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Vuoi suicidarti? E non sporcare e non fare rumore!

No, vabbè. Smettiamola di fare finta di dispiacerci. C’è questa bomba che deflagra e fa cadaveri, uno dietro l’altro, ed è puro terrorismo. Arriva quella busta che pretende il saldo dei tuoi debiti, e zac, la ditta si prepara con un paracadute ad aggancio rapido o con un telo sotto l’edificio. La busta la consegna un vigile del fuoco perché per prima cosa tu vorresti tentare di bruciare ogni tuo bene.

Ma di che stiamo parlando? Articoli su articoli, toni pietosi e tutto, vedove inconsolabili, morti alla stessa stregua di feticci per i ricconi che sulla morte altrui capitalizzano altro guadagno, e questi che si ammazzano per non ammettere oltre il loro niente, abituati a lavorare e a sperare o a non fare niente, forse, e a posticipare, e tutti fanno finta di curarsene, ché è un dettaglio da non sottovalutare, mentre in realtà ti frega il giusto, perché è una società di individualisti, dove il più sano c’ha la rogna e dove si usa la televisione per farti l’anestesia locale.

Ci vuole anche un po’ di senso della misura nelle cose. Facciamo a dirla seriamente: di questi che si suicidano non ce ne frega un cazzo. Leggiamo sul giornale quella storia, diciamo “ah bhé” e poi andiamo al cesso per farci la cagata mattutina. Tutti a pararsi l’anima nella speranza che domani non succeda, tu non riceva niente, ché siamo un popolo di latitanti e ricercati da finanza ed esattori.

Continued…

Posted in Narrazioni: Assaggi, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze.


Buon compleanno 194: i #prolife vogliono “più bimbi italiani”!

Un dettaglio di un articolo che annuncia una cosa della quale abbiamo parlato approfonditamente QUI. Foto ricordo e splendido squarcio della #marciaprolife.

Lo striscione dice “Più bimbi italiani”. Non sono loro ad essere un po’ così (fate voi). Siamo noi che certamente ci sbagliamo.

Dunque, riepilogando: Più figli italiani? Quindi quelli delle altre nazionalità non li vogliamo?

Buon compleanno 194!

Perché noi, il prezzemolo, vogliamo usarlo solo per cucinare.

In basso il ritaglio screen nella sua magnifica interezza:

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali.


Divorzi, suicidi e disoccupazione: paternalismi statistici ed ecclesiastici!

Due notizie. Sono strettamente connesse alla questione economica, a suicidi, gestione del welfare, riforme del lavoro, flessibilità.

L’Istat denuncia  – così come è emerso dall’ultimo censimento – il fatto che a risentire maggiormente della disoccupazione siano donne e giovani, il sud piange lacrime più amare. Nulla di nuovo. Rispetto ad altri paesi europei le coppie in cui le donne non percepiscono alcun reddito si contano per il 33,7%. Di queste l’Istat racconta una situazione anacronistica:

Nelle coppie in cui la donna non lavora (30% del totale) è più alta la frequenza dei casi in cui lei non ha accesso al conto corrente (47,1% contro il 28,6% degli uomini); non è libera di spendere per sé stessa (28,3%), non condivide le decisioni importanti con il partner (circa il 20%); non è titolare dell’abitazione di proprietà”. Inoltre le moglie separate o divorziate sono più esposte al rischio di povertà a fronte dei mariti nella stessa situazione: 24% contro 15,3%.

Se a questo sommiamo il fatto che esiste uno stato di precarietà diffusa e oggettiva che permea tutta la società e che riduce, e non di poco, la possibilità di fruire di quella che per il ministero al welfare pretende sia l’ammortizzatore sociale in assoluto, ovvero la famiglia, troviamo che la ricaduta dello stato di disoccupazione e di precarietà di tutta una serie di soggetti coinvolga un po’ tutti, siano essi genitori, padri, madri, mariti, ex mariti.

Il disegno è abbastanza chiaro: si risolve la crisi lasciando in casa le donne destinate ai lavori di cura e attribuendo diritti retributivi e tutto il carico di mantenimento agli uomini. E questo dato si estende alle fasi successive il matrimonio con tutto ciò che ne consegue.

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà.