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#NoTav: bacia la divisa e sarai in prima pagina!

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da Abbatto i Muri:

C’è una cromolitografia che racconta la guerra russo/giapponese in cui vedi una donna, bella, giovane, alle cui spalle sta un angelo, con un ramo fogliato in mano, vestita in maniera regale, che rappresenta la Russia in tutta la sua soave angelicità mentre combatte contro un Giappone descritto come un diavolo, maschio, mostruoso, con le corna, denti aguzzi, “bestiale”, in senso anche specista.

cromolitografiaNon meno propagandistica è la figura della Statua della Libertà, che rappresenta una donna alla quale viene assegnata per “natura” l’etichetta di giusta e dunque sempre moralmente vincente rispetto alle altre forze contro le quali gli Usa fanno guerra.

In generale, nella comunicazione così come la conosciamo, alla donna si assegna un ruolo preciso.

Quello di raffigurare utilmente regimi, giustificarne le azioni, in una totale coincidenza di obiettivi con le istituzioni, ovvero restituire giustezza alle lotte.

Perché le donne devono amare (anche il regime repressivo e se non lo amano finiscono in Siberia), devono baciare, fare figli, occuparsi di famiglie e nazioni in termini di cura e dare garanzia che qualunque cosa quelle nazioni compiano sia corretta.

26559_statua_della_liberta_new_yorkLa specifica valenza del ruolo di “femmina” decorativa, supervisora, manutentora, generatrice a garanzia della propaganda di regime viene estesa alle singole lotte in cui si impiegano le stesse strategie (vecchie) che nella comunicazione stabiliscono polarizzazioni dicotomiche (angeli vs demoni, bene contro il male) basate tutte sulla differenza biologica dei sessi fraintesi in quanto generi.

In sintesi, interpretando il presente: Repubblica, così come altri media nazionali, non è famosa per essere simpatizzante della lotta NoTav. Anzi. E’ sempre pronta a tessere una narrazione “tossica” che faccia apparire i NoTav brutti e cattivi e anche a raccontare la stranezza di comportamento di quelle donne militanti che oggi scopri in piazza con un fumogeno rosa e domani a tagliare le reti in Val Susa.

manifestonazistagPiù di una volta Repubblica e altre testate giornalistiche (vedi il PinkWashing di Grazia) hanno usato le donne per fare passare un preciso messaggio e hanno fatto la distinzione tra donne buone e cattive, stigmatizzando il comportamento delle bricconcelle che non fanno le femmine di piazza, non spazzano, non ripuliscono al passaggio dei manifestanti disordinati, non si prestano al marketing istituzionale, e poi non spruzzano amore da tutti i pori e in tutte le direzioni.

Reincastrare le persone in ruoli di genere distinti è uno dei trucchi della propaganda di guerra. La donna sarebbe pace, amore, armonia e bellezza. L’utilizzo della foto del bacio al casco del poliziotto in tenuta antisommossa,  malgrado le intenzioni dichiarate dalla baciatrice, rientra in questo quadro.

tumblr_moqktbdolT1qay8z1o1_1280Quella foto divide manifestanti buoni da quelli cattivi e se qualcuno avesse qualche dubbio basta leggere quello che Repubblica scrive per commentarla, eleggendo a simbolo della protesta, a brand, una immagine che ottiene così l’effetto di svuotare la lotta di contenuto, ridicolizzare il conflitto, colpevolizzare chi non lo rimuove, il tutto inserito in una bella pagina in cui vedi due modelle che pubblicizzano la collezione autunno/inverno di non so cosa.

Usate, ancora una volta, usati tutti, per dare una lezione morale e delegittimare chi non ha alcuna voglia di baciare chi si presenta imbacuccato a dettare i limiti del dissenso e a far la guerra. Usati, per vendere meglio la giustezza della repressione, quando c’è e ci sarà.

Ci sono manifestanti giusti e manifestanti sbagliati. Donne giuste e donne sbagliate. Capito qual è la morale?

Ps: la prossima volta vorrei vedere un uomo con la barba che bacia uno in tenuta antisommossa. Sarà denunciato per oltraggio all’etero/normatività?

Update: la ragazza del bacio spiega, ricordando Marta, che si trattava di sfottò. Da protagonista della possibile foto dell’anno leggete come Repubblica la ricaccia negli inferi della terribile antagonista leccatrice di visiere. 🙂

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Posted in AntiAutoritarismi, Comunicazione, Critica femminista, NoTav, Pensatoio, R-esistenze.