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07.03.08

Sette e Otto marzo: Tra la festa il rito il silenzio, scegliamo la lotta. Iniziative in tutta l'Italia.

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I sommovimenti femministi che hanno popolato le vie di Roma il 24 novembre, nell'assemblea del 12 gennaio hanno deciso di dedicare l'otto marzo a tutte le piazze d'italia. Nel frattempo si è vissuto il 14 febbraio e poi un importante appuntamento il 23/24 febbraio per ragionare sulle strategie di lotta e sugli obiettivi comuni. Così l'otto marzo non è una banale celebrazione di una data tirata a lucido solo per dare un contentino a chi ha invece bisogno che siano garantiti diritti tutto l'anno, ma diventa un momento, una tappa di una battaglia fatta in un clima da scontro culturale e da caccia alle streghe che rende difficile qualunque confronto.

L'otto marzo è anche una giornata che cade nel bel mezzo della campagna elettorale e così ad un certo punto, quando le donne, le femministe e le lesbiche avevano già deciso che si sarebbero fatte molte iniziative territoriali e nessuna nazionale, viene diffusa la notizia di una manifestazione nazionale a roma decisa dalla triplice sindacale cgil cisl e uil che dedicheranno il palco ai loro tre segretari che (ironia/on) notoriamente si sono distinti per gesti di solidarietà nei confronti delle donne, soprattutto quando c'era da contrastare la legge trenta e quando c'era da opporsi in maniera forte alle richieste di confindustria che ci hanno ricacciato nel bel mondo del precariato e hanno supportato una politica del welfare familista che usa la famiglia e le donne nei ruoli di cura come ammortizzatori sociali (ironia/off). Su questo punto vi invito a leggere un esaustivo articolo tratto da City of good.

Il 23/24 febbraio l'assemblea delle femministe e lesbiche che si sono riunite a Roma da tutta l'Italia hanno così espresso totale disapprovazione per l'iniziativa dei sindacati e la cosa non è molto piaciuta soprattutto ad alcune membre della cgil che hanno scritto parole piene di amarezza e delusione per un atteggiamento che hanno definito "settario". 

Quello che a me piacerebbe dire in modo semplice e sereno (e che già in qualche modo è stato detto in un ragionamento altrettanto sereno) alle donne della cgil è che io ho condiviso la posizione espressa nel documento finale. 

Io ho visto le donne con gli striscioni della cgil alla manifestazione del 24 novembre. Le ho viste partecipare ad un percorso che evidentemente sapevano esistere. Aver indetto una manifestazione senza confrontarsi con quelle stesse donne con cui hanno condiviso la splendida piazza del 24 novembre non mi è sembrata una cosa corretta. Tuttavia questo metodo rivela una forte e consapevole "autonomia" decisionale che io rispetto purchè io riceva altrettanto rispetto se con altrettanta "autonomia" dichiaro di non condividere la scelta della manifestazione indetta dai sindacati e di non volervi partecipare legittimandola.

Una manifestazione per le donne senza le donne che cos'e'? Questo bisognerebbe chiedere a chi ha indetto la manifestazione, a chi l'ha decisa sulla base di un centenario che storicamente non è riconducibile ad alcuna data credibile in un momento politico che si sa bene quanto ci coinvolga.

Io credo alla buona fede di tante donne meravigliose che stanno dappertutto. Anche dentro i sindacati. Il pregiudizio resta sul metodo e sui tempi che, senza che qualcun* me ne voglia, sembrano alquanto sospetti dato che le elezioni sono alle porte.

E' stato detto che la scelta dell'assemblea del 23/24 febbraio sia causa della rottura di una alleanza. Io penso che la scelta di giudizio sulla manifestazione annunciata dai sindacati c'entra poco con lo spezzare le alleanze. C'entra invece molto di più con l'autonomia delle donne che non sono "tesserabili" ne si possono contare come voti in quota a nessuno perchè ciascuna resta libera di scegliere cosa fare e in che direzione. Per l'appunto ci autodeterminiamo.

La mia sensazione è quella che si vuole fare uso delle donne in un momento in cui tutte stiamo rivendicando la possibilità di svincolarci da ogni strumentalizzazione per poter portare avanti una battaglia i cui risultati devono interessare noi per prime e la società tutta di conseguenza.

Di questo io mi sento profondamente offesa. Ma nessuno, tantomeno chi ha indetto la manifestazione sindacale dell'otto marzo romano, credo si è preoccupato di verificare se io o altre ci sentissimo tali.

Sia chiaro che personalmente non ce l'ho con nessuna iscritta alla cgil, anzi. Semmai mi pongo il problema di come dare una mano alle donne ad aprire conflitti anche in quei luoghi. Senza tacere e senza fare mediazioni che già diventano compromesso, ma prendendo le distanze da chi mostra così visibilmente di ignorarci.

Così l'Italia è sommossa di femminismi che l'attraversano in ogni città. Da giorni la nostra agenda è stata ricchissima di appuntamenti. Si continua con manifestazioni oggi e domani. Da Palermo a Milano, da Bologna a Roma, da Bari a Catania, da Napoli a Udine. Su Flat c'e' uno spazio che viene aggiornato continuamente. Qui, sull'agenda e su questo post, faremo altrettanto se ci sono novità. Intanto godetevi gli spot della manifestazione delle femministe e lesbiche a Roma, alle 18.30 a Piazza Navona, che sarà il 7 marzo:

Ascolta e scarica gli spot audio del corteo romano:

Spot_7marzo_roma.mp3

Spot_7marzo_roma2.mp3

In basso invece trovate tutte le iniziative che conosciamo (ordinate per data - le città in cui ci sono iniziative sia il 7 che l'8 marzo sono segnalate sulla prima data di riferimento), di ogni città d'italia. Cercate e troverete l'appuntamento al quale partecipare. Se ci sono altre iniziative che qui non sono citate postate pure tra i commenti e aggiorneremo il post e l'agenda. 

Buon otto marzo sommosso a tutt@! :)

--->>>Le splendide foto sono di Luisa di Gaetano (Grazie a Luisa e a Doriana Goracci per averle condivise con noi!)

Avvertenza: se vi viene l'idea di ripubblicare le foto è cosa richiesta oltrechè gradita citare l'autrice (delle foto). 

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