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Dalle compagne della Mayday di Milano

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Pubblichiamo un documento delle compagne di mayday milano. Non lo comprendiamo fino in fondo perchè è vittimista, si giustifica e restituisce sensi di colpa altrove poichè – dobbiamo pensare – evidentemente non si è riuscite a produrre una elaborazione fino ad elevarli a responsabilità collettiva. Il percorso è lungo e passare da questo schema all’agire politico diventa complesso se non si da per scontato che non esiste malafede da nessuna parte e se non si riporta la discussione sempre su un piano politico.

Brevemente, in premessa, a proposito di quanto scritto dalle compagne:

Come già detto la solidarietà non basta esplicitarla in senso privato (non leggiamo infatti nulla di tutto ciò nel bel report della manifestazione). E’ un fatto politico e dunque pubblico. Non è vero che alle donne che hanno mosso critiche non importava delle condizioni della ragazza. E’ stato detto infatti che la ragazza era più importante di tutto proprio dopo aver letto comunicato e pareri che lasciavano pensare tutt’altro. La ragazza è più importante di tutto e dispiace vedere che ancora una volta si è persa l’occasione per rendere lei il soggetto della comunicazione e per dirci come sta. E questo è un fatto significativo e sostanziale.

Il punto però non è crocifiggere le compagne o i compagni. Il punto è che sarebbe stato utile un confronto meno formale (come in altri casi sta avvenendo) – a suon di comunicati e documenti – e si sarebbe forse potuto scrivere a distanza di più giorni un documento un po’ meno puntato sulla difesa dagli attacchi (ancora?), meno offeso e più propositivo. Oltretutto manca di una riflessione su una questione importante che è stata posta e che riguarda la presa d’atto della necessità che si faccia chiarezza all’interno di ogni luogo misto per dare risposta collettiva e politica a proposito della violenza di genere.

Specifichiamo poi – per chi non ha ancora capito – che a proposito degli interventi delle donne che hanno manifestato la propria opinione su quanto accaduto non si è mai trattato di attacchi e se ve ne sono stati sarebbe bene distinguere e evitare di fare un pastone tra quel pezzo di individui/e che vogliono fare danno alla mayday e noi che invece poniamo un problema politico e differente.

Inoltre un comunicato non è un fatto di "correttezza formale". Come non lo sarebbe stato un presidio, uno striscione, una presa di parola pubblica. A distanza tutto ciò si legge come una totale non familiarità con le pratiche di genere. In questi giorni il dibattito è stato avvilente. Essere presenti, partecipare al dibattito pubblico sarebbe stata ed è una questione di responsabilità affinchè non degeneri e non si riduca ai soliti luoghi comuni sessisti. Non crediamo di insegnarvi nulla quando diciamo che si tratta di una questione personale che diventa pubblica, politica e si traduce in battaglia culturale.

E per quello che riguarda l’uso delle liste di donne per portare avanti una discussione di qualunque tipo, l’unico segnale che abbiamo avuto dalle compagne mayday di milano consiste in un comunicato cui sono seguiti vari interventi con i quali nessun@ ha sentito il bisogno di interloquire. L’altro momento di partecipazione attiva alla vita della lista di donne risale ad oggi con l’invio del documento che è possibile leggere più giù.

Chiarito questo e contente di avere comunque stabilito un confronto a partire da un conflitto agito in modo politico e mai in senso strumentale, aspettiamo di conoscere le proposte che verranno fuori dall’assemblea che la rete Mayday farà in serata.

Dalle compagne della MayDay di Milano

Le donne attive nella rete MayDay non sono in silenzio. Da giorni non parliamo d’altro. Non dovrebbe essere difficile da capire, per altre donne, quale ferita (e necessità di elaborazione) abbia rappresentato per noi tutte l’episodio accaduto alla fine della Parade di venerdì. Nessuna ha mai pensato di starsene zitta per salvare l’"oggetto mayday". Credete davvero, lo pensate sinceramente, che per noi sia prioritaria l’onore di una manifestazione rispetto alla difesa
dell’umanità e della dignità di una donna?


Tuttavia, siamo convinte che, al contrario, molti e molte abbiamo pensato di usare questa difficile situazione per distruggere "l’oggetto mayday". E questo, perdonateci, è piuttosto triste.

E’ possibile, poi, che dopo tanti e tanti anni, le tantissime donne che costruiscono tutti gli anni i contenuti della MayDay (non tanto la parade di un giorno, ma un agire politico giorno per giorno nella città e nei luoghi di lavoro) non abbiano ancora sufficiente credibilità per riuscire a sottrarsi dal solito schema – la loro presunta sudditanza alla politica maschile? E che l’intero circuito,
le donne e gli uomini della MayDay di Milano, non sia stato minimamente risparmiato da uno stillicidio di attacchi che approfittavano di una vicenda dolorosa. Altro che media mainstream!

Potevamo, è vero, fare un bel comunicato-politico appena dopo la MayDay, avrebbe salvato forse l’apparente "correttezza formale" – necessaria, si sa, nel movimento – e, di conseguenza, l’"oggetto
mayday". Invece, tra noi ci siamo dette che forse questa brutta storia avrebbe meritato qualche riflessione più profonda, corredata da qualche proposta. Per una risposta bastano 24 ore, per fare
qualcosa di più articolato ne servono almeno il doppio. Vogliamo agire una qualche "pratica", che è ciò che ci ha sempre connotate. In un’ottica trasversale, orizzontale, che è ciò che ci ha sempre
connotate.

Da ultimo: ammettiamo, abbiamo sbagliato a non sottolineare la nostra solidarietà alla ragazza che è stata oggetto di violenza nel comunicato stampa. Ma, anche qui, noi pensiamo, come è nella nostra storia, che la solidarietà più ancora che dichiarata vada praticata. Non c’è stata una sola voce, neppure sulle liste delle donne che, invece di inchiodarci per la nostra "mancanza di solidarietà" in un testo scritto, si sia levata per chiederci notizie della ragazza, "come sta, le avete parlato"? Anche questo è significativo.

Questa sera è prevista l’assemblea plenaria della rete MayDay di Milano e dintorni. Da essa usciremo con proposte concrete.

Le donne di precaria.org
MayDay Milano

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Solidarietà alla ragazza che ha subito violenza. Considerazioni e analisi.

Comunicato sull’episodio di violenza sessuale avvenuto alla fine del corteo del primo maggio di Milano

e di Sgrunt:

Mayday mayday davvero

e il commento

di Ti con Zero

Posted in Corpi, Omicidi sociali.


3 Responses

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  1. foscalontana says

    . “Non c’è stata una sola voce, neppure sulle liste delle donne che, invece di inchiodarci per la nostra “mancanza di solidarietà” in un testo scritto, si sia levata per chiederci notizie della ragazza, “come sta, le avete parlato”? Anche questo è significativo”

    Francamente non capisco questo scaricabarile. Forse le compagne del mday, erano troppo occupate nei giorni scorsi, per rendersene conto o, forse, leggono soltanto le “liste”delle donne “canoniche”. Personalmente ( ma io, non sono iscritta a nessuna lista, né faccio parte dell'”olimpo” )ho scritto del mio sdegno contro il comunicato -politburo da voi ( o chi per voi) emanato. Sdegno che mi assale anche ora leggendo quest’ultimo. Trent’anni fa, per molto meno, si rompeva con certe ‘ortodossie’, oggi,sarà la nostra incapacità di comunicazione, non ci accorgiamo quanto profonda sia la solitudine che abbiamo creato.Per noi, e per le altre. Ammesso che ce ne importi qualcosa.

  2. wonderely says

    Caspita, ora le “compagne” si sono svegliate….i compagni dove sono invece? Alla faccia della parità e dell’unione tra i sessi!

    “Tuttavia, siamo convinte che, al contrario, molti e molte abbiamo pensato di usare questa difficile situazione per distruggere “l’oggetto mayday”. E questo, perdonateci, è piuttosto triste.”
    Questo è triste? No no, è triste come si sono comportat* tutt*, è triste il comunicato che hanno scritto, è triste quello che sto leggendo ora…sono loro ad essere tristi, non le persone che hanno avuto da ridire. Perché è davvero triste che si faccia un comunicato schifoso come quello dell’altro giorno e poi un gruppettino di donne si sveglia e scrive due frasi, senza alcun appoggio da parte degli uomini…

    “Ma, anche qui, noi pensiamo, come è nella nostra storia, che la solidarietà più ancora che dichiarata vada praticata.”
    Frase paraculo del giorno. Ripeto: avessero scritto un comunicato del genere quelli della LegaNord sarebbe saltato fuori un putiferio, mentre se lo fanno quelli di sinistra allora è meno grave…come sempre si usano due pesi e due misure…
    Di sicuro la solidarietà va prima di tutto praticata, ma non si può scrivere un comunicato come quello di ieri in cui si parla solo dell’immagine della MayDay…e che cavolo, è così difficile da capire? No non è difficile, fanno i finti tonti e basta (ancora una volta per salvarsi la faccia)!

    Nessuno dirà mai “Ci siamo comportat* tutt* malissimo, chiediamo umilmente scusa alla ragazza per come le abbiamo voltato le spalle pubblicamente, non ci importa della nostra MayDay, ci interessa come sta lei.”
    (Tra l’altro in questo comunicato non ho letto ancora nessuna notizia della ragazza…bisogna pagare per sapere come sta? Come funziona? Se le hanno parlato gli costa tanto scrivere due parole su come sta?)

    Macché…Oh povera me…Alla fine la politica è più importante delle persone…Orribile!

  3. sara says

    però, che serietà il vostro commento al comunicato.
    In questi giorni vi sto amando care donne di femminismo a sud.
    grazie di esserci.