Una donna è annegata
a Milano nel naviglio. Naturalmente non da sola. L'ha affogata il
convivente. Ad assistere all'omicido c'era un po' di gente. Qualcuno
non è intervenuto per paura. Altri invece hanno urlato e lo hanno
costretto a scappare. Infine l'hanno preso per linciarlo. Si è salvato
grazie ai carabinieri, così dice un quotidiano online. Nello stesso
articolo si racconta che lo stesso giorno un autista aveva evitato uno
stupro su un autobus e allora la lega ha pensato bene di fare un po' di
ronde a bordo.
Cosa c'e' di brutto in quello che ho letto?
Tutto. C'e' che è annegata una donna per mano di un uomo. C'e' che il
senso della giustizia delle persone si avvicina sempre di più alla sete
di vendetta di chi attende una strega da bruciare. C'e' che tra
linciaggi mediatici e gogne fasciste si sta legittimando lo strapotere
di una sorta di modello che è un incrocio tra un contadino con il
forcone e un gerdarme fascista delle SS.
Immaginate voi questa
ronda di personaggi della lega: consentiranno che un ragazzo nero possa
sedere accanto ad una ragazza bianca? Avranno qualcosa da ridire se un
rumeno cederà il proprio posto ad una signora di mezz'età magari
porgendole un braccio per aiutarla? O gli salteranno addosso per
sospetto furto basato su una interpretazione lombrosiana dei lineamenti
del viso?
Qualche giorno fa sull'autobus ho visto due ragazzi
dell'est. Entrambi bruttarelli. A pelle mi facevano un po' senso perchè
avevano quell'aria che ogni tanto ritrovo in qualche palermitano
allupato. I due guardavano fisso una ragazza. Lei era sola ad una
fermata e guardava insistentemente l'orologio. Quando salì a bordo le
venne naturale sedersi vicino a me. C'era il posto libero e lei
sembrava abbastanza infastidita dagli sguardi dei due. Questi
continuarono a parlottare tra di loro e a ridere, scambiarsi sguardi
d'intesa e alzare la voce per fare sentire quello che stavano
dicendo... forse. Però parlavano un'altra lingua e allora tutta la
questione assumeva un che di rischioso.
L’11 febbraio di tanti tanti anni fa un signore chiamato Mussolini stipulò con la chiesa cattolica i Patti Lateranensi.
“Un accordo nuovamente confermato nel 1984 dall'allora presidente del
Consiglio Bettino Craxi, e che alla fine della seconda guerra mondiale
aveva trovato supporto nell'articolo 7 della Costituzione, con il
placet del "Migliore", Palmiro Togliatti. Si potrebbe dire tutti
politicamente colpevoli, dunque; nessuno escluso tra fascisti e
comunisti di primo pelo, con la ciliegina sulla torta posta dal
socialismo italiano moderno di timbro craxiano.”[Fonte]
Per questo motivo ogni anno in questi giorni si realizzano iniziative che mettono in discussione il concordato
e che dicono con fermezza che il potere temporale della chiesa
cattolica non può e non deve sconfinare sino all’ingerenza negli affari
dello Stato. Questa cosa invece accade soprattutto in Italia. Persino
nella cattolicissima Spagna oramai i preti vengono rimessi al proprio
posto se si permettono di dire ai politici cosa fare nell’esercizio
della loro funzione parlamentare e di governo. Nella stampa spagnola si
può leggere spesso come la risposta dei politici sia di rimprovero per
i preti o di invito a candidarsi alle elezioni e a partecipare al gioco
democratico con gli strumenti che mette loro a disposizione lo Stato.
In italia invece, ultima roccaforte del papa, la prova di forza è ai
massimi livelli. Come se la chiesa dovesse dimostrare il suo potere
proprio a partire da casa sua. Come se si sentisse delegittimata a
“ordinare” alle donne di non abortire in giro per il mondo mentre le
donne dello stato che ospita il Vaticano possono farlo senza essere
messe in carcere e con una assistenza medica adeguata in virtù della
depenalizzazione dell’aborto voluta con il referendum del 1978 che
permise la composizione della legge 194.
