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Messico: vige l’omertà su sequestri e stupri sui mezzi pubblici

Dalla mailing list, Clara, una straordinaria femminista a sud in Messico, ci invia a contributo una traduzione di un articolo della giornalista messicana Sanjuana Martínez sulla violenza sessuale che subiscono molte donne in Messico mentre viaggiano su autobus di linea o cercano di emigrare verso gli Stati Uniti. Buona lettura!

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“Silenzio complice” di fronte a sequestri e stupri sulle statali del paese

Articolo di Sanjuana Martínez pubblicato sul quotidiano messicano “La Jornada” il 13 novembre 2011

Denise credeva di morire. Un gruppo armato, con divise militari, ha assaltato l’autobus in cui viaggiava da Monterrey a Zacatecas, ha sequestrato gli uomini, abbandonato a se stessi gli anziani e violentato le donne. L’incubo è durato varie ore. Il sequestro di autobus è la nuova realtà che si vive sulle statali del paese con il silenzio complice delle linee di trasporto di passeggeri.

«Siete fottuti», ha detto il capo del gruppo quando hanno aperto la porta dell’autobus. Il veicolo, di proprietà del Gruppo Senda, era partito dalla stazione degli autobus all’una e mezza di notte e dopo due ore di strada si è fermato in mezzo al deserto. Il comando bloccava la statale.Di fronte all’ordine del delinquente, l’autista ha detto al microfono: «Passeggeri, c’è un’emergenza, scendete dall’autobus».

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Posted in Fem/Activism, Omicidi sociali, R-esistenze.


Parigi: donne perbene che cacciano le donne permale!

Da Porno:

Brutte notizie da Parigi – sex worker e “movimento”

Arriva da Parigi, tramite il sito del Syndicat du TRAvail Sexuel, l’ennesima pessima notizia sullo stato della riflessione all’interno dei cosidetti “movimenti” sulle politiche di genere e la violenza.

Durante la manifestazione contro la violenza sulle donne svoltasi il 5 novembre 2011 a Parigi un gruppo di sex worker e di solidali presenti in piazza è stato aggredito, tacitato, insultato e minacciato dalle organizzatrici della manifestazione e da alcune donne presenti in piazza al grido di “voi siete la vergogna della manifestazione“.

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali.


Sentenza: oh madre, devi lasciare casa e lavoro o ti togliamo la figlia!

Update: abbiamo contattato l’avvocatessa che difende la donna e ci dice che il provvedimento, non essendo impugnabile, è immediatamente esecutivo anche se nel frattempo il processo dovesse stabilire altro. Al momento è stata fatta istanza di revoca ma la revoca può essere svolta solo dal magistrato che ha emesso il provvedimento e dunque le speranze sono minime. Presto altri aggiornamenti___

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Secondo l’articolo di Repubblica la questione sta così:

Lei è della Basilicata, sta con uno di Torino, si sposa, resta incinta ma torna a casa perché la gravidanza, specie se complicata, da sola, in una città che non si conosce, senza una persona che ti dà una mano, tua madre, tua sorella, tuo fratello, qualcuno che ami e a cui viene facile affidarti, è brutta da vivere, specie se con quell’uomo, che forse non conosci bene, diventa complesso restare. Allora se ne va e non torna più indietro. La figlia nasce e i due si separano. Lui resta lontano e lei comincia a vivere a Potenza, dove diventa insegnante di una scuola media, con un lavoro fisso, di quelli che oggigiorno è difficile trovare e che, ministro gelmini a parte, è bene tenersi stretto.

Lui ci ripensa e si rivolge al giudice, contando sulla legge sull’affido condiviso e forse sollecitato culturalmente da un bel po’ di propaganda dei padri separati. Di regola dovrebbe versare alla bambina un assegno di 150 euro al mese. Su questo accenna lei nella breve dichiarazione riportata e poi più niente.

Lui chiede l’affido esclusivo e il giudice decide che invece no, vanno solo ristabilite le regole e le distanze e allora decide d’imperio di obbligare lei a mollare lavoro e casa e a trasferirsi in una comunità vicina all’ex. Nel caso in cui lei non accettasse perderebbe la bambina che prima di restare con il padre sarà lasciata in quella comunità, casa famiglia, o non si capisce cosa.

La donna si sorprende, parla di decisione anticostituzionale, perché c’è la violazione sul diritto a spostarsi e transitare e poi c’è che il lavoro è un diritto e non le si può impedire di tenerselo diventando totalmente dipendente da quell’uomo con cui lei non sta già più.

Continued…

Posted in Misoginie, Omicidi sociali, Pas, Pensatoio.