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Partorirai con dolore! Macchè: Voglio l’epidurale…

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/parto.jpg

Abbiamo ricevuto questa mail e la pubblichiamo volentieri perchè fondamentalmente dice una cosa seria che può essere sintetizzata così: "Partorirai con dolore" – disse un uomo barbuto in preda ad un gran delirio di onnipotenza. "Col ca**o!" – rispose la donna gravida – "Voglio l’epidurale!".

Ci sono queste due donne che a partire dal web hanno lanciato una petizione e una campagna di informazione su quale sia attualmente la situazione negli ospedali di alcune regioni d’italia a proposito di epidurale.

A partire dal veneto che per legge stabilisce che il parto fisiologico indolore dovrebbe essere disponibile per tutte, invece non è vero nulla, si dice nel testo della petizione riportato sotto. Lo stesso accade anche in altre regioni nelle quali l’epidurale è un miraggio e ancora le donne partoriscono come nella genesi.

Qualche tempo fa avevamo pubblicato un post a proposito del bel libro di Caterina Botti "Madri cattive". Fu presentato a bologna e l’iniziativa faceva parte del ciclo Madri & Co che comprendeva anche una trasmissione radio durante la quale, tra le altre cose, venne raccontata la tragicomica vicenda di una madre che per accedere all’epidurale avrebbe dovuto partecipare ad una specie di concorso "telefona e vinci l’epidurale gratuita" semmai si fosse piazzata chissà in quale postazione. Nella stessa giornata si affrontò con gran dovizia di particolari la questione della medicalizzazione del parto. Certamente però, sia in un senso che nell’altro, è vero che manca assolutamente l’intenzione di garantire alle donne, medicalmente o con metodi naturali, altre possibilità che non siano il parto a cosce larghe preceduto da un clistere e da tutta un’altra serie di sbatacchiamenti e violazioni del corpo che ora sarebbe troppo lungo da raccontare.

Perciò vi lasciamo alla mail, ai link che vi invita a visitare e al testo del loro appello. Buona lettura!

>>>^^^<<<

Siamo due donne che per caso si sono incontrate nel web. Leonilde di Velletri ha scritto una petizione per garantire gratuitamente l’epidurale alle partorienti che la vogliono. Paola di Venezia ha trovato per caso la sua petizione, Leonilde su Facebook (meno per caso) e insieme
stanno tentando di farla firmare e di portare all’attenzione del pubblico italiano la discriminazione che il sistema sanitario nazinale attua sulla pelle delle sue cittadine.

Per capire cosa stiamo tentando di fare potete visitare il nostro blog:
http://epidurale.blogspot.com/ o
il nostro gruppo su facebook:
http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=39364373609

Potete comunque firmare la petizione:
http://www.firmiamo.it/analgesiaepiduralegratuitaegarantita

[…] Vorremmo promuovere una vera petizione su carta. Ma non abbiamo strutture nè associazioni alle spalle.

Grazie, Paola Banovaz

Segue testo appello:

Il
DPCM del 23 aprile 2008 stabilisce all’articolo 37, comma 3 che "Il Servizio
sanitario nazionale garantisce le procedure analgesiche nel corso del travaglio e del parto vaginale " .


La legge N. 25/2007 della Regione Veneto – Disposizioni regionali in materia  di parto fisiologico indolore – sancisce dei diritti che nel 2008 tutti noi diamo per scontati.


 1. Nel rispetto del diritto di libera scelta della donna sulle modalità e sullo svolgimento del parto, la Regione del Veneto con la presente legge favorisce il parto fisiologico, promuove l’appropriatezza degli interventi, anche al fine di ridurre in modo consistente il ricorso al taglio cesareo, e riconosce ad ogni donna in stato di gravidanza il diritto ad un parto  fisiologico che le eviti o le riduca la sofferenza usufruendo
gratuitamente di tecniche antalgiche efficaci e sicure ed in particolare della partoanalgesia epidurale.


Eppure a Venezia si partorisce ancora secondo la Genesi. Ma solo di notte,  quando gli anestesisti volontari e pagati dal Casinò di Venezia non possono assicurare la parto-analgesia alle donne che la chiedono.


 A Mestre le donne se la possono scordare 24 ore su 24. L’epidurale è ancora un miraggio. Un miraggio quando è prassi da decenni in molti paesi europei e  non.


Una situazione intollerabile sconosciuta ai più. Le donne entrando in ospedale diventano cittadine di serie z non potendo usufruire di un trattamento che è scontato per tutti gli
altri pazienti. Un’analgesia non si nega a nessuno.


Il Veneto non è un caso isolato. Ci sono intere regioni che boicottano l’analgesia epidurale alle partorienti. E’ il caso dell’Abruzzo, della Toscana. Ci sono città
come Firenze che sembrano non conoscere proprio questa  pratica.


Quale sia la motivazione di tanta difficoltà a introdurre una pratica medica in uso da decenni è fin troppo evidente.


Quando uno Stato accetta di risparmiare sul dolore delle sue cittadine  facendo leva su un tabù culturale duro a morire – il parto non è un parto senza  il dolore della donna – ebbene quello Stato non è diverso da tanti altri paesi dove le donne sono sistematicamente discriminate.


 A questo stato tirchio, bigotto e misogino le cittadine (e i cittadini) devono dire
basta.

http://www.firmiamo.it/analgesiaepiduralegratuitaegarantita

—>>>La splendida immagine è di Kirsty Whiten. E se c’e’ chi nel web giudica "oscene" le foto delle madri che allattano figuriamoci come giudica le immagini che rappresentano una madre che partorisce "con dolore" come pronosticato, anzi augurato dalla religione che domina il nostro stato…

Posted in Corpi, Fem/Activism, Omicidi sociali.


3 Responses

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  1. gekina73 says

    Scusa Franca i toni. Forse saranno duri ma non riesco più a moderarmi.
    Mettiamola così: Stati Uniti, Inghilterra: 70% dei parti in epidurale. Spagna 36%. Olanda, Danimarca 60%.

    L’epidurale non arriva alla placenta e quindi al bambino. L’epidurale arriva alla dura madre del midollo, 4 dita sotto l’altezza ombelicale. Vale a dire dove non ci sono più terminazioni nervose e quindi rischi di paralisi 0.

    I casi sciagurati di paralisi e danni gravi (rarissimi) sono legati ai tempi di coagulazione del sangue. Ma per questo si fanno degli esami appositi assieme all’elettrocardiogramma.

    L’epidurale è sicura. E’ invece più rischioso il cesareo. In Italia deteniamo il record. E secondo le commissioni parlamentari messe su dal 2000, dalla Prestigiacomo all Turco, l’alto numero di cesarei è DOVUTO ANCHE all’assenza di epidurale.

    Ci sono donne che per paura del parto – si avete letto bene PAURA DI PARTORIRE – chiedeono il cesareo programmato perchè sanno di non poter contare sull’epidurale.

    Non lo dico io. lo ha detto la Prestigiaconmo e la Turco.
    http://www.pariopportunita.gov.it/…lta-parto.pdf

    LA SCELTA DEL PARTO LA GIOIA DELLA NASCITA
    Atti del Convegno
    Milano, 8 marzo 2003
    Centro Congressi Auditorium
    pag 12

  2. franca says

    care, ovviamente l’autodeterminazione della donna a partorire come vuole sente e può è una battaglia fondamentale per tutt e il diritto di accedere all’epidurale va per questo sostenuto in ogni maniera. Volevo però segnalarvi questo fatto: fin dalle azione negli ospedali che adele costa gnocchi e le altre allieve della montessori misero in atto a partire dagli anni cinquanta, non si può dubitare che le donne di scuola montessori abbiano a cuore radicalmente la salute il benessere e la felicità di donne e bambini. per questo dovremmo capire come mai molte di loro e ad esempio certe ricerche del centro nascita montessori di roma sostengono che l’epidurale ha degli effetti secondari ancora non studiati sul neonatao, tipo intorpidimento e rallentamento di capacità fondamentali. la battaglia intendo dire riguarderebbe la generale sottrazione alla medicalizzazione standardizzata del parto e il diritto all’assitenza delle ostetriche in clinica e nel puerperio in mabienti super curati e accoglienti. capiamo se solo l’epidurale ci erve a non partorire con dolore e quante altre cose e se davvero è innocua. bax, f

  3. Johnny7 says

    Sembra la Pivetti
    Ma in Italia esistono quegli esercizi pre-parto?