In Sicilia, solo due donne su cento che hanno subito violenze fisiche o sessuali dal proprio partner denunciano il reato. Una percentuale drammatica, che cresce solo di poco quando a commettere la violenza è un uomo che non è legato sentimentalmente alla donna: in questo caso è il 3,4 per cento delle vittime a rivolgersi alle forze dell’ordine. Considerate entrambe le situazioni, l’Isola si guadagna il triste primato della regione italiana con la più alta quota di donne vittime di violenze che, invece di denunciare il proprio carnefice, preferiscono tacere, chiudersi nel silenzio. Per paura, certo, ma soprattutto perché non considerano un reato la violenza subita, anche nei casi in cui hanno avuto la sensazione di essere in pericolo di vita.
E’ quanto emerge da una rielaborazione condotta da Arcidonna sui dati che l’Istat ha pubblicato nella recente indagine “La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia”. I dati, gli ultimi disponibili su base campionaria, si riferiscono al 2006 e disegnano un quadro preoccupante della condizione femminile in Sicilia. Sono 520 mila le donne dell’Isola che sono state vittime di violenza nel corso della loro vita, il 23,3 per cento del totale delle residenti. La violenza è di carattere prevalentemente sessuale: il 19,8 per cento dei casi contro il 14,2 di chi ha subito solo violenze fisiche. Il dato più agghiacciante è che tre donne su cento dichiarano di aver subito almeno una volta uno stupro o un tentato stupro. In generale, sono le mura famigliari a far da scenario alle violenze e 51 volte su 100 è il partner o l’ex partner a commettere il reato.
LE VIOLENZE - Andando nello specifico, tra le violenze fisiche il 33,9 per cento dichiara di essere stata schiaffeggiata, presa a calci o a pugni (ma se si guarda solo al partner la percentuale sale al 52,4), il 21,1 è stata colpita da un oggetto, il 43,2 ha subito la minaccia di venire colpita fisicamente, mentre in 3 casi su 100 la vittima si è vista puntare contro una pistola o un coltello. Tra le violenze sessuali, la molestia è quella più presente (il 54,9 per cento dei casi), commessa quasi sempre da un non partner. Quando è il partner a commettere la violenza, questa consiste nella maggior parte dei casi (il 68,2 per cento) in un rapporto sessuale indesiderato, subito per paura delle conseguenze: ma tra le violenze del partner è ben presente anche lo stupro (26,8 per cento) e il tentato stupro (22,6 per cento).
DENUNCE - Solo il 2,9 per cento delle donne siciliane vittime di violenze denuncia il proprio aguzzino. Che si tratti di partner o non partner cambia poco: nel primo caso la percentuale è del 2,4 (la più bassa in Italia), nel secondo sale al 3,4. In pratica, quasi 97 donne su 100 preferiscono non rivolgersi alle forze dell’ordine, nonostante nel 16,3 per cento dei casi abbiano riportato ferite e nel 18,5 per cento dei casi abbiano avuto la sensazione di essere in pericolo di vita. Del resto, solo il 19,7 per cento delle vittime considera la violenza subita un “reato” (quando c’è di mezzo il partner solo il 12,4), il 46,8 giudica la violenza come “qualcosa di sbagliato”, mentre il 31,9 dichiara che “è soltanto qualcosa che è accaduto” (col partner la percentuale sale al 40,3).
Il colorenero mi evoca un po’ di ricordi. A Genova del 2001
c’era la fobia del nero e un isterismo collettivo che portava a
cacciare e malmenare chiunque indossasse qualcosa di quella tonalