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Il riconoscimento giuridico dei concetti di femmicidio e femminicidio

Segnaliamola pubblicazione del saggio “Il riconoscimento giuridico dei concetti di femmicidio e del femminicidio” di Barbara Spinelli contenuto nel volume “Femicidio: dati e riflessioni intorno ai delitti per violenza di genere”.Tanto il volume quanto il saggio sono scaricabili online in formato pdf qui:
http://gdcedaw.blogspot.com/2011/11/il-riconoscimento-giuridico-dei.html

Pubblichiamo su sua autorizzazione il contributo di Barbara in basso.

Chi ancora si trovasse a Bologna tra domani e dopodomani, segnaliamo tre dibattiti, il cui programma è consultabile qui:
http://femminicidio.blogspot.com/

22.11.2011, h. 14,30, via Aldo Moro 30 (Regione Emilia Romagna, Aula Magna): Presentazione del volume “Femicidio. Dati e riflessioni intorno ai delitti per violenza di genere”

23.11.2011, h. 15,00, via Marconi 67/2 (Camera del lavoro, 3 piano), Presentazione del libro “Hina. Questa è  la mia vita. Storia di una figlia ribelle”

23.11.2011, h. 19,00, via del Piombo n.7 (CDD), Dibattito “L’attivismo femminista e la promozione dei diritti delle donne”. Aperitivo + Presentazione del Rapporto Ombra sull’implementazione della CEDAW in Italia

Buona lettura!

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IL RICONOSCIMENTO GIURIDICO DEI CONCETTI DI FEMMICIDIO E FEMMINICIDIO

Contributo dell’ Avv. Barbara Spinelli pubblicato in AA.VV., “Femicidio: dati e riflessioni intorno ai delitti per violenza di genere” Regione Emilia Romagna – Assessorato Promozione Politiche Sociali, A cura di C. Karadole e A. Pramstrahler, 2011, pp.125-142

SCARICA QUI LA VERSIONE INTEGRALE, COMPLETA DI NOTE, IN FORMATO PDF

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Posted in Fem/Activism, Iniziative, Omicidi sociali, Scritti critici.


Richard Gardner e la Pas: “un autentico mostro americano”!

E’ un pezzo pubblicato su The Indipendent del 31 maggio 2003 a firma Andrew Gumbel. Parla di Richard Gardner, colui che viene considerato l’inventore della falsa sindrome di alienazione genitoriale di cui potete trovare ogni cosa nella nostra categoria dedicata al tema o acquistando il libro che è stato pubblicato di recente in Italia a firma Consuelo Bareo e Sonia Vaccaro. Ricordiamo che esiste un ddl (n.957) in discussione al senato, che peggiora le norme sull’affido condiviso stabilite con la legge 54/2006, e che vorrebbe introdurre la Pas come prassi consolidata nei tribunali italiani. In basso trovate alcuni link che parlano nel dettaglio di tutto ciò. Buona lettura!

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Il dottor Richard A. Gardner – Psichiatra infantile che ha sviluppato la teoria della Sindrome da Alienazione Parentale

Nel corso di una causa controversa per la custodia dei figli che ebbe luogo nei sobborghi di Pittsburgh pochi anni fa, tre ragazzi adolescenti supplicarono un giudice del tribunale familiare di non costringerli a proseguire con le visite al proprio padre, sostenendo che questi abusasse fisicamente di loro. Piuttosto che credere ai ragazzi, il giudice si affidò alla testimonianza di un perito scelto dal padre, un professore di psichiatria clinica della Columbia University, Richard A. Gardner.

Richard Alan Gardner, psichiatra: nato a New York il 28 aprile del 1931, Dottore in Medicina nel 1956; sposato due volte (un figlio, due figlie), e morto a Tenafly, New Jersey, il 25 maggio 2003.

Gardner insistette nel sostenere che i ragazzi stessero mentendo a causa del “lavaggio del cervello” subito da parte della loro madre e consigliò una pratica chiamata “terapia della minaccia”. In sostanza, ai ragazzi Grieco venne detto che avrebbero dovuto essere rispettosi e obbedienti durante le visite al padre, altrimenti la loro madre sarebbe finita in galera. Poco tempo dopo, Nathan Grieco, 16 anni, il maggiore dei fratelli, si impiccò nella sua camera da letto, lasciando dietro di sé un diario in cui scriveva che la vita era diventata un “tormento senza fine”. Sia Gardner che la corte non si pentirono della decisione presa nemmeno dopo il suicidio, e fu solo dopo un’inchiesta del giornale locale che gli accordi relativi alla custodia dei due ragazzi sopravvissuti vennero modificati.

Questa “terapia della minaccia” faceva parte di una teoria molto più ampia di Gardner, conosciuta nei tribunali familiari degli Stati Uniti come “Sindrome da alienazione parentale”. Questa teoria – uno degli esempi più insidiosi di “spazzatura scientifica” a cui viene dato credito nei tribunali degli Stati Uniti negli ultimi anni – sostiene che ogni madre che accusa il marito di abusare dei figli stia mentendo più o meno per definizione. La madre dunque direbbe queste bugie per “alienare” i figli dal padre e, a causa di questa intollerabile rinuncia alla propria responsabilità genitoriale, meriterebbe quindi di perdere tutti i diritti di custodia in favore del presunto abusante.

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Posted in Misoginie, Omicidi sociali, Pas.


Deconstructing SNOQ (SNOQ a pezzi)

Rileggiamo passo passo il comunicato di SNOQ del 17 novembre scorso, intercalando qualche commento raccolto nella nostra mailing list. Il testo del comunicato è in corsivo, i nostri commenti tra parentesi quadre [in tondo].

Care donne che eravate in piazza con noi il 13 febbraio, a rivendicare dignità e rispetto, care tutte le altre, italiane per nascita o per scelta.

[Si mette subito in chiaro che c’è una gerarchia: prima quelle donne che hanno già partecipato a qualcosa di SNOQ, poi le altre – tranne quelle “italiane per forza”, evidentemente, perché se qualcuno ti obbliga a rimanere qui a fare una cosa che non vuoi o perché vorresti transitare e non ti è permesso neanche quello, allora non puoi raccogliere l’invito di SNOQ. Ah, e gli uomini? Quelli dopo, forse. All’inizio no.]


Care donne che non hanno perso il coraggio, la voglia di esserci, il progetto di contare, la speranza di uscire da questi anni di fango.
Care donne singolari e plurali, diverse l’una dall’altra, sorelle compagne amiche, figlie e madri, siamo di nuovo qui, tutte unite, perché tutte unite siamo una forza e con “una forza” è ora che facciano i conti. Tutti.
Siamo una forza, per quante siamo e per come siamo.
Siamo quelle che tengono insieme affetti e lavoro, cura e responsabilità, libertà e senso del dovere.

[Uno stereotipo bello e buono, e maschilista per giunta. Complimenti. Queste caratteristiche dovrebbero casomai essere scelte, e anche dagli uomini, se vogliono. Invece pare di no.]


Siamo quelle che il diritto di essere cittadine se lo guadagnano giorno per giorno sulle barricate della vita quotidiana.

[Eh, magari la cittadinanza si potesse guadagnare così. Invece non si diventa cittadine italiane solo “sul campo”, serve passare per leggi inique e imbarazzanti. Questa frase è molto fuorviante e fastidiosa per chi quel diritto se lo sente addosso ma non gli verrà mai riconosciuto. Mai.]


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