Domani - 9 febbraio - vi ri-ricordo che c'e' la No Vat. Chi può o chi sta già a Roma ci faccia un salto, anche due. Per chi vuole sappiate che c'e' anche uno spezzone femminista e lesbico proposto dalle donne del Fuoricampo Lesbian Group. Per il giorno dopo - il 10 febbraio - invece c'e' un presidio a Bologna. Tutte le ragioni e le info logistiche stanno sotto nella locandina che vi do da leggere.
L'aborto terapeutico regolato dalla legge 194 prevede la possibilità di un'interruzione di gravidanza successiva ai tre mesi, in caso di grave rischio per la salute della madre. L'intervento è praticabile entro la 23esima settimana di gestazione. Questa scelta già difficile e dolorosa per una donna che intende portare a termine la gravidanza, viene ulteriormente stigmatizzata dal protocollo dei ginecologi cattolici romani e dalle posizioni della Chiesa cattolica.
L'inferno esiste e non è vuoto:
è un semi-arredato! Poche cosine giuste giuste perchè possiate
traslocare in un battibaleno. Il riscaldamento è autonomo e non servono
spese aggiuntive. L'agenzia immobiliare che vi serve questo bijoux di
abitazione è il Vaticano. Il suo maggiore agente è quel tale che tutti
chiamano papa. Il mezzo per arrivarci pare abbastanza semplice: non
obbedite all'ordine di digiuno, alimentare e sessuale, e soprattutto a
quello di apparire sui media prima di pasqua. Perchè? Sciocchi umani:
ma naturalmente perchè prima di pasqua andrà in onda, in diretta, a
reti unificate, l'apparizione di cristo in croce.
Ebbene si, quest'anno nella via crucis gli tocca passare pure per la
Rai e per le reti mediaset. Il berlusca lo ha scritturato anche per le
sue tele premium su digitale terrestre con formula prendi tre e paghi
uno dove tre sta per i tre giorni prima della resurrezione in reality
show direttamente dal loculo e uno è invece la quota base più iva e
lievemente maggiorata da un extra se si vuole assistere alla
resurrezione vera e propria. Business is Business mie care, non
abbiate di che lamentarvi e non provate a comprare le indulgenze prima
del tempo perchè molto presto partirà la campagna acquisti per arrivare
dritti dritti in paradiso.
In fatto di digiuni è proprio vero che noi non siamo molto bravi e
deve essere per questo che un infermiere quarantenne, sedotto
dall'enorme sex appeal di una donna di 84 anni,
ha deciso di stuprarla prima della quaresima. L'obbedienza alla fede
cattolica innanzitutto. C'e' stato anche quell'altro che probabilmente
ha scambiato una donna defunta per cristo in persona e allora ha deciso
di far tesoro della sua ispirata necrofilia e l'ha sessualmente usata
prima che resuscitasse. I morti che resuscitano, si sa, poi diventano
dei divi e si danno delle arie e quella di sicuro non gli avrebbe più
rivolto la parola.
Copio e incollo questo post della brava Espanz che parla di un film che spero di poter vedere presto:
"A qualche giorno dalla manifestazione NO VAT
di sabato 9 febbraio a Roma, lanciata al grido di autodeterminazione,
laicita' ed antifascismo, termini e pratiche che contrastano con la
cronaca dei nostri giorni come dimostra la misera vicenda
per cui alcuni medici romani qualche giorno fa hanno pensato bene di
esercitare una vaga idea di obiezione di coscienza rifiutandosi di
prescrivere la pillola del giorno dopo ad una donna che ne faceva
richiesta, colgo l'occasione di segnalare la pubblicazione del trailer
di un documentario che presto uscira' nelle sale e per cui ho avuto
l'onore di lavorare (un breve contributo come assistente al montaggio).
Si tratta di Vogliamo anche le rose, di Alina Marazzi,
un film che ha il merito di aver raccolto meravigliosi materiali fra
gli archivi della rai, dell'amod, e diversi archivi privati, e che in
un montaggio mirabile, dell'ottima Ilaria Fraioli, ritesse il percorso
di maturazione e consapevolezza che hanno affrontato le donne in
Italia fra gli anni '60 e '70.
Non e' un film sul movimento femminista, anzi il punto di vista
privilegiato e' quello soggettivo, affrontato narrativamente attraverso
il recupero della scrittura privata, del diario, che peraltro e' la
cifra stilistica piu' marcata della poetica della Marazzi, gia'
espresso magistralmente nel film Un'ora sola ti vorrei
(2003). Eppure e' impressionante ripercorrere in 90 minuti la storia
che va dall'emancipazione delle donne dal lavoro in casa, alla parita'
sul posto di lavoro fino divorzio e all'aborto.
Passando anche per una
sensibile messa in discussione delle relazioni e dei rapporti come
contributo e un punto di vista di genere portato dalle femministe
all'interno dello stesso "movimento". Il film risulta essere ad ogni
modo un impressionante documento di come tutte le donne attiviste e non
avessero la consapevollezza di vivere un momento storico in cui grossi
conflitti si attuavano intorno a loro e sui loro corpi e hanno saputo
agirlo e determinarlo come un momento di grosso cambiamento.
Non esistono. Scrivono che sia tutta una palla inventata a scopo pubblicitario per promuovere un film splatter
degli anni settanta. Sparsero in giro la voce che durante l’ultima scena sarebbe stata
realmente uccisa una donna. Non era vero. La questione fece discutere
tanto e fece soprattutto emergere un potenziale mercato per i film con
scene miste tra sesso e violenza. Così nacque tutto un filone legale di
film con violenze simulate.
Se ne trovano tanti anche in file
sharing dai titoli abbastanza significativi: Stupri italiani, Troia
violentata davanti al marito (o al fidanzato), Ragazza violentata dal
padre, Troia violentata da tre (dico tre) negri con cazzi enormi. I
titoli ricorrenti sono quasi sempre privi di fantasia. Ci sono anche
film amatoriali. Come quello in cui fanno ubriacare una donna e poi la
stuprano o quell’altro in cui bloccano una donna nel bagno di una
scuola e la scopano in quattro. In questi casi si vedono donne con le
rughe che vestono da adolescenti (perché esiste un mercato di amanti
del genere Teen, come giustamente analizza il Dr. Fastidio).
Le
simulazioni sono visibili ed è visibile il paradosso che si verifica in
alcune scene in cui la donna chiama aiuto come le dame ottocentesche, o
le protagoniste dei film anni cinquanta: dico di no perché altrimenti
pensi di me che sono una facile ma in fondo in fondo te la voglio
proprio dare.
Altra cosa sono i filmini fatti con i telefonini dagli adolescenti straripanti di ormoni
che ogni tanto piazzano su youtube le scene delle loro prodezze fatte a
scuola o nel vicolo sotto casa. In quel caso più che corrispondere ad
un potenziale mercato loro vogliono mostrare le prove della loro
“maschia” azione e della “troiaggine” della compagna di scuola che
hanno stuprato. Perché la mentalità non è mai cambiata. Si è solo
arricchita dell’uso della tecnologia che forse ha persino il merito di
svelare situazioni che altrimenti non avremmo la possibilità di
conoscere. Mi pare perciò una grande idiozia quella di voler togliere
gli strumenti tecnologici dalle mani degli stronzetti. Piuttosto
bisognerebbe educarli ad essere persone migliori.
Tornando
invece ai film di violenza simulata diciamo che, per l’appunto, ci sono
persone a cui piace fare violenza, altre a cui piace vedere che sia
fatta violenza e ancora altri individui a cui piace fare violenza,
filmarla e poi farla vedere ad altri.
Ho visto alcuni di questi
film assieme ad alcun* amici e amiche. Il punto non è che bisognerebbe
toglierli di mezzo. La censura non ha mai risolto niente. Certamente
non eliminerebbe i parametri di bassa cultura più o meno sommersa che
creano un potenziale pubblico di questi film. Qui non parliamo di
persone consenzienti che amano il sesso condito di elementi sadomaso,
fetish, bondage e via così. Non parliamo di gioco erotico tra master e
slave che si ferma (o per lo meno dovrebbe fermarsi) se uno dei due non
ne ha più voglia o se si è fatto male. Parliamo di persone che amano il
sesso solo se imposto. Che si eccitano di fronte ad una violenza o ciò
che immaginano possa rappresentare la violenza. Che si danno piacere a
partire dal dispiacere altrui. Parleremo poi anche di persone che si
eccitano se il sesso viene loro imposto con la forza. Quella vera. Che
non ha niente di sensuale. Quella bruta e finalizzata al piacere di chi
poi visibilmente eiacula.
Mettiamo che una quarantenne, tutto sommato normale,
sposata, con figli, una domenica abbia un problema. Durante un rapporto
(con suo marito, si badi, eh!) il preservativo si rompe. Che fa la
sventurata? Innanzitutto parla con il marito: vogliamo un terzo figlio?
Si valutano pro e contro e questo richiede un po’ di tempo, soprattutto
se nel frattempo gli altri bambini si sono svegliati e chiedono le
usuali cure e attenzioni amorevoli riservate alla domenica mattina.
D'altro canto tra i commenti del precedente post vi sono alcuni esempi illuminanti che definiscono con chiarezza la mentalità punitiva, coercitiva e anacronistica di chi teme di commettere un peccato e per l'appunto vuole che esista un vincolo legislativo che ridefinisca un nuovo reato.
"Se non vuoi abortire, non fare sesso!" - questo viene scritto da chi evidentemente non si è mai posto il problema di immaginare privazioni per il proprio corpo in nome della salvezza della vita di cui solo le donne dovrebbero essere giudicate responsabili. E chi ha pronunciato questa frase non si pone minimamente il fatto che si può fare sesso anche senza incontrare un pene maschile. La sessualità non è solo "riproduttiva" come la cultura cattolica vorrebbe, non è solo etero. E chi non è etero non è colpevole di sottrazione dello spermatozoo o dell'ovulo all'interesse della chiesa cattolica.
Quando si parla di embrione è abitudine dei cattolici quella di
imprimergli una immagine che resta nella mente della gente e che
corrisponde alla figura di un bel bambino che sgambetta e che sorride
quand'anche non pronuncia la sua prima parola che sicuramente
sarà "santo padre".
Lo scritto risponde perfettamente alla necessità
attuale di certi uomini e di talune donne di seguire la propria
inclinazione lugubre, macabra e un po' morbosa. Solo che invece di darsi
agli horror - e giuro che ne esistono di ben fatti - con tutti i
benefici che avrebbero potuto trarre dal loro valore catartico, hanno
preferito assumere essi stessi il ruolo di inquisitori del nuovo
programma "Italia nel nuovo medioevo: reality show!". Anzi di più: si
sono dati il compito di speculare sui feti e di fornire prove scientifiche (come facevano certi scienziati prestati al potere quando fornivano argomenti per dimostrare l'inferiorità scientifica delle razze non ariane o delle donne) affinchè i veri e
propri inquisitori riescano nella propria opera di pulizia del paese da
ogni figlia o figlio di satana.
Per farvi capire però vi spiego
meglio: da un bel po' di tempo vi sono pressioni fortissime affinchè il
feto venga riconosciuto come avente dignità di persona. Il valore
anagrafico - in termini giuridici - di un feto non è stato stabilito da
nessuna legge fuorchè da un articolo della contestatissima legge 40, a
proposito di un embrione, sulla procreazione medicalmente assistita.
Tale articolo però di fatto non ha modificato nessuna delle parti del
codice in cui è necessario, perchè vi sia una attribuzione di diritti
al feto, che lo si descriva a tutti gli effetti come essere vivente.
Al
di la' di questa diatriba che coinvolge cattolici e laici alla stessa
maniera, resta il fatto che le donne sono materialmente quelle che
"contengono" e in fase di gestazione "fanno crescere" il feto. La
differenza tra laici e cattolici - sintetizzo e banalizzo evitando di descrivere
zone complesse che ovviamente esistono e che stanno a definire come non
vi sia in realtà una lotta tra fazioni così ben delineate - sta
sostanzialmente nel fatto che i laici ritengono che le donne hanno
diritto a scegliere della propria vita, del proprio corpo, della
maternità "responsabile" e che quindi non ci può essere un controllo su
di esse, mentre i cattolici esigono che si realizzi una aberrazione
giuridica che indichi nella donna un soggetto giuridicamente incapace,
che non dovrebbe avere voce in capitolo su tutto quello che riguarda l'embrione, la gravidanza, il
feto.
Il cardinale di Firenze ha scoperto come si fa a tenere unita una coppia: con il nastro adesivo. Vi sembra ridicolo? Allora vi confesso che ho mentito ma la mia bugia almeno ha il merito di rendere visibile il paradosso. Quello che invece in realtà afferma il cardinale - ed è una cosa che mi produce un brrr brivido di grande freddo - nella sua lettera pasquale ai fedeli intitolata “L’amore cristiano in famiglia” viene persino pubblicizzata come fosse una trovata geniale.
Dopo decenni di esperienza nella vita di coppia, tra se’ e il suo crocifisso preferito, l’arcivescovo ha capito che una unione per durare deve essere condita dai seguenti elementi:
“Carezze e regali tra coniugi, trovare interessi comuni, rendersi amabili nell'aspetto, rispettare l'altro, avere cura dei figli.” Il decalogo viene servito con una spiegazione illuminata: “(…) oggi è diffusa una mentalità che riduce l'amore a soddisfazione dell'istinto, sensazione ed emozione piacevole, benessere sentimentale".
E da qui sembrerebbe anche che il cardinale stia rivolgendosi ad una platea di persone abbienti e non a proletari come me. Dalle mie parti ad esempio possono abbondare le “carezze”, al di là del coniugio, ma di regali ne circolano ben pochi. A meno che non si voglia intendere come regalo una modesta torta fatta in casa o un libro comprato con i risparmi dell’ultimo anno. Ma senza voler fare la perniciosa su questo punto vado avanti e mi concentro sulla faccenda della “soddisfazione dell’istinto, etc etc”.
Mi viene in mente che nei confessionali i preti godono delle confidenze di tante persone e che queste forse devono aver rivelato come le relazioni spesso non vadano bene perché, che so, le donne oggi un po’ hanno imparato a conoscere il proprio corpo e quindi esigono di provare piacere dal rapporto sessuale altrimenti nisba, nada, strike, chiudono le frontiere e si cercano altre o altri partner illuminat* che hanno una idea del sesso un po’ più condivisa.
E’ questo quindi che si intende per riduzione dell’amore all’istinto? A me sa proprio di si, e lo dico senza pregiudizio alcuno, perché fino a quando erano gli uomini a soddisfare “i propri istinti” di queste letterine pasquali scommetto che non se ne vedevano moltissime in giro. Anzi c’erano inviti alle donne a stare un tantino più mansuete e a pensare alla famiglia e per convincerle si usava quella fandonia mistificata del reame a forma di focolare di cui esse venivano incoronate regine. Che ne penso? Non mi sono mai piaciute le monarchie!
E invece mi trovo d’accordo con la questione del benessere sentimentale perché in effetti è vero che le relazioni un po’ sono mordi e fuggi e se una persona non ti “fa stare bene” allora ti interessa poco. Come si fa con le droghe. Un compagno e una compagna effetto cocaina. Finchè eccita allora è perfetto, quando invece comincia a non produrre quello “stare bene”, che in soldoni significa avere uno stimolo a uscire fuori da se’, a pensare ad altro fuorché a se’ stessi, allora non funziona più.
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