Stamattina Repubblica titolava “Tre donne in posti chiave. Passera superministro.”. Un vero segnale di cambiamento.
Sfogliando il giornale online invece vediamo ulteriori segni di cambiamento. Dite di no? Guardate bene.
Storie di egemonie culturali e pretese uguaglianze. Dal margine: nel tempo in cui tutti dicevano di avere capito!
Stamattina Repubblica titolava “Tre donne in posti chiave. Passera superministro.”. Un vero segnale di cambiamento.
Sfogliando il giornale online invece vediamo ulteriori segni di cambiamento. Dite di no? Guardate bene.
Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.
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– Novembre 17, 2011
Finalmente hanno fatto il nuovo governo, quello tecnico, quello che dovrebbe servire a ristabilire le sorti del paese. Mica quello eletto legittimamente dalla gente, che non si può fare e le banche non vogliono.
C’era grande attesa oggi per la sfilza di nomi, in tante poi si sono cimentate nei giorni scorsi a scrivere lettere al Presidente Tizio, al Commendatore Caio e al Segretario Sempronio, tutte a implorare e supplicare il babbione di turno affinchè gli concedesse una maggiore “rappresentanza” al governo. E menomale che non è ancora Natale altrimenti le scrivevano pure in Lapponia al vecchio con la barba bianca che si cala giù dal camino queste letterine, con tutto il susseguirsi di firme e di appelli di certe donne tanto impegnate a farsi rappresentare. Cosa sia questa rappresentanza poi non ci è dato sapere e a cosa sia dovuta meno che mai.
E dire che ce l’hanno messa davvero tutta per farsi sentire, che sono perfino riuscite a farsi ricevere tramite dei rappresentanti: sìsì proprio così, dei rappresentanti come se fossero una categoria, le donne e i giovani. Rappresentanti delle donne di qua e quelli dei giovani di là, come se fossero dei panda in via d’estinzione. Ed è stato anche un bello spettacolo, ci mancavano solo i fuochi d’artificio e Palazzo Chigi con le luci stroboscopiche, per il resto ce lo siamo proprio goduto.
Ma oggi finalmente è arrivato il grande attesissimo momento e alla buon’ora stiamo tutti lì con le orecchie sparatissime ad ascoltare questi benedetti nomi.
Caspiterola, le ministre sono addirittura TRE. La metà esatta del governo precedente che aveva ben 6 ministre e dall’ 80° posto nel gender gap ci aveva fatto risalire al 46° pur lasciandoci arretratissimi in tema di Pari Opportunità rispetto al resto del mondo.
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– Novembre 16, 2011
Il 17 Novembre, dalle ore 18.00 alle 20.30 sul web potrete seguire in diretta un appuntamento che parla di donne, uomini, futuro.
“Italia: femminile, plurale (controcanto sul futuro)” con una serie di ospiti che vanno da Luciana Littizzetto, a Chiara Medioli, Francesca Sarti, Lola Toscani, Nicla Vassallo, Armando Massarenti, Giulia Carcasi e Antonio Mancinelli. Potete seguire la diretta in streaming video sul sito di Italian Sessions o sulle varie pagine di Facebook, Twitter.
Per Twitter l’hashtag è #ItalianSessions.
La call dell’appuntamento ha un testo che potete trovare QUI e dato che le domande “sono un momento molto importante durante questi appuntamenti e viene dato molto spazio alle curiosità del pubblico in sala e da casa” invitiamo chi legge a commentare di modo che si riesca a raccogliere qualche domanda sin da ora alla quale potrebbe essere data priorità.
Noi siamo stat* invitat* a partecipare e dunque Femminismo a Sud sarà presente presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino a fare domande e a discutere per il tempo che ci sarà concesso.
Speriamo di riuscire a esprimere le nostre osservazioni a partire dall’analisi del testo di convocazione.
Posted in Comunicazione, Critica femminista, Disertori, Fem/Activism, Iniziative, Vedere.
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– Novembre 16, 2011