No, vabbè. Smettiamola di fare finta di dispiacerci. C’è questa bomba che deflagra e fa cadaveri, uno dietro l’altro, ed è puro terrorismo. Arriva quella busta che pretende il saldo dei tuoi debiti, e zac, la ditta si prepara con un paracadute ad aggancio rapido o con un telo sotto l’edificio. La busta la consegna un vigile del fuoco perché per prima cosa tu vorresti tentare di bruciare ogni tuo bene.
Ma di che stiamo parlando? Articoli su articoli, toni pietosi e tutto, vedove inconsolabili, morti alla stessa stregua di feticci per i ricconi che sulla morte altrui capitalizzano altro guadagno, e questi che si ammazzano per non ammettere oltre il loro niente, abituati a lavorare e a sperare o a non fare niente, forse, e a posticipare, e tutti fanno finta di curarsene, ché è un dettaglio da non sottovalutare, mentre in realtà ti frega il giusto, perché è una società di individualisti, dove il più sano c’ha la rogna e dove si usa la televisione per farti l’anestesia locale.
Ci vuole anche un po’ di senso della misura nelle cose. Facciamo a dirla seriamente: di questi che si suicidano non ce ne frega un cazzo. Leggiamo sul giornale quella storia, diciamo “ah bhé” e poi andiamo al cesso per farci la cagata mattutina. Tutti a pararsi l’anima nella speranza che domani non succeda, tu non riceva niente, ché siamo un popolo di latitanti e ricercati da finanza ed esattori.

