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#NoTav: Francesca libera! Liber* tutt*

Condividiamo il comunicato del Laboratorio Sguardi Sui Generis in merito alla repressione che continua ad abbattersi su chi lotta contro la speculazione e l’assurdo progetto che l’alta velocità rappresenta in Val di Susa.

Questa mattina all’alba è scoppiata l’ennesima operazione di intimidazione e repressione nei confronti di quanti, da tempo, s’impegnano nella battaglia notav. 17 persone colpite personalmente da provvedimenti giudiziari. Migliaia di uomini e donne sottoposte all’ennesimo affronto, all’ennesima aggressione e violenza. Altrettanti e altrettante danneggiati/e – forse senza neppure rendersene davvero conto – dal consolidarsi di una pratica diffusa di amministrazione giudiziaria e poliziesca delle questioni politiche.
Continued…

Posted in AntiAutoritarismi, Comunicazione, Ecofemminismo, R-esistenze.

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Femminismo a parole

Dal mio nuovo blog [Abbatto i Muri] dove troverete le mie storie e i miei pensieri liberi assieme ai mille progetti di cui continuerò ad occuparmi. Per commentare, se volete, venite di là. Buona lettura.

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Una donna siciliana, adulta, molto adulta, assiste il figlio disabile, si occupa della casa, cucina puntuale per far trovare pronto a suo marito, trova un buco nella giornata per farsi uno shampoo, corre dal medico per farsi prescrivere i farmaci per il figlio, poi passa in bottega e perde dueminutidue di tempo per consolidare l’unica relazione sociale che le resta nel quartiere, quella consentita dagli impegni familiari. Così prende il pane e a casa c’è il marito che le chiede “dove sei stata tutto questo tempo? tuo figlio ha bisogno di essere cambiato…” e c’è quella creatura, anagraficamente adulta ma totalmente dipendente che è mortificato perché puzza ed è sdraiato sulle sue feci. Questo è un pezzo di vita possibile di una donna che conosco bene.

Quando mi trovo di fronte a lei guardo a me stessa in tutta la mia inadeguatezza. Posso fare tutti i bei discorsi femministi che voglio, partecipare ai cortei e alle conferenze, stare a discutere per giorni e giorni di welfare e di ruoli di cura condivisi tra i sessi, ma tutto mi porta a sbattere il muso su quella realtà.

Se anche io andassi da lei a dirle “vedi, è da cambiare il welfare, tuo marito dovrebbe tirare su il culo e darti una mano e poi lo Stato dovrebbe aiutarti perché non è possibile che tu faccia tutto questo, lo fai gratis, se sei stanca e ti incazzi ti fanno pure sentire in colpa perché ti dicono che se ami tuo figlio devi fare così, e non è possibile che tu non abbia sogni, bisogni, momenti tuoi e che per averne debba inventarti mille scuse, la spesa, perfino la messa per te diventa un alibi per respirare…“.

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Posted in Affetti liberi, AntiAutoritarismi, Critica femminista, Storie di dipendenze.


Antifascismo è Antispecismo?

Dopo aver letto l’articolo di Barbara X pubblicato su FaS, ho sentito la necessità di esprimere alcune riflessioni in merito.

Di seguito riporto, perciò, le parti che più mi hanno colpito – e in calce i miei commenti.

Quel sabato, finalmente, si è deciso di dare un segnale forte e di carattere politico a tutti i partecipanti: si è cercato di far capir loro, tramite una presenza abbastanza compatta di antifasciste e antifascisti, che tutti i soggetti interessati alla battaglia antispecista che abbracciano pseudoideologie di destra (più o meno estrema) non sono e non saranno mai i benvenuti a manifestazioni per la liberazione animale.

Penso sia fondamentale riaffermare che l’antispecismo non può essere ‘di destra’, per i motivi già pubblicati da Feminoska qui.
Detto questo non v’è dubbio che la destra possa essere ‘interessata’ alla battaglia antispecista, così come a tutti quegli argomenti e movimenti sociali di cui vede la possibilità di appropriarsi. O magari è semplicemente interessata alla lotta animalista (che tocca il cuore di tanti “indifferenti”) e della lotta antispecista se ne frega (e c’è da dire che spesso neanche molti di coloro che si dichiarano antispecisti sanno cosa questa parola significhi veramente).

Mi fa già strano pensare che finalmente l’antifascismo abbia deciso di dare un segnale forte e di carattere politico ai partecipanti alla manifestazione: scriverla in questo modo dà l’idea che fino ad oggi le manifestazioni antispeciste non siano state di interesse di quegli antifascisti accorsi al corteo per contrastarne la deriva di destra . Dico sembra, ma in realtà ho paura che sia proprio così. A mio avviso un corteo antispecista dovrebbe essere intrinsecamente composto da partecipanti antispecisti, e quindi antifascisti, invece di vedere la partecipazione di ‘realtà esterne’ a ribadirne i contenuti essenziali.

Mi sembra logico concludere, quindi, che al corteo antispecista la maggior parte delle persone non fosse antispecista, ma fosse lì per altri motivi. La cosa è sicuramente grave, ma non penso che la responsabilità sia solo degli antispecisti che il corteo l’hanno organizzato, ma piuttosto degli antifascisti in generale, che se ne fregano altamente della lotta antispecista e che quindi se ne sono fregati di questo corteo (come di quelli precedenti).

Tutti gli antifascisti se ne fregano dell’antispecismo? No, e io sono uno di quelli, ma sicuramente la maggior parte sì. E’ un dato di fatto e non ha senso fare finta di nulla. Se a Correzzana c’erano, per sparare dei numeri a caso, solo 200 antispecisti su 4000 partecipanti al corteo, la responsabilità non è di quei 200 presenti, ma delle migliaia di antifascisti che pensano che non abbia senso appoggiare ed abbracciare la lotta antispecista. E sono convinto che senza ricadere in dinamiche autoritarie, se non in risse belle e buone, 200 antispecisti non abbiano grandi opportunità di ribadire la connotazione antispecista del corteo se agli altri 3800 gli frega solo del benessere degli animali non-umani, in un’ottica esclusivamente zoofila.

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