Skip to content


La violenza maschile contro le donne è come la mafia

http://www.youtube.com/watch?v=f__DFogTAqI

Gli uomini muoiono ma non sono le donne ad ucciderli.

Ma che pena che fanno quelli che tutti i giorni, nonostante sia chiaro a tutti che le donne sono continuamente sterminate dagli uomini, insistono parlando di maschi vittime dell’universo.

Certo che gli uomini muoiono, di incidenti sul lavoro, come le donne, di incidenti stradali, di malattie, di criminalità organizzata, di malavita. Muoiono soprattutto per mano di altri uomini ed è questo il dato in assoluto più sconvolgente: gli uomini uccidono, sparano, accoltellano, massacrano e si frantumano reciprocamente la vita per profitto, guerre, machismo, competizione a chi ce l’ha più lungo, sempre intenti a fare i pistoleri in mille round da mezzogiorno di fuoco.

Fanno pena gli uomini, maschilisti negazionisti, che ogni giorno, instancabilmente per ogni femminicidio commesso attenuano, banalizzano, spostano la discussione per nascondere, occultare, omertosi, complici, culturalmente violenti a modo loro, misogini che non lesinano parole di giustificazione nei confronti degli assassini, che trovano sempre da ridire quando si tratta di riconoscere un dato incontrovertibile: troppi uomini uccidono troppe donne.

La violenza contro le donne è maschile, è violenza di genere, di un genere contro l’altro, per sottometterlo e ridurlo in schiavitù.
Le donne muoiono perché dicono di no, perché vogliono lasciare i loro assassini, perché vogliono decidere della propria vita, perché vogliono esistere, respirare, amare senza dover rendere conto ai padri padroni che passano il tempo a mutilarle, violentarle, stuprarle, ucciderle.

Le donne muoiono perché ci sono questi poveretti che tutti i giorni sputano veleno contro le donne, inzozzando con i loro effluvi perfino i cadaveri, quelle che non ci sono più, aggiungendo una frase qui e una là “chissà cosa gli aveva fatto per portarlo a questo punto…” ed è un punto al quale arrivano a centinaia procurando veleno e morte per altrettante donne che non possono difendersi in vita e vengono maltrattate perfino da morte.

Chi sono questi maschi che proteggono altri maschi? Chi sono costoro che trovano sempre una parola buona per gli assassini e mai per le loro vittime? Chi sono questi patetici individui che passano il tempo a negare un fenomeno che non ha eguali in altre parti d’europa?

Sono mistificatori, sono il branco, quello che costruisce consenso attorno agli assassini, quello che costruisce una cultura che regala impunità a chi prende il coltello o la pistola per ammazzare la ex moglie. Sono peggiori degli assassini perché istigano senza dover mai rispondere di quello che fanno ed è per questo che oltre all’omofobia bisognerebbe parlare di donna fobia, sessismo, misoginia. Si chiama infatti femminicidio, la catena di delitti compiuti contro le donne in quanto donne.

Siamo sempre pronti, giustamente, a rilevare come offensive le frasi contro gay, lesbiche, trans. E quelle che vengono diffuse in tutto il web, per le strade, in televisione, nei quotidiani contro le donne?
Perché mai di ogni frase ingiuriosa contro le donne non dovremmo parlare? Perché mai dovremmo subire la costante istigazione allo stupro, al femminicidio, all’odio contro tutte le donne del mondo? Perché mai una cultura riesce a stigmatizzare alcuni fenomeni e riesce poi a tollerare che le donne siano sempre trattate come immondizia?

Gli uomini ammazzano le donne e le donne muoiono soprattutto per mano degli uomini. Questo è un fatto. Ed è un fatto che in termini culturali non può e non deve essere messo in dubbio. Chi lo fa è complice di femminicidio. Chi lo fa è complice di questo sterminio e ha una responsabilità pari a quella di chi impugna un coltello o una pistola.

La violenza maschile è come la mafia, un progetto di dominio, lucrativo, con l’interesse a speculare sui corpi delle donne, sul loro lavoro di cura, sulla loro schiavitù sessuale/affettiva/emotiva.

Se è stigmatizzabile chi è omertoso, complice, istigatore rispetto alla mafia lo è anche chi è omertoso, complice, istigatore rispetto alla violenza maschile.

—>>>La violenza maschile sulle donne è una emergenza umanitaria. E’ un crimine contro l’umanità.

—>>Leggi il Bollettino di Guerra, Bollettino di violenze maschili contro donne e bambini

Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.


One Response

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. Martina says

    La violenza contro donne e bambine è una delle più diffuse volazioni dei diritti umani. Inculde abusi fisici, sessuali, psicologici ed economici, non conosce confini di età, etnìa, cultura, benessere e geografia.
    Ha luogo nelle case, nelle strade, nelle scuole, nel posto di lavoro, nei centri di accoglienza per profughi, durante le guerre e le crisi.
    Si manifesta in molti modi, in molte situazioni: da quella più universale e prevalente dell’abuso domestico e sessuale, alle pratiche più inumane, abusi durante la gravidanza, i cosiddetti delitti d’onore, e altri tipi di femminicidio.

    (Da: http://www.saynotoviolence.org/)