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Stupro di Pizzoli: non c’è niente di consensuale!

http://www.youtube.com/watch?v=d5CrVrUNY-k

Questo è parte del servizio andato in onda a Chi l’ha Visto a proposito dello stupro e del tentato omicidio di Pizzoli. Brava la redazione del programma che si è stancata di vedere la ragazza infangata da tante bugie dopo che la questione è diventata di pubblico dominio e all’avvocato difensore del ragazzo accusato è stato dato spazio ovunque fino a fare violare la privacy della vittima.

Quello che viene detto in questo programma è ribadito dalla decisione del tribunale del riesame e il Gip che confermano la violenza sessuale e il tentato omicidio. E come dice il medico intervistato nel video il tentato omicidio non è relativo solo al fatto che la ragazza è stata lasciata a terra sanguinante e al freddo ma anche per il fatto che è stata penetrata da uno strumento metallico di 40 cm a punta che le ha lacerato gli organi genitali e l’intestino.

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Posted in Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio, Vedere.


Corriere.it: cronache dal medioevo!

E’ uno dei tanti quotidiani fermi all’epoca passata e ci affligge l’anima sovente con le ricerche scientifiche riportate per differenziare i ruoli tra maschi e femmine e poi con i servizi sulla mascolinità in versione anacronistica e poi affida alla penna di uomini datati il dileggio sulle donne che lottano in altre direzioni e alcune donne che scrivono sulle cosiddette pagine femminili del quotidiano online pare che scrivano sotto dettatura. Non è così, naturalmente. Sono reazionarie senza bisogno di attribuzione di paternità dell’opera a nessuno.

In questi giorni ci ha deliziato con alcune note fondamentali d’attualità. C’è la vicenda della barista bona che il Corriere segue passo passo, ché deve aver inviato un reporter che la segue a tutte le ore perchè da giorni arrivano aggiornamenti sulla vicenda e l’ultima storia è relativa ad uno scenario da bocca di rosa con tanto di mamme armate coi forconi che al solito pare siano più timorose nei confronti delle zoccole che gravitano attorno ai loro pupilli che ai danni che i pupilli stessi possono fare. Si riferisce perfino di lamentele al sindaco e non si capisce se il corriere ci è o ci fa perché se si volesse dirla tutta bisognerebbe andare a fare il giro per i pub di ogni città per capire che se non ti vesti con le cosce al vento, in minigonna, o con divise sexy e se non hai una immagine adeguata neppure ti assumono. E questo lo so perché le mie divise da cameriera fatta per arrotondare le ho ancora nell’armadio.

Poi c’è la vicenda di Gentilini, quello che voleva sparare agli immigrati, degno esponente di un luogo in cui imperversano odio razzista e ipocrisie cielline, ed è lui che castrerebbe chimicamente volentieri un musulmano o un rom se gli capitasse a tiro, vedendo in essi degli stupratori innati e invece se una donna denuncia una molestia sminuisce e parla solo di “una palpatina”. Perché razzismo e sessismo vanno di pari passo e noi aspettiamo di sapere se beccano un caproespiatorio di un’altra etnia da accusare per questa vicenda e vogliamo vedere cosa dirà Gentilini in quel caso.

Infine c’è un articolo per cui il Corriere ha scomodato perfino un “inviato”. Un servizio di fondamentale importanza che parla di una giunta fatta da donne e di una polemica che nasce dal fatto che la giunta avrebbe nominato un parente di una del gruppo come consulente. Ovviamente la questione poteva essere trattata in modo più morboso e allora eccolo lì il Corriere ad approfittarne per buttare un po’ di fango sulle donne.

Frasi comeSe non è il gentil sesso a tenere le redini di un paese” o “è andata finire che la giunta rosa ha chiesto appoggio a un maschio, con tanti saluti all’orgoglio femminile e all’esperimento di una comunità affidata solo all’altra metà del cielo” ovvero per il “giornalista” codesto sarebbe un esperimento andato a male. Dove l’ha letto o chi glielo ha comunicato non si capisce. Tutto pur di parlare dei fallimenti delle donne e per ribadire che senza un pene nei dintorni non sarebbero in grado di concludere nulla.

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Posted in Critica femminista, Misoginie, Pensatoio.


#45 – Le donne muoiono ammazzate? Son troppo poche, disse un tale!

E siamo a #45 (per il 2012) con la donna alla quale poche ore fa il marito ha sparato in testa. A commento riportiamo un post scritto dalla nostra amica MenoePausa. Buona lettura!

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Una mia amica dice che parlando di donne ammazzate ha ricevuto un commento favoloso. Un tale le diceva che 150 donne circa morte all’anno su 30 milioni sono poche dopotutto e che non se ne può più di questo smaronamento di coglioni di lamentele contro la violenza sulle donne.

Ma infatti, dico io, e sono seria, bisognerebbe sterminarne di più, davvero. Arrivare tipo a 50 mila all’anno per poterne parlare, ché sarà mica un caso se l’Onu ha detto che in Italia già è femminicidio e che non se ne può più di sentire di una femmina ammazzata perchè vuole essere libera. Di dire no, di andarsene, di lasciare quello che la picchiava, molestava, maltrattava.

Ma invece no, per quel tale sono poche e ci scommetto che è uno di quei ragionieri che passano di blog in blog a dire che le cifre delle donne violentate sono meno e poi gioca al ribasso e sminuisce e banalizza e che vuoi che sia un femminicidio ogni due giorni e poi uno stupro ogni momento e stalking mille volte al dì e calci in bocca e urla e figli che subiscono tutto quello che vedono infliggere alla loro madre.

E’ poca cosa, si, solo vittime collaterali in una guerra che gli uomini portano avanti per garantirsi ancora la sottomissione delle donne.

Mi raccomando, via, ammazzatene ancora per soddisfare la volontà di questi ragionieri della morte altrui. Poi chiedetegli se anche fosse una vita sola come fanno a guardarsi allo specchio dopo aver passato il tempo a banalizzare.

Con tutto il rispetto per i ragionieri ma la banalità del male del nazismo era fatta da quelli che contavano i corpi morti ai campi di concentramento e in fondo, certo, si, non erano mai abbastanza, tanti quanti ne avrebbero voluti. E una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici…

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Posted in Misoginie, Omicidi sociali.