12.02.08

Leghisti e forconi

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 09:56 :: 點閱次數 (596)

Una donna è annegata a Milano nel naviglio. Naturalmente non da sola. L'ha affogata il convivente. Ad assistere all'omicido c'era un po' di gente. Qualcuno non è intervenuto per paura. Altri invece hanno urlato e lo hanno costretto a scappare. Infine l'hanno preso per linciarlo. Si è salvato grazie ai carabinieri, così dice un quotidiano online. Nello stesso articolo si racconta che lo stesso giorno un autista aveva evitato uno stupro su un autobus e allora la lega ha pensato bene di fare un po' di ronde a bordo.  

Cosa c'e' di brutto in quello che ho letto? Tutto. C'e' che è annegata una donna per mano di un uomo. C'e' che il senso della giustizia delle persone si avvicina sempre di più alla sete di vendetta di chi attende una strega da bruciare. C'e' che tra linciaggi mediatici e gogne fasciste si sta legittimando lo strapotere di una sorta di modello che è un incrocio tra un contadino con il forcone e un gerdarme fascista delle SS.

Immaginate voi questa ronda di personaggi della lega: consentiranno che un ragazzo nero possa sedere accanto ad una ragazza bianca? Avranno qualcosa da ridire se un rumeno cederà il proprio posto ad una signora di mezz'età magari porgendole un braccio per aiutarla? O gli salteranno addosso per sospetto furto basato su una interpretazione lombrosiana dei lineamenti del viso?

Qualche giorno fa sull'autobus ho visto due ragazzi dell'est. Entrambi bruttarelli. A pelle mi facevano un po' senso perchè avevano quell'aria che ogni tanto ritrovo in qualche palermitano allupato. I due guardavano fisso una ragazza. Lei era sola ad una fermata e guardava insistentemente l'orologio. Quando salì a bordo le venne naturale sedersi vicino a me. C'era il posto libero e lei sembrava abbastanza infastidita dagli sguardi dei due. Questi continuarono a parlottare tra di loro e a ridere, scambiarsi sguardi d'intesa e alzare la voce per fare sentire quello che stavano dicendo... forse. Però parlavano un'altra lingua e allora tutta la questione assumeva un che di rischioso.

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11.02.08

Il bastone e la carota

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa at 07:57 :: 點閱次數 (825)

L’11 febbraio di tanti tanti anni fa un signore chiamato Mussolini stipulò con la chiesa cattolica i Patti Lateranensi. “Un accordo nuovamente confermato nel 1984 dall'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, e che alla fine della seconda guerra mondiale aveva trovato supporto nell'articolo 7 della Costituzione, con il placet del "Migliore", Palmiro Togliatti. Si potrebbe dire tutti politicamente colpevoli, dunque; nessuno escluso tra fascisti e comunisti di primo pelo, con la ciliegina sulla torta posta dal socialismo italiano moderno di timbro craxiano.”[Fonte]

Per questo motivo ogni anno in questi giorni si realizzano iniziative che mettono in discussione il concordato e che dicono con fermezza che il potere temporale della chiesa cattolica non può e non deve sconfinare sino all’ingerenza negli affari dello Stato. Questa cosa invece accade soprattutto in Italia. Persino nella cattolicissima Spagna oramai i preti vengono rimessi al proprio posto se si permettono di dire ai politici cosa fare nell’esercizio della loro funzione parlamentare e di governo. Nella stampa spagnola si può leggere spesso come la risposta dei politici sia di rimprovero per i preti o di invito a candidarsi alle elezioni e a partecipare al gioco democratico con gli strumenti che mette loro a disposizione lo Stato.

In italia invece, ultima roccaforte del papa, la prova di forza è ai massimi livelli. Come se la chiesa dovesse dimostrare il suo potere proprio a partire da casa sua. Come se si sentisse delegittimata a “ordinare” alle donne di non abortire in giro per il mondo mentre le donne dello stato che ospita il Vaticano possono farlo senza essere messe in carcere e con una assistenza medica adeguata in virtù della depenalizzazione dell’aborto voluta con il referendum del 1978 che permise la composizione della legge 194.

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09.02.08

Ma non avete di meglio da fare?

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Domani - 9 febbraio - vi ri-ricordo che c'e' la No Vat. Chi può o chi sta già a Roma ci faccia un salto, anche due. Per chi vuole sappiate che c'e' anche uno spezzone femminista e lesbico proposto dalle donne del Fuoricampo Lesbian Group. Per il giorno dopo - il 10 febbraio - invece c'e' un presidio a Bologna. Tutte le ragioni e le info logistiche stanno sotto nella locandina che vi do da leggere.

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I Movimenti per la vita hanno organizzato un convegno sulla Legge 194 a Bologna.

Ma non avete di meglio da fare???

L'aborto terapeutico regolato dalla legge 194 prevede la possibilità di un'interruzione di gravidanza successiva ai tre mesi, in caso di grave rischio per la salute della madre. L'intervento è praticabile entro la 23esima settimana di gestazione. Questa scelta già difficile e dolorosa per una donna che intende portare a termine la gravidanza, viene ulteriormente stigmatizzata dal protocollo dei ginecologi cattolici romani e dalle posizioni della Chiesa cattolica.

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08.02.08

L'inferno esiste e non è vuoto: è un semi-arredato!

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 17:07 :: 點閱次數 (622)


L'inferno esiste e non è vuoto: è un semi-arredato! Poche cosine giuste giuste perchè possiate traslocare in un battibaleno. Il riscaldamento è autonomo e non servono spese aggiuntive. L'agenzia immobiliare che vi serve questo bijoux di abitazione è il Vaticano. Il suo maggiore agente è quel tale che tutti chiamano papa. Il mezzo per arrivarci pare abbastanza semplice: non obbedite all'ordine di digiuno, alimentare e sessuale, e soprattutto a quello di apparire sui media prima di pasqua. Perchè? Sciocchi umani: ma naturalmente perchè prima di pasqua andrà in onda, in diretta, a reti unificate, l'apparizione di cristo in croce.

Ebbene si, quest'anno nella via crucis gli tocca passare pure per la Rai e per le reti mediaset. Il berlusca lo ha scritturato anche per le sue tele premium su digitale terrestre con formula prendi tre e paghi uno dove tre sta per i tre giorni prima della resurrezione in reality show direttamente dal loculo e uno è invece la quota base più iva e lievemente maggiorata da un extra se si vuole assistere alla resurrezione vera e propria. Business is Business mie care, non abbiate di che lamentarvi e non provate a comprare le indulgenze prima del tempo perchè molto presto partirà la campagna acquisti per arrivare dritti dritti in paradiso.

In fatto di digiuni è proprio vero che noi non siamo molto bravi e deve essere per questo che un infermiere quarantenne, sedotto dall'enorme sex appeal di una donna di 84 anni, ha deciso di stuprarla prima della quaresima. L'obbedienza alla fede cattolica innanzitutto. C'e' stato anche quell'altro che probabilmente ha scambiato una donna defunta per cristo in persona e allora ha deciso di far tesoro della sua ispirata necrofilia e l'ha sessualmente usata prima che resuscitasse. I morti che resuscitano, si sa, poi diventano dei divi e si danno delle arie e quella di sicuro non gli avrebbe più rivolto la parola.

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08.02.08

Vogliamo anche le Rose

Post in Corpi & Vedere & Fem/Activism at 01:41 :: 點閱次數 (728)

Copio e incollo questo post della brava Espanz che parla di un film che spero di poter vedere presto: 

"A qualche giorno dalla manifestazione NO VAT di sabato 9 febbraio a Roma, lanciata al grido di autodeterminazione, laicita' ed antifascismo, termini e pratiche che contrastano con la cronaca dei nostri giorni come dimostra la misera vicenda per cui alcuni medici romani qualche giorno fa hanno pensato bene di esercitare una vaga idea di obiezione di coscienza rifiutandosi di prescrivere la pillola del giorno dopo ad una donna che ne faceva richiesta, colgo l'occasione di segnalare la pubblicazione del trailer di un documentario che presto uscira' nelle sale e per cui ho avuto l'onore di lavorare (un breve contributo come assistente al montaggio).

Si tratta di Vogliamo anche le rose, di Alina Marazzi, un film che ha il merito di aver raccolto meravigliosi materiali fra gli archivi della rai, dell'amod, e diversi archivi privati, e che in un montaggio mirabile, dell'ottima Ilaria Fraioli, ritesse il percorso di maturazione e  consapevolezza che hanno affrontato le donne in Italia fra gli anni '60 e '70.

Non e' un film sul movimento femminista, anzi il punto di vista privilegiato e' quello soggettivo, affrontato narrativamente attraverso il recupero della scrittura privata, del diario, che peraltro e' la cifra stilistica piu' marcata della poetica della Marazzi, gia' espresso magistralmente nel film Un'ora sola ti vorrei (2003). Eppure e' impressionante ripercorrere in 90 minuti la storia che va dall'emancipazione delle donne dal lavoro in casa, alla parita' sul posto di lavoro fino divorzio e all'aborto.

Passando anche per una sensibile messa in discussione delle relazioni e dei rapporti come contributo e un punto di vista di genere portato dalle femministe all'interno dello stesso "movimento". Il film risulta essere ad ogni modo un impressionante documento di come tutte le donne attiviste e non avessero la consapevollezza di vivere un momento storico in cui grossi conflitti si attuavano intorno a loro e sui loro corpi e hanno saputo agirlo e determinarlo come un momento di grosso cambiamento.

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07.02.08

Snuff movies e masochismo femminile.

Post in Sensi & Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism at 05:18 :: 點閱次數 (1374)

Snuff Movies 

Non esistono. Scrivono che sia tutta una palla inventata a scopo pubblicitario per promuovere un film splatter degli anni settanta. Sparsero in giro la voce che durante l’ultima scena sarebbe stata realmente uccisa una donna. Non era vero. La questione fece discutere tanto e fece soprattutto emergere un potenziale mercato per i film con scene miste tra sesso e violenza. Così nacque tutto un filone legale di film con violenze simulate.

Se ne trovano tanti anche in file sharing dai titoli abbastanza significativi: Stupri italiani, Troia violentata davanti al marito (o al fidanzato), Ragazza violentata dal padre, Troia violentata da tre (dico tre) negri con cazzi enormi. I titoli ricorrenti sono quasi sempre privi di fantasia. Ci sono anche film amatoriali. Come quello in cui fanno ubriacare una donna e poi la stuprano o quell’altro in cui bloccano una donna nel bagno di una scuola e la scopano in quattro. In questi casi si vedono donne con le rughe che vestono da adolescenti (perché esiste un mercato di amanti del genere Teen, come giustamente analizza il Dr. Fastidio).

Le simulazioni sono visibili ed è visibile il paradosso che si verifica in alcune scene in cui la donna chiama aiuto come le dame ottocentesche, o le protagoniste dei film anni cinquanta: dico di no perché altrimenti pensi di me che sono una facile ma in fondo in fondo te la voglio proprio dare.

Altra cosa sono i filmini fatti con i telefonini dagli adolescenti straripanti di ormoni che ogni tanto piazzano su youtube le scene delle loro prodezze fatte a scuola o nel vicolo sotto casa. In quel caso più che corrispondere ad un potenziale mercato loro vogliono mostrare le prove della loro “maschia” azione e della “troiaggine” della compagna di scuola che hanno stuprato. Perché la mentalità non è mai cambiata. Si è solo arricchita dell’uso della tecnologia che forse ha persino il merito di svelare situazioni che altrimenti non avremmo la possibilità di conoscere. Mi pare perciò una grande idiozia quella di voler togliere gli strumenti tecnologici dalle mani degli stronzetti. Piuttosto bisognerebbe educarli ad essere persone migliori.

Tornando invece ai film di violenza simulata diciamo che, per l’appunto, ci sono persone a cui piace fare violenza, altre a cui piace vedere che sia fatta violenza e ancora altri individui a cui piace fare violenza, filmarla e poi farla vedere ad altri.

Ho visto alcuni di questi film assieme ad alcun* amici e amiche. Il punto non è che bisognerebbe toglierli di mezzo. La censura non ha mai risolto niente. Certamente non eliminerebbe i parametri di bassa cultura più o meno sommersa che creano un potenziale pubblico di questi film. Qui non parliamo di persone consenzienti che amano il sesso condito di elementi sadomaso, fetish, bondage e via così. Non parliamo di gioco erotico tra master e slave che si ferma (o per lo meno dovrebbe fermarsi) se uno dei due non ne ha più voglia o se si è fatto male. Parliamo di persone che amano il sesso solo se imposto. Che si eccitano di fronte ad una violenza o ciò che immaginano possa rappresentare la violenza. Che si danno piacere a partire dal dispiacere altrui. Parleremo poi anche di persone che si eccitano se il sesso viene loro imposto con la forza. Quella vera. Che non ha niente di sensuale. Quella bruta e finalizzata al piacere di chi poi visibilmente eiacula.

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06.02.08

L'aborto del giorno dopo

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism at 01:44 :: 點閱次數 (1559)

Una notte negli ospedali di Roma per scoprire che tutti i medici sono obiettori e nessuno prescrive la pillola

di Flavia Amabile 

Mettiamo che una quarantenne, tutto sommato normale, sposata, con figli, una domenica abbia un problema. Durante un rapporto (con suo marito, si badi, eh!) il preservativo si rompe. Che fa la sventurata? Innanzitutto parla con il marito: vogliamo un terzo figlio? Si valutano pro e contro e questo richiede un po’ di tempo, soprattutto se nel frattempo gli altri bambini si sono svegliati e chiedono le usuali cure e attenzioni amorevoli riservate alla domenica mattina.

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05.02.08

Ogni spermatozoo è sacro!

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La dichiarazione di resistenza partigiana al femminile ha suscitato un gran bel dibattito. Per fortuna mi è venuto in soccorso Imprecario con la segnalazione di questo video - tratto da "Il senso della vita" dei Monty Python - che è una satira in musical della cultura cattolica in materia di sessualità.

D'altro canto tra i commenti del precedente post vi sono alcuni esempi illuminanti che definiscono con chiarezza la mentalità punitiva, coercitiva e anacronistica di chi teme di commettere un peccato e per l'appunto vuole che esista un vincolo legislativo che ridefinisca un nuovo reato.

"Se non vuoi abortire, non fare sesso!" - questo viene scritto da chi evidentemente non si è mai posto il problema di immaginare privazioni per il proprio corpo in nome della salvezza della vita di cui solo le donne dovrebbero essere giudicate responsabili. E chi ha pronunciato questa frase non si pone minimamente il fatto che si può fare sesso anche senza incontrare un pene maschile. La sessualità non è solo "riproduttiva" come la cultura cattolica vorrebbe, non è solo etero. E chi non è etero non è colpevole di sottrazione dello spermatozoo o dell'ovulo all'interesse della chiesa cattolica.

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05.02.08

Barricate dentro il corpo: facciamo "Resistenza!"

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Quando si parla di embrione è abitudine dei cattolici quella di imprimergli una immagine che resta nella mente della gente e che corrisponde alla figura di un bel bambino che sgambetta e che sorride quand'anche non pronuncia la sua prima parola che sicuramente sarà "santo padre".

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04.02.08

Sanità Cattolica S.p.A.: qui si rianimano feti!

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Dopo aver tentato in tutti i modi di rianimare un feto mummificato che risale a più di quattro secoli fa, i medici di quattro università romane hanno deciso di fare un contro-documento a quello laico che voleva stabilire una distanza tra le aree scientifiche, culturali e didattiche da quelle rispondenti alla volontà della Cei, del papa e di madre santa binetti del cilicio assieme a tutta la sua banda di nuovi amici del PD.

Lo scritto risponde perfettamente alla necessità attuale di certi uomini e di talune donne di seguire la propria inclinazione lugubre, macabra e un po' morbosa. Solo che invece di darsi agli horror - e giuro che ne esistono di ben fatti - con tutti i benefici che avrebbero potuto trarre dal loro valore catartico, hanno preferito assumere essi stessi il ruolo di inquisitori del nuovo programma "Italia nel nuovo medioevo: reality show!". Anzi di più: si sono dati il compito di speculare sui feti e di fornire prove scientifiche (come facevano certi scienziati prestati al potere quando fornivano argomenti per dimostrare l'inferiorità scientifica delle razze non ariane o delle donne) affinchè i veri e propri inquisitori riescano nella propria opera di pulizia del paese da ogni figlia o figlio di satana.

Per farvi capire però vi spiego meglio: da un bel po' di tempo vi sono pressioni fortissime affinchè il feto venga riconosciuto come avente dignità di persona. Il valore anagrafico - in termini giuridici - di un feto non è stato stabilito da nessuna legge fuorchè da un articolo della contestatissima legge 40, a proposito di un embrione, sulla procreazione medicalmente assistita. Tale articolo però di fatto non ha modificato nessuna delle parti del codice in cui è necessario, perchè vi sia una attribuzione di diritti al feto, che lo si descriva a tutti gli effetti come essere vivente.

Al di la' di questa diatriba che coinvolge cattolici e laici alla stessa maniera, resta il fatto che le donne sono materialmente quelle che "contengono" e in fase di gestazione "fanno crescere" il feto. La differenza tra laici e cattolici - sintetizzo e banalizzo evitando di descrivere zone complesse che ovviamente esistono e che stanno a definire come non vi sia in realtà una lotta tra fazioni così ben delineate - sta sostanzialmente nel fatto che i laici ritengono che le donne hanno diritto a scegliere della propria vita, del proprio corpo, della maternità "responsabile" e che quindi non ci può essere un controllo su di esse, mentre i cattolici esigono che si realizzi una aberrazione giuridica che indichi nella donna un soggetto giuridicamente incapace, che non dovrebbe avere voce in capitolo su tutto quello che riguarda l'embrione, la gravidanza, il feto.

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02.02.08

Undicesimo comandamento: riappiccicare le coppie!

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Il cardinale di Firenze ha scoperto come si fa a tenere unita una coppia: con il nastro adesivo. Vi sembra ridicolo? Allora vi confesso che ho mentito ma la mia bugia almeno ha il merito di rendere visibile il paradosso. Quello che invece in realtà afferma il cardinale - ed è una cosa che mi produce un brrr brivido di grande freddo - nella sua lettera pasquale ai fedeli intitolata “L’amore cristiano in famiglia” viene persino pubblicizzata come fosse una trovata geniale.
Dopo decenni di esperienza nella vita di coppia, tra se’ e il suo crocifisso preferito, l’arcivescovo ha capito che una unione per durare deve essere condita dai seguenti elementi:

Carezze e regali tra coniugi, trovare interessi comuni, rendersi amabili nell'aspetto, rispettare l'altro, avere cura dei figli.” Il decalogo viene servito con una spiegazione illuminata: “(…) oggi è diffusa una mentalità che riduce l'amore a soddisfazione dell'istinto, sensazione ed emozione piacevole, benessere sentimentale".

E da qui sembrerebbe anche che il cardinale stia rivolgendosi ad una platea di persone abbienti e non a proletari come me. Dalle mie parti ad esempio possono abbondare le “carezze”, al di là del coniugio, ma di regali ne circolano ben pochi. A meno che non si voglia intendere come regalo una modesta torta fatta in casa o un libro comprato con i risparmi dell’ultimo anno. Ma senza voler fare la perniciosa su questo punto vado avanti e mi concentro sulla faccenda della “soddisfazione dell’istinto, etc etc”.

Mi viene in mente che nei confessionali i preti godono delle confidenze di tante persone e che queste forse devono aver rivelato come le relazioni spesso non vadano bene perché, che so, le donne oggi un po’ hanno imparato a conoscere il proprio corpo e quindi esigono di provare piacere dal rapporto sessuale altrimenti nisba, nada, strike, chiudono le frontiere e si cercano altre o altri partner illuminat* che hanno una idea del sesso un po’ più condivisa.

E’ questo quindi che si intende per riduzione dell’amore all’istinto? A me sa proprio di si, e lo dico senza pregiudizio alcuno, perché fino a quando erano gli uomini a soddisfare “i propri istinti” di queste letterine pasquali scommetto che non se ne vedevano moltissime in giro. Anzi c’erano inviti alle donne a stare un tantino più mansuete e a pensare alla famiglia e per convincerle si usava quella fandonia mistificata del reame a forma di focolare di cui esse venivano incoronate regine. Che ne penso? Non mi sono mai piaciute le monarchie!

E invece mi trovo d’accordo con la questione del benessere sentimentale perché in effetti è vero che le relazioni un po’ sono mordi e fuggi e se una persona non ti “fa stare bene” allora ti interessa poco. Come si fa con le droghe. Un compagno e una compagna effetto cocaina. Finchè eccita allora è perfetto, quando invece comincia a non produrre quello “stare bene”, che in soldoni significa avere uno stimolo a uscire fuori da se’, a pensare ad altro fuorché a se’ stessi, allora non funziona più.

 (Continua)
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