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La verità sullo stupro

Dalla bella community di ZNetItaly (grazie!) ci segnalano questo pezzo che condividiamo. Buona lettura!

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di Laurie Penny – 26 agosto 2012 (tradotto da Fabio Sallustro)

Questa settimana si sono messi tutti a discutere di violenza sessuale e del suo significato.
Seguendo il caso Assange, ascoltandolo mentre declamava il suo discorso alla Evita dal balcone dell’ambasciata ecuadoregna, dibattendo con uomini e donne sulla rete, ho avuto modo di sentirmi dire da persone più che degne, e di ogni schieramento politico, che le donne che hanno accusato il fondatore di Wikileaks di abusi sessuali stavano mentendo, erano state ingannate, facevano da “specchietto per le allodole” oppure (e questo l’ho sentito sempre più spesso) quanto la loro definizione di stupro fosse imprecisa.

Continued…

Posted in Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.


Cos’è FaS e un’altra opinione sulla vignetta di Vauro

Amore mie e amori miei. Sovente viene scritto a commento di post in questo blog qualcosa tipo “sono sempre stata d’accordo sulla posizione di FaS ma questa volta no” oppure “se FaS la pensa così allora mi avete deluso” e cose di questo genere. Ora va chiarito che FaS non è una entità monolitica, omogenea e con una “linea”, non è un bollettino di decisioni del “partito”. Dietro FaS ci sono mille anime che segnalano spunti, sollecitazioni, producono materiale e lo stesso collettivo di FaS, fatto da uomini e donne, non ha una posizione precisa su un sacco di cose. Uniti/e dall’antisessismo, antifascismo, antirazzismo, antispecismo, ciascun@ interessat@ a seguire un filone di ricerca differente, talvolta coincidente ma qualche volta no, poi decliniamo in una costante dialettica interna ed esterna le mille versioni di ciò che pensiamo. E a noi va bene così. Perché non dobbiamo essere d’accordo su tutto né ci preoccupa il fatto che il mondo abbia bisogno di schematizzare e vedere dietro FaS un corpo compatto in cui non si lascia la libertà di vivere posizioni individuali.

Scriviamolo una volta per tutte: FaS non ha una posizione. I post che leggete sono di chi li firma e se li firmiamo insieme vedrete la firma del Collettivo e non di una singola persona. Le posizioni delle singole e dei singoli vengono anche certamente discusse, per consentire una crescita collettiva e perché lo sforzo di comprensione delle differenze avviene innanzitutto tra noi prima che con il resto del mondo, ma non esiste alcun conflitto e – cosa più importante – c’è un grandissimo rispetto le une nei confronti delle posizioni delle e degli altri dove invece all’esterno vediamo, con dispiacere, che basta manifestare una opinione differente per toglierti il saluto o per prenderla sul personale.

Questo è sempre stato Femminismo a Sud e questo continuerà ad essere perché chi ne fa parte è stuf@ e arcistuf@ delle modalità univoche, le soluzioni castranti, i voti a maggioranza, i verticismi e le gerarchie, i metodi del consenso che in realtà sono un mezzo di ostruzionismo per censurare chi non la pensa come te e per appiattire le opinioni in un unico magma che non consiste, che è compromissorio, che non ha la stessa forza di un coro di voci autentiche, infinitamente oneste, l’una con l’altra, che non devono mai preoccuparsi di rappresentare nessun@ fuorché se stessi. E’ questo insieme di voci differenti che fa di Femminismo a Sud una cosa così ricca e dunque siccome le differenze sono ricchezze, l’opinione di ciascun@ di noi ha lo stesso valore e dato che noi non abbiamo alcun problema a discutere di ogni cosa senza sentirci privati di nulla, ora riporto qui, sulla faccenda di Vauro, l’opinione di Elisabetta, che è un altro pezzo del nostro collettivo e che sulla faccenda non la pensa come me.

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Posted in Comunicazione, Critica femminista, Pensatoio, Sessismo.


Vauro si vergogni: ha dato della “Fornero” alle squillo!

Trovo molto interessante il pezzo che scrive Loredana Lipperini riassumendo la situazione economica e piena di difficoltà delle persone disoccupate. Lei sottolinea il dato che riguarda le donne, ancorché madri (e la mamma, dice un’autrice americana, non è un mestiere per donne…), che rinunciano proprio alla possibilità di cercare un lavoro e dunque spariscono per effetto conseguente dalla lista delle disoccupate. E introduce così, Loredana, perché è quello il dato serio che va tenuto in considerazione quando si parla eventualmente di danno realizzato nel confronti delle donne. Un danno reale, enorme, che dipende sostanzialmente dall’organizzazione di un welfare che ricaccia le donne a casa, consegna tutto il peso del mantenimento agli uomini che dicono in ogni modo che così non va bene e tale danno dipende dalle decisioni incredibilmente negative di questo Governo e della Ministra Fornero.

A margine nel pezzo della Lipperini si parla della vignetta di Vauro. E fa bene a parlarne di striscio e a parlarne in quel modo.

Fornero: già in altre occasioni ha scansato le critiche esibendo il proprio genere. Stavolta accorrono in tante a legittimare il suo vittimismo perché è sempre meglio dire che sarebbe dannoso per le donne  includerle in una vignetta che può piacere o meno ma sempre satira è invece che dire che c’è un ministro donna che alle donne sta facendo il pelo e il contropelo riducendole, loro assieme a tutti gli altri, in condizioni di estrema povertà.

E’ comodo fare cose in difesa del capitale, dire che “il lavoro non è un diritto“, a quel paese la lotta di classe, mentre la povera gente viene massacrata nelle piazze da cordoni di forze dell’ordine pagate per fare quello sporco lavoro, e poi rivendicare l’appartenenza ad un genere, invocare il martirio per captare benevolenza e usare il dogma autoassolutivo delle donne sempre buone e migliori per urlare al vignettista aggressore.

La satira. Ricordo la polemica feroce sulla Ministronza di Alessio Spataro (che tra l’altro dedica un commento a questa faccenda). Aveva osato inserire nientemeno che scene di sesso dedicate ad una ministra. Brutta la critica e ridicolo il sostegno solidale bipartisan all’offesissima ministra.

La vignetta di Vauro? La prima cosa che ho pensato, da persona molto sensibile al sessismo, è che sono estremamente solidale con le squillo. Veramente offensivo paragonarle ad una ministra che diffonde pacchetti e riforme illiberali e tagli economici come fossero caramelle. Cos’ha di brutto la vignetta? Spoglia forse la ministra dell’aura di donna perbene che le hanno costruito addosso le sue simpatizzanti? Ricordate quando le Snoq usavano la ministra Fornero per farla diventare una icona in opposizione ad altre donne “permale” che diventano ministre senza averci il mandato della Bce?

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Posted in Comunicazione, Critica femminista, Pensatoio, Precarietà, Satira, Sessismo.