per e in conto dei genitori e dei loro bambini.


Il nostro scopo è di:


Ispirare, motivare ed entusiasmare le bambine riguardo alle possibilità e opportunità che hanno.
Migliorare l’autostima delle bambine, alzare il livello delle loro ambizioni e in definitiva migliorare le possibilità della loro vita.
Combattere la "cultura del rosa" che è basata sul concetto di "bellezza ceh vince sul cervello" e di fornire un’alternativa.


C’è anche un gruppo facebook QUI.

Posted in Fem/Activism, Iniziative.


2 Responses

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  1. Emanuele says

    Anche se vado fuori tema, vorrei sapere il vostro parere sulla proposta citata nell’articolo linkato:

    http://www.corriere.it/…-bfab-00144f02aabe.shtml

  2. Gianni says

    E invece penso proprio che non ci sarebbe alcun pregiudizio di fronte ad una proposta simile.

    Bambini e bambine…. diciamo sempre che vorremmo parlare di persone: quindi ben venga una iniziativa educativa di questo tipo.

    Vedo male la sua applicazione nei termini del modello inglese.

    Proporrei, tanto per intenderci, un marchio del tipo PinkStinks-Free . Che potrebbe essere apposto su prodotti rispondenti a determinate caratteristiche a tutela di future discriminazioni sessiste.