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Violenza maschile. Le parole di un uomo!

La nostra amica Lorenza sul suo blog, che vi invitiamo a seguire, commenta una splendida lettera scritta da un uomo che avverte come il problema della violenza maschile non siano solo fatti nostri. Merita certamente uno spazio nella nostra categoria dei Disertori del patriarcato. Grazie a Lorenza e buona lettura!

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Ciao, sono un uomo. Non so se ho il diritto di esprimere il mio pensiero sul tema della violenza maschile sulle donne, quindi mi limiterò a raccontarvi la mia storia e più che altro la storia delle donne che ho conosciuto. Ho 37 anni e non sono stato uno di quei fortunati che hanno trovato l’amore della loro vita da adolescenti e non si sono mai più separati. Direi che ho avuto almeno 3 storie importanti. Per importanti intendo che tra me e la donna con cui ho condiviso qualche pezzo più o meno lungo della mia vita si era creato un rapporto piuttosto intimo, un rapporto che ha permesso loro di raccontarmi cose che non avevano mai raccontato a nessuno. Delle altre che ho frequentato non so, ma loro 3, le donne che ho amato, ognuna di loro aveva una storia di violenze da raccontare, anzi da nascondere.
Una di loro era stata costretta ad un rapporto orale. Usciva con un ragazzo che le piaceva, forse non ne era innamorata, ma le piaceva. Lui la chiamava quando aveva voglia di scopare. Lei avrebbe voluto qualcosa di più, ma non aveva il coraggio di dirglielo e forse neanche pensava di meritarselo. Fatto sta che una sera, in macchina, mentre lei gli stava facendo un pompino, lui decise di tenerle le mani sulla testa, troppo forte perché a lei potesse piacere, troppo forte perché lei potesse liberarsene. Lo fece finché non le venne in bocca, procurandole il vomito e schernendola con un “che vuoi che sia, sbianca i denti”. La ragazza in questione non è più riuscita a farlo con nessuno, si sentiva una troia, non riusciva neanche più a nuotare con la testa sotto il livello dell’acqua. Dimenticavo gli attacchi di panico. E ovviamente non ha mai pensato di denunciare il fatto. Chi mai le avrebbe potuto dare ragione?

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Posted in Anti-Fem/Machism, Disertori, Omicidi sociali, Pensatoio, Storie violente.


Quando non si può dire la verità – riflessioni sul rogo della Continassa

E’ da sabato sera che ne parliamo fra noi, che scriviamo sms ai compagni, alle compagne, ai genitori, incapaci di stare ferme di fronte ad un fatto tanto orribile, tanto schifoso, tanto significativo dei nostri tempi.

Ecco cosa succede quando non si può dire la verità, quando la morale ossessiona le famiglie sulla verginità delle figlie, tanto da obbligarle a frequenti visite ginecologiche per accertarne l’integrità.
Eppure la violenza è antecedente ai fatti accaduti, è già nata nella norma, morale o moralista che sia, per cui le donne devono essere perbene e, soprattutto, non devono avere una sessualità al di fuori dei sacramenti.


Ecco allora che lo stereotipo razzista prende forma, nel diverso, poco lontano: “se dirò che è stato un rom a violentarmi tutti ci crederanno, senza fare troppe domande”. E infatti nessuno chiederà delle prove “certe” che testimonino che la violenza sia avvenuta, come invece nel caso di Adama.

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Posted in Anticlero/Antifa, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, Scritti critici.


Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le persone sex worker – Torino

Da Porno:

In occasione della Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le persone sex worker a pochi giorni dalle iniziative in UK e in Francia anche a Torino presso il circolo Maurice si svolgerà una serata a tema con proiezioni, testimonianze e discussione.

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Posted in Anticlero/Antifa, Iniziative, Omicidi sociali.