19.11.07

Per fortuna esiste il fuoco...

Post in Corpi & Narrazioni: Assaggi & Fem/Activism & Personale/Politico at 16:46 :: 點閱次數 (424)

Nel nord ci sono tralicci lungo tutte le strade. Inquinano e illuminano. Fanno venire mal di testa talmente grossi che li puoi toccare con le mani. Nel sud con le mani afferri solo il buio. In Sicilia basta un temporale, a volte anche una folata di vento, per rimanere senza luce. In casa avevamo tante candele. C’erano quelle lunghe e bianche, fatte per durare. Si mettevano al centro della tavola dove si svolgeva tutta la nostra vita. Mangiare, bere, parlare, studiare. A volte anche litigare. Poi c’erano le candele per i morti, i lumini. Si lasciavano negli angoli dei pianerottoli delle scale. Perché andare a fare pipi’ altrimenti diventava una avventura senza fine. In bagno si portava la candela dell’ultimo scalino. Poi bisognava rimetterla a posto.

La luce era una cosa preziosa. Io che da bambina amavo leggere i libri tutti d’un fiato avevo un buon rapporto con il sole. Si leggeva meglio alla luce del giorno. Ma l’energia in Sicilia aveva comunque il tempo giocherellone delle burle. La luce ti abbandonava nei momenti più tragici. Mentre stavi asciugando i capelli con il phon. Quando dovevi guardare il film preferito in televisione. Mentre c'era qualcuno sotto i ferri in sala operatoria. Quando dal dentista avevi un trapano che ti spaccava le gengive. Quando a cosce larghe aspettavi di partorire (ma questa è un'altra storia e prima o poi ve la racconterò). La frase che sintetizzava l’ansia da buio era: “vai a vedere se si è staccato il contatore!”

E si andava a turno. Perché spesso si staccava solo ad accendere il frigorifero, un phon e la tivvu’ insieme. I pali della luce in Sicilia non sono così grandi. Sono solo pali, piccoli e stretti e quei fili si staccano appena un tuono li fa vibrare. Così una intera zona può restare al buio per ore o forse giorni.

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19.11.07

Donne palestinesi in tour italiano per "Sport sotto l'assedio" - aggiornamenti

Post in Corpi & Fem/Activism at 08:06 :: 點閱次數 (373)

Eccovi un po' di aggiornamenti che l'instancabile Prue mi manda a proposito delle donne palestinesi in Tour.  

La carovana inizia Domenica 4 novembre.

Dopo un viaggio estenuante attraverso lo Stivale fra code di rientro improponibili, la carovana raggiunge la prima tappa del calendario: con una puntualità svizzera (solo 7 ore di ritardo... e a questo giro i blocchi degli israeliani non c'entrano) le atlete di Deisheh arrivano al circolo
Arci di Bonate Sotto, dove ad accoglierle ­ oltre a una nutrita presenza della comunità palestinese presente sul territorio bergamasco ­ c'è una festa organizzata in collaborazione con il circolo stesso che prevede, oltre al concerto della Askatasuna, un momento di benvenuto e di presentazione del progetto Sport Sotto l'Assedio.

Interessante è stato portare l'esperienza di ragazze che vivono la pratica dello sport sotto l'occupazione israeliana, le difficoltà che incontrano e la determinazione nel voler giocare a basket in un campo profughi.

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19.11.07

Chirurgia estetica? Magari avessi i soldi per pagare l'affitto...

Post in Corpi & Pensatoio & Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 07:14 :: 點閱次數 (284)

Oggi, gironzolando per il centro per comprare un paio di quotidiani e fare una passeggiata mi sono imbattuta in due scene abbastanza significative. Un tizio con un martello in mano aveva sfondato il parabrezza di un'auto della polizia. I due tutori dell'ordine hanno preso a corrergli dietro e uno dei due urla all'altro di prenderlo e di sparargli in testa. L'ha urlato ad alta voce e nessuno si è girato scandalizzato. Solo io e due amici che erano con me. La gente anzi pareva concentrata sull'entità del danno causato alla azzurrina autovettura dei poliziotti. Che quindi, forse, il problema non sono solo i poliziotti. Forse è che oramai la gente fa il tifo per vedere linciaggi, decapitazioni e cadaveri donati all'attenzione della pubblica piazza. Esistono i boia e le folle che li acclamano. Così mi è venuta una grande tristezza.

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18.11.07

PPP: Pompinar@ per Pinnuzze Proletarie

Post in Corpi at 07:58 :: 點閱次數 (2264)

--->>> Il PPP Si è gemellato al CFP (Cunnilingus per Fikuzze Proletarie), degnissima iniziativa di Imprecario (grazie :P) 

Un buon pompino sul mercato può valere 30 forse 50 euro. Immagino anche meno o forse di più. Dipende dalla zona e dalla bocca che lo fa. E’ una attività che esige impegno e anche una discreta dose di saliva. Per lubrificare, per ammorbidire. La lingua fa un movimento morbido, rotatorio, oscillante, solleticante, eccitante. Esiste il pompino a risucchio. Chi lo riceve dice di sentire il cervello che esplode. Ma forse parlano di un'aspirapolvere attaccato alla pinnuzza. Un amico mi dice che “ti senti venir meno da lì”. Gli piace il calore della bocca. Prova una sensazione di rilassamento solo in quel punto. L’amico, sempre quello, afferma che gli piacerebbe essere succhiato per intero.

Di pompini a risucchio e per intero la polizia deve riceverne parecchi. Ho visto in questi giorni diversi parlamentari e parlamentaresse spompinare a destra e a manca a prezzi anche molto alti. Quanto guadagna un parlamentare? Ventimila euro? Trentamila al mese con privilegi, mutui agevolati, trasporti e parrucchieri aggratis?

Mi sembra un ottimo prezzo per un pompino. Certo, non voglio offendere. Si tratta pur sempre di pompini d’artista. Sono lenti, prolungati e la sapienza di questa arte è passata di lingua in lingua, di bocca in bocca in tanti anni di alleanza tra poteri e eserciti a difesa dei poteri.

Ci sono delle parlamentari e dei parlamentari, segno che anche in questo campo le rappresentanze sono un po’ queer, che hanno fatto di questa arte una vera e propria ragione di vita. Spompinano e spompinano e godono del godimento di quegli eiaculanti esseri in divisa. Quanti orgasmi collettivi, quante belle linguate risucchianti vengono da boccucce di rosa “elette dal popolo”.

Mister e miss pompidour hanno intrapreso questa professione con regolarità. Pagano le tasse e dimostrano come il lavoro di fornitura di servizi sessuali può essere privo di rischio al massimo guadagno.

Confesso che da piccola un po’ pompinara volevo diventarlo anch’io. Non avrei certo immaginato che fosse una carriera così ambita e frequentata e che fosse così difficile accedervi. Ho finito per far pompini solo a proletari, in via compensativa. Perché il liquido di sbirro mi ha sempre fatto senso. Solo pensare ad un accidentale ingoio mi faceva venire il vomito.

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17.11.07

17 Novembre: Genova per noi!

Post in Autoproduzioni & Vedere & Fem/Activism at 20:51 :: 點閱次數 (308)

Info manifestazione: Supporto Legale

16.11.07

Concorso morale, concorso in associazione mafiosa o sovversiva, compartecipazione psichica

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 15:53 :: 點閱次數 (493)

Circa quattro anni fa, ma anche di più credo, quando venne fuori che i manifestanti al G8 di Genova avrebbero potuto essere accusati per il reato di "compartecipazione psichica" o di concorso morale, fiancheggiamento d'occasione e chissa' quali altri reati associativi (per ogni aggiornamento sui processi, le accuse e anche altro guardate il sito di Supporto Legale), avevo scritto questa digressione mettendo a confronto questa tipologia di imputazioni a partire dagli ambienti (quelli siciliani e mafiosi) in cui è stato riconosciuto come inadeguato attribuirle. Vi sono anche altri casi in cui non si può riconoscere una responsabilità diretta a chi è anche fisicamente presente nel momento in cui secondo il codice vigente verrebbe commesso un reato. Uno di questi casi è quello dello stupro di gruppo. Mi permetto di dire però che in questo caso è abbastanza raro che chi si trova in zona stupro non sia completamente partecipe, o sarebbe meglio dire complice, da voyeur piuttosto che da soggetto attivo, del macabro evento. E non si tratta di evidenziare il fatto che bisognerebbe riconoscere il concorso morale a chi assiste assieme ai suoi amici ad uno stupro. Nient'affatto. Si tratta di riconoscere a queste persone - cosa che non avviene - quantomeno l'attribuzione del reato che compete ai singoli.

Diversa è invece l'evoluzione che questo argomento del legislatore ha avuto sul piano della repressione di manifestanti, tifosi di calcio e persino simpatizzanti politici, sul piano teorico, con accuse che tanto somigliano alla caccia alle streghe con intento persecutorio da "reato d'opinione", di gruppi e movimenti in aperto contrasto con le azioni politiche di chi sta al governo. Questo voleva essere un contributo che va aggiornato per le cose che numerose sono avvenute in seguito e per l'aggravarsi sul piano legislativo delle soluzioni repressive. Per ora però ve lo passo come elemento parziale e certamente insufficiente che può essere utile alla riflessione collettiva.

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16.11.07

Datemi un embrione e io vi salvo un condannato a morte

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 14:17 :: 點閱次數 (241)

All'Assemblea Generale delle Nazioni Unite parlano della moratoria contro la pena di morte (che è passata a maggioranza). Ne avete sicuramente sentito parlare. Quello che forse non sapete è che uno dei motivi utilizzati per fare ostruzionismo e per spaccare il fronte del si passa come un carro armato - come sempre - sul corpo delle donne. Un emendamento dell'Egitto ha tentato di stravolgere la moratoria contro la pena di morte (non è una cosa che sto seguendo appassionatamente ma quando si parla del mio utero mi si rizzano le orecchie) facendola diventare "per il diritto alla vita".

L'intento era di chiara condanna dell'aborto e di legittimazione della tesi che l'embrione è già una persona. Mettere sullo stesso piano aborto e pena di morte è come barattare la vita di un condannato a morte con la prosecuzione di una gravidanza indesiderata e la messa in "moratoria" dello stesso principio di autodeterminazione femminile. L'emendamento in questione è stato bocciato. Speriamo che nessuno riproponga più una tesi del genere per facili speculazioni e strumentalizzazioni politiche. 

Ci sono altre due cose che vale la pena annotare per mia e vostra memoria. Una riguarda il rifiuto di alcune suore di fare da colf, anzi da badanti, a intonacati vecchi e malaticci. Il vescovo le ha perciò cacciate via. L'altra riguarda l'ennesimo episodio di censura che coinvolge direttamente la religione cattolica. Il Forum Aduc è stato sottoposto a sequestro e secondo il parere del Gip di Catania - formulato sulla base di articoli del codice abrogati - deve rimanare tale perchè vi sarebbero contenute frasi offensive per la religione cattolica.

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16.11.07

Il giorno dell'acqua

Post in Corpi & Omicidi sociali & Narrazioni: Assaggi & Fem/Activism & Personale/Politico at 07:15 :: 點閱次數 (632)

I tetti della Sicilia hanno i colori delle vasche di raccolta dell’acqua. Grigie, di metallo, o azzurre, di plastica. Stanno sempre in alto. Per quella faccenda della forza di gravità. Perché l’acqua bisogna che scivoli facilmente prima che arrivi a bagnarci dal rubinetto.

Per farcela arrivare si usano vari sistemi. Le braccia e la tecnologia. Una volta c’erano solo le braccia. Ho trascorso l’infanzia a trascinare bidoni d’acqua per portarla due piani più su. Mia madre caricava i bidoni da trenta litri. Uno per braccio. Io solo uno da dieci. Con entrambe le braccia. Avrei aumentato il peso e la proporzione con il passare degli anni.

Era semplice: l’acqua arrivava alla vasca del pianterreno. Le donne di famiglia aspettavano e poi organizzavano il trasporto. Infine si concedevano un bel bagno. L’unico dopo venti giorni.

La nostra vita era scandita dal tempo dell’acqua. Anzi c’era, e in alcune zone della Sicilia c’e’ ancora, il “giorno dell’acqua”.

A gestire quella enorme ricchezza era il “fontaniere”. L’uomo più potente del paese. Era lui a decidere quale valvola aprire per prima. Quale quartiere dissetare e quale fare attendere ancora. Quell’uomo riceveva grandi doni in casa. Casse intere di ortaggi e frutta e altri prodotti della terra. Bottiglie di vino, pezze di formaggi. Se un uomo era così potente non aveva bisogno di fare la spesa.

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15.11.07

Donne povere della Sicilia, unitevi...

Post in Corpi & Precarietà & Fem/Activism at 16:56 :: 點閱次數 (440)

In Sicilia esiste un femminismo che è segnato da mille differenze. Quello che conosciamo di più è rappresentato dall’eredità di parole di donne discendenti da casati nobiliari o appartenenti a grandi casate alto borghesi. Poco o nulla sappiamo o abbiamo letto di altre donne. Perché non erano abbastanza istruite per lasciarci in regalo le loro storie (comunque narrate di bocca in bocca sottoforma di nenie o filastrocche o anche ricordi consegnati per lasciare nuove custodi delle storie familiari) o anche perché il mercato della cultura un controllo un po’ nepotista e amicale ce l’ha. Il contesto culturale siciliano ha sempre realizzato un attento ostracismo nei confronti di donne non di “razza” (Riconoscendo alla casa editrice Sellerio - e talvolta anche alle edizioni La Luna e alle edizioni de La Battaglia - la grazia e bellezza di aver comunque tessuto memorie e racconti altrimenti difficili da rintracciare).

Quel femminismo che parlava di contadini e fame e miseria lo abbiamo fatto scrivere e raccontare agli uomini o alle donne che non l’hanno mai vissuto per davvero. Io ho sempre amato leggere di duchesse e baronesse. Mi è piaciuto leggere di grandi proprietari terrieri e di grandi donne eredi di enormi ricchezze. Alcune tra loro le ho anche conosciute e al di la’ dei loro privilegi e della loro fortuna, quella di essere nate in famiglie agiate, emanavano il fascino di donne che avevano visto mondi lontani. Avevano viaggiato, magari studiato all’estero, conoscevano le lingue straniere, il francese, l’inglese. Sapevano di arte e letteratura.

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