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Del metterci la faccia e delle schedature fasciste

[Foto di Ana Mendieta da Avanguardia femminista anni ’70]

Una di noi ha scritto un post per dire quanto è incivile l’usanza di violare la privacy e di offrire al pubblico dileggio il nome di qualcun@ che non gli/le sta simpatico. Lo ha scritto per l’iniziativa discutibile a proposito dell’outing che taluni democratici individui pensano di voler imporre svelando la sessualità di parlamentari che non sono gay dichiarati. Ma questa cosa vale in generale ed è chiaro che la pensiamo in modo assai diverso rispetto a chi usa le proprie risorse e i mezzi di comunicazione, il web o uno spazio giornalistico, per realizzare una schedatura di persone che vengono giudicate brutte sporche e cattive perché non la pensano come loro.

E’ un metodo fascista. Non c’è altro da dire e qui si è parlato del merito dell’iniziativa politica che ci pare abbia suscitato una cattiva reazione persino in quegli ambienti dai quali forse ci si aspettava grande giubilo e consenso. Così non è perché antifascisti lo si è nei metodi e nelle pratiche prima che nelle tessere di partito o nei giornali con i quali si collabora.

Allora è partito un flame infinito e su vari social e anche qui da noi si sono sprecati i commenti di persone, che evidentemente d’uso reperiscono nomi da schedare per darli alla questura o agli stessi che realizzano i dossier su quelli che gli stanno sulle palle, che esigevano una firma del post, con nome e cognome e una bella faccia da mostrare, perciò vorremmo rispiegarla, per chi si fosse perso le altre tremila e cinquecento volte in cui l’abbiamo fatto, questa cosa del “metterci la faccia” sollecitata da chi usa le facce altrui con metodi mussoliniani.

La nostra faccia è tutta qui, spiaccicata sul blog e rivendichiamo ogni parola scritta, ogni iniziativa fatta, ogni opinione espressa.

La storia dell’anonimato è una stronzata perché anonimi nel web non si è mai dato che ciascuno coincide con un ip, una connessione, e mille storie tecniche che se siete amici della postale sicuramente potrete conoscere.

Gli pseudonimi riconoscibili che vengono usati in rete non sono anonimi perché sono, appunto, riconoscibili e in quanto tali sono una firma. Poi ci sono i casi delle firme collettive, com’è può essere la nostra, che ha un senso assai diverso che certa gente non può proprio capire. Significa che dai più importanza alle parole e ai contenuti che veicoli che al tuo nome, significa che non hai una concezione accademica e baronale della scrittura, significa che condividi e fai viaggiare parole e pensieri e che quelli contaminano a prescindere da te. Significa non metterci il copyright, non appropriarti di pensieri ed elaborazioni collettive e significa mille altre cose diverse che in rete si praticano da tempo e che sarebbero state notate se non ci fosse chi invece è intent@ a realizzare una schedatura di soggetti per compromettere la loro reputazione.

C’è poi una questione di autotutela. C’è che se citi un nome e un cognome su internet resta su google mille anni e allora questa cosa vale per tutti, per amici e nemici, che non serve nominarli a meno che non abbiano ammazzato qualcuno. C’è che usare le risorse tecnologiche o giornalistiche per fare corrispondere ad un nome una specie di stigma negativo, anche se non è reato, anche se è solo l’opinione di un giornalista o di una squadra di gay incazzati o di una squadra di soggetti sparsi in giro non so dove che vogliono creare una lista di proscrizione di gay che non la pensano come loro, è sbagliato. Noi la pensiamo così e non c’è da chiedere la firma di una persona in particolare, di un@ di noi ma la pensiamo tutt* così.

Dunque eccovele le nostre facce, tutte assieme, una per una, abbiamo un nick name collettivo e ci chiamiamo fikesicule, e dato che siete indagatori dell’incubo sicuramente occuperete il prossimo anno a cercare di fare corrispondere questo nick alle facce e poi le schiafferete sulla rete o su repubblica con la vostra personale divisione tra buoni e cattivi, come nella lavagna, fikasicula=cattiva, con la vostra personale visione di come va divisa l’umanità, perché la cosa brutta è rimproverare ad altri intolleranza quando la prima intolleranza arriva da chi impone i punti di vista in maniera abbastanza vigliacca, che se ne aveste voglia, e tempo, e coraggio, ci sarebbero altre cose ben più gravi e serie da svelare.

Cose che riguardano scandali italiani, gente che ci massacra e impoverisce, gente che ruba, ammazza, manganella manifestanti in piazza, fa del male al prossimo. Di quelle persone lì nessuno o quasi si occupa perché è molto più facile schedare qualcuno per le opinioni che ha e dato che il reato d’opinione non esiste e non dovrà esistere mai allora reputiamo questa cosa sbagliata.

Poi, per chiarire, questo è il nostro blog e in questo blog non passano i commenti offensivi, che insultano, noi e la nostra intelligenza, che insistono su questioni che non ci riguardano. Dunque non pretendete visibilità qui a meno che non vi sprechiate ad articolare un ragionamento che sia meno misogino.

Il resto è storia. Buona giornata!

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio.


4 Responses

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  1. cloro says

    se per la “difesa” usi gli stessi principi e gli stessi metodi di chi ti vessa, non dai nessun appiglio a pensare che il tuo agire sia “migliore moralmente” di chi vorresti sconfiggere…

  2. fikasicula says

    Difendersi? facendo quello che i nazisti hanno fatto a te? è un po’ debole come argomento. ci si difende in particolare a partire dai metodi e dalle pratiche, da una contaminazione che avviene nella sostanza senza tentare di spettacolarizzare o dare appeal a quello che i nazisti facevano per etichettarti in quanto persona “cattiva”. è sbagliato o almeno noi la pensiamo così e siccome siamo tutti adulti non vedo perché non si possa accettare il fatto che c’è chi ha proposto una iniziativa e chi invece non la approva. vi aspettavate la clack per partito preso? nessuna critica?
    quello che è significativo di questa cosa è che non solo non ha fatto discutere di omofobia ma ha spaccato sul versante opposto e questo dovrebbe far riflettere.

  3. Stefano says

    E’ vero, svelare cose/fatti altrui è una iniziativa discutibile. Ma se una persona collabora a negare i diritti di una categoria, forse la categoria ha diritto a difendersi.

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  1. Agora' di cloro » I diritti dei gay portati avanti da fascisti linked to this post on Settembre 17, 2011

    […] Insomma: per bacchettare moralmente l’ipocrisia dei politici, li si sputtana in quanto ai loro gusti sessuali e lo si fa pubblicamente, in rete o sui giornali, magari con l’apporto di pasqua che si presta volentieri (come s’è già prestato) a queste aggressioni personali  attraverso il lavoro per cui -contingentemente- è pagato. Le fonti di questo imminente sputtanamento dei politici gay, ci fa sapere Mancuso, sarebbero “… […]