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Palermo, 27 novembre: #Precarietà è violenza!

Dalle Malefimmine:

domenica 27 novembre · ore 19.00

al LABORATORIO ZETA in via Arrrigo Boito 7 – Palermo

Discussione sul tema “PRECARIETA’ E’ VIOLENZA
Proiezione del film WE WANT SEX

Continued…

Posted in Fem/Activism, Iniziative, Precarietà, R-esistenze.


Femminicidio: analisi della comunicazione razzista!

Rachida è una delle #129 vittime di violenza maschile che si possono contare ad oggi per tutto il 2011. Una tra le tantissime, troppe, donne che per aver deciso di lasciare il marito, dopo aver denunciato le violenze subite, viene colpita da una esecuzione, una vendetta, una azione volta ad annientarla, finirla, massacrarla, ucciderla. Avviene ogni due giorni. Avviene sempre e la maggior parte degli assassini è di origine e nazionalità italiana, così come la maggior parte dei delitti è commessa da uomini, ex, padri, fratelli, figli, parenti stretti, in ambito familiare.

Le donne che decidono di intraprendere un percorso di libertà, per se stesse, in Italia vengono perseguitate senza tregua e vengono colpite non senza che i media neghino tutto ciò e anzi offrano legittimazione ai violenti e spunti per coltivare il culto dell’italianità e del male che risiederebbe in altre culture.

Rachida muore come tante altre donne per le stesse esatte ragioni che hanno portato alla morte tutte quante e che costringono tutte, incluse quelle che non muoiono fisicamente ma ogni giorno sono vittime di omicidi morali, sociali, economici, a subire violenze su violenze ogni giorno.

Dopo tre giorni dal delitto però al Corriere viene la malsana idea di fare un po’ di disinformazione e di dare fiato all’integralismo religioso che oltre ad offendere la memoria di Rachida e di tutte le donne come lei apre le porte all’odio verso altre etnie e culture e instilla nei lettori la tranquillità di quel male “altrove” che invece sappiamo bene trovarsi dentro le nostre stesse case.

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Comunicazione, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


Femminicidi 2011: “Non una di più!”

Lista di alcuni tra i nomi di donne uccise nel 2011 tratta dalla Casa delle donne di Pisa da Bollettino di Guerra e diffusa a Pisa nel corso dell’iniziativa Non una di più. Questa lista è stata resa oggi, nome per nome, in un corteo virtuale che partiva da Pisa, in collegamento facebook e twitter, e che ha coinvolto numerosi soggetti. Ricordare alcune tra le vittime che le cronache dei giornali ci restituiscono, giacchè vengono dimenticate da tutti, giusto oggi che i negazionisti si affaticano a nascondere un dato così allarmante, è un dovere. Ricordandovi che donne e bambin* vittime di violenza maschile vengono uccis* soprattutto in famiglia, vi auguriamo una buona lettura: 

  • N.R., 40 anni, Cerignola (Foggia), 1 Gennaio. Il corpo della donna è stato ritrovato con un coltello nel petto. È stata uccisa dall’uomo con il quale aveva una relazione. 
  • VINCENZINA D’AMICO, Borgo San Dalmazzo (Cuneo), 4 Gennaio. La donna è stata uccisa con dieci colpi di pistola dall’ex fidanzato. L’uomo poi ha rivolto l’arma contro sé stesso e si è suicidato.
  • N.R. 37 anni, Prato, 7 Gennaio. La donna è stata trovata morta all’interno di una casa. È stata colpita più volte da un’arma da taglio: il colpo mortale le sarebbe stato sferrato alla gola. 
  • N.R., tra i 40 e 50 anni, Ancona, 8 Gennaio. La donna è stata uccisa con una serie di colpi sul viso e sulla testa. Il cadavere è stato ritrovato sotto un ponte con il volto sfigurato. Vicino al suo corpo c’erano pietre sporche di sangue
  • RAJMONDA ZEFI, 30 anni, Lucca, 8 Gennaio. Il cadavere della donna presenta segni sul collo. Il marito ha  ucciso la moglie al culmine di una lite
  • N.R., tra i 30 e 40 anni, Arluno (Mi) 10 Gennaio. La donna è stata presa a pugni e poi strangolata dall’ex fidanzato. La donna era in strada agonizzante quando sono arrivati i soccorritori, chiamati da un passante,  ed è morta ancora prima del trasporto in ospedale.
  • N.R., 46 anni, Verona, 10 Gennaio. Il cadavere della donna è stato recuperato dalle acque del fiume Adige
  • ANTONINA SCINTA, 72 anni, Genova,10 Gennaio.  La donna è stata uccisa come in una vera e propria esecuzione mafiosa. Il  marito l’ha fatta inginocchiare e poi le ha sparato alla testa.
  • LILIANA SAINAS, 53 anni, Quartu Sant’elena (Cagliari), 11 Gennaio. La donna è stata uccisa dall’ex marito della figlia. L’uomo, ex carabiniere, ha fatto irruzione nell’appartamento e ha sparato diversi colpi con un fucile. All’interno dell’abitazione oltre alla suocera si trovavano l’ex moglie (che è rimasta ferita) e il nuovo compagno della donna, colpito mortalmente dai proiettili
  • LUCIA CASENTINO, 51 anni, Catania, 17 Gennaio. La donna è stata colpita alla testa e poi  soffocata con un cuscino dal suo aggressore nell’abitazione in cui lavorava come badante.
  • IULSA SOUSA MOREIRA, 35 anni, Monselice (Padova), 18 Gennaio. La donna è stata colpita con un fendente mortale alla gola. Sono stati trovati segni di bruciature che fanno pensare che chi l’ha colpita poi cercato di bruciarlo con liquido infiammabile, coprendolo infine con sacchetti di plastica
  • COSMINA EMILIA BURLAN detta Cristina, 20 anni, Borghetto Di Noceto (Parma), 25 Gennaio. La ragazza è stata aggredito all’interno del veicolo del suo aggressore. L’uomo ha stordito la donna serrandole il collo con forza, prima a mani nude, e poi una volta che la donna è svenuta, con la cintura dei pantaloni. Poi si è liberato del corpo gettandolo in un canale.
  • Continued…

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