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Fika: la parola impronunciabile

 

Ieri nella sua rubrica sull’Espresso Roberto Saviano scrive: “Pussy Riot è un nome lezioso e che ispira tenerezza. ‘La rivolta delle gattine’ è il nome di un collettivo russo femminista, politicamente impegnato che agisce sotto rigoroso anonimato”. 

Continued…

Posted in Anti-Fem/Machism, Critica femminista.


Riflessioni su chirurgia estetica, esibizionismo e vecchiaia

Nella nostra mailing list si è discusso di chirurgia estetica, esibizionismo e vecchiaia. Condividiamo con voi quanto emerso sperando di ampliare con voi la discussione. Buona Lettura!!!

Viviana scrive:

Ho da poco guardato questo documentario e sento la necessità di aprire una discussione su questo argomento: la chirurgia estetica.

Nell’intervista al regista, che potete leggere sempre nel link che vi ho postato, gli viene chiesto un giudizio sulle protagoniste del documentario e in generale sulla chirurgia estetica e questa è la sua risposta:

“Personalmente ho sempre pensato che la chirurgia sia un modo per risolvere problemi fisici che diventano elemento di insoddisfazione. In tutti i nostri personaggi, ha risolto qualcosa che le faceva vivere male. Certo, sotto alcuni aspetti queste donne sono vittime dei 30 anni di berlusconismo, dei modelli femminili cui sono state esposte per tanti anni e a cui sono rimaste attaccate. Me nel complesso le trovo donne fantastiche, vive, a confronto di loro coetanee che se ne stanno a casa da sole, rassegnate e imbacuccate. Sono donne che inseguono ancora un sogno che hanno dalla giovinezza, e la chirurgia ai loro occhi è lo strumento per continuare a inseguirlo.”

Una risposta political corret, oserei dire. C’è la spiegazione socio-culturale ma anche quella psicologica e poi si finisce con il definirle migliori di chi sta a casa sola e imbacuccata. A me però la diplomazia non interessa e vorrei tanto sapere cosa voi ne pensate di tutto questo.

Personalmente non considero la chirurgia estetica un male ma neanche la risoluzione a tutti i problemi. Penso sia un mezzo che se usato bene può migliorare la vita delle persone. Penso per esempio a quanto giovamento possono trarne i/le trans, anche se, anche in questo caso, il come modificarsi spesso sembra essere determinato dalla cultura imperante. Ed è forse su questo che penso bisogni interrogarsi. Io non so se in un mondo migliore, dove si verrebbe accettati per quello che si è, non esisterebbero persone con la voglia di modificarsi…  credo che questa volontà sia un po’ insita in ognuno di noi, anche se a livelli diversi (il trucco e i vestiti, anche se non sono invasivi e permanenti, comunque ci trasformano e orientano il modo in cui gli altr@ ci guardano). Badate che non sto paragonando le sue cose, ma sto cercando di trovarvi un filo conduttore, perché se siamo arrivati all’era della chirurgia estetica da qualche parte si sarà pur iniziato. Nel documentario tre temi si ripetono in modo quasi ossessivo:

La contrapposizione tra il fuori e il dentro. Questo ripetere, ma diciamolo, dimostrare che pur essendo persone rifatte non si è vuoti o superficiali. Il binomio bello/rifatto-stupido/vuoto mi sembra un’assurdità, come tutte le altre dicotomie, ma se c’è bisogno di un intero documentario per sfatarlo o rafforzarlo (questo dipende dalle considerazioni di ciascun@) vuol dire che è molto diffuso e ben consolidato. E questo a me fa tanta tristezza, perché mai vorrei dover dimostrare di esser “pure intelligente” perché ad esempio ho ricorso ad un intervento che mi ha migliorato il naso.

Continued…

Posted in Corpi, Pensatoio.


#NoTav: violenza sulle donne e violenza sulla terra

Posted in Comunicazione, Ecofemminismo, Fem/Activism, Iniziative, R-esistenze.

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