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Se l’italiano ammazza la straniera

Tra le altre vicende di violenza registrate nella settimana ce n’e’ una da raccontare a partire dal modo in cui viene descritta dai giornali.

Lui è un portiere d’albergo. Viene definito una brava persona, uno che si è fatto rovinare per "una stupidaggine", un uomo innamorato e geloso. Colore della pelle: bianca.

Lei viene descritta come una giovane nigeriana che lo tradisce con un connazionale. Una specie di ingrata che stava aspettando il permesso di soggiorno e ciò nonostante si è permessa di preferire un connazionale all’uomo bianco. Una ragazza "di colore" (di che colore?) che faceva la parrucchiera e che teneva il piede in due scarpe. Si chiamava Vincent Gift. 

Di lui ancora viene detto che si è costituito spontaneamente, che ha consegnato le chiavi di casa e che ha indicato il punto preciso in cui ha nascosto il cadavere della donna: sotto il letto. Per non averla sott’occhio infatti è stato così delicato da dormire in un’altra stanza. Viene descritto ancora come soggetto scosso ma lucido, si ripete il ritornello della brava persona che si è rovinata per quella lì e quella lì è chiaramente una nigeriana, una di colore, una negra insomma.

Leggete con attenzione gli articoli passati in rassegna e vi renderete conto del sottile o evidente razzismo, delle parole dalle intenzioni orribili che si fermano al limite del politically correct e non pronunciano mai, si badi bene, frasi che dicano che uccidere una negra è lecito, che un bianco assassino è meno assassino di un uomo di altre nazionalità.

Tuttavia sono articoli densi di giustificazioni per un assassino che ha tolto la vita ad una ragazza nigeriana di 24 anni perchè non voleva più saperne di lui. Questo, nell’italia razzista del 2009, è più che un affronto. La donna nera deve stare ai comandi dell’uomo bianco qualunque cosa l’uomo bianco decida di farne.

Dopo la sanatoria per le schiave che lavano i culi dei nostri vecchi si deciderà di sanare anche i femminicidi che coinvolgono una donna straniera? 

Posted in Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio.