Skip to content


Sangue e sperma: lo stupro è un omicidio!

Ferita e sangue. Freddo e abbandono. 20 anni, la sua età. Era uscita per ballare e divertirsi. L’hanno trovata nuda, insanguinata, al gelo. Sarebbe morta assiderata, così ha detto il padrone del locale che l’ha vista. Gravissime le sue condizioni. Un militare di stanza in quel posto aveva sangue dappertutto. Bloccato ha detto che era stato un rapporto consensuale. Poi i militari fermati, italiani, sono diventati tre giacché sul corpo della ragazza sono state trovate tracce di una tortura a più mani o a più peni.

Continued…

Posted in Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio.


L’autodifesa non è “giustizia fai da te”

Leggo questa notizia e sembra uno dei tanti, troppi articoli che descrivono i femminicidi che ogni giorno contiamo. Sempre la stessa narrazione, la polizia, i vicini che sapevano dei litigi e delle violenza ma hanno preferito tacere, tra moglie e marito non mettere il dito! Lei che si è avvicinata alla tragedia senza mai denunciare, i panni sporchi si lavano in casa!

Solo che questa volta l’epilogo è diverso: questa volta è stata Fiorella a prendere il coltello e a pugnalare il marito.

Non possiamo credere che farsi giustizia da sole sia la soluzione a cui le donne arrivino di fronte all’indifferenza, l’ipocrisia e la violenza con cui la società respinge e nega la violenza sulle donne.

Non è questo quello che vogliamo, che le donne debbano affrontare il maltrattamento da sole, decidendo che l’unica soluzione è sbarazzarsi dell’uomo che le insulta, picchia e stupra, con un coltello in mano.

La violenza non deve trasformarsi in un tunnel senza uscita, in un incubo di cui non vedi e non sai vedere la fine. I centri antiviolenza sono pochi, nemmeno il governo ha saputo rispondere alla commissione ONU che si occupa della violenza contro le donne, alla semplice domanda di quante strutture di accoglienza, case rifugio, case di fuga ci siano in Italia. Intanto vengono tagliati i fondi, smantellando di fatto queste strutture che fanno i salti mortali per sopravvivere nel mezzo del discredito di una campagna maschilista che vorrebbe trasformare la violenza sulle donne da parte del partner in semplici litigi da risolvere con una mediazione, mentre le donne muoiono o, come in questo caso tremendo, prendono un coltello e cercano la via di uscita nell’unico modo che riescono a immaginarsi. Da sole, senza un sostegno, dopo anni di soprusi tra chi sapeva ma preferiva tacere.

Continued…

Posted in Corpi, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.


Da Firenze il No alla Pas (presunta sindrome di alienazione genitoriale)

Ieri a Firenze si è svolto un riuscitissimo convegno sulla Pas, presunta sindrome di alienazione genitoriale, e salvo qualche assenza dovuta a corse treno saltate causa cattivissime condizioni climatiche, poi sono arrivati puntuali tanti NO dalla comunità scientifica che hanno detto ad avvocati che esigevano di una medicalizzazione dei conflitti relazionali in forma autoritaria, giacché non sanno sbrogliarla diversamente, che la Pas NON E’ una malattia e dunque non può essere soggetta a nessuna terapia (detta “della minaccia”) specie se la terapia viene obbligata per sentenza di un giudice. Ma di ogni intervento e di com’è andata la giornata vi parleremo con un nostro accurato e approfondito report molto presto. Intanto eccovi lo scritto dal blog di Roberta Lerici. Buona lettura!

PAS, CONVEGNO A FIRENZE: BIGENITORIALITA’ NON DEVE LEDERE IL MINORE

Di Roberta Lerici

Sabato 11 febbraio si è svolto a Firenze, presso la sede dell’Ordine dei Medici, il convegno organizzato dal Movimento per l’Infanzia, dalla dott.ssa Serenella Pignotti medico pediatra del Meyer e dal Comitato di Bioetica e con il patrocinio della Regione Toscana, ” PAS, La “presunta” sindrome di alienazione parentale”. Fra i tanti interventi di cui renderemo conto in seguito, mi preme sottolineare il contenuto dell’intervento dell’assessore al welfare Salvatore Allocca, il quale ha parlato di un problema da me molto spesso trattato, ovvero l’affido dei figli nelle separazioni conflittuali.

Tutti noi, infatti, riteniamo fondamentale per un bambino avere due genitori, ma quando vediamo affidare i figli a uomini che hanno già procedimenti penali per violenze, maltrattamenti o stalking sulla ex moglie, allora pensiamo che il principio di bigenitorialità venga interpretato come diritto del genitore ad avere comunque un figlio, anche se questo potrebbe mettere a rischio il minore.E’ di oggi la sentenza di assoluzione di tre educatori che non interruppero gli incontri tra un padre e suo figlio, nonostante la ex moglie avesse già denunciato ai carabinieri l’uomo per violenze. In uno di questi incontri nei locali di un centro collegato ai servizi sociali di San Donato (Mi), l’uomo uccise il bambino e poi si suicidò.

Continued…

Posted in Misoginie, Omicidi sociali, Pas, R-esistenze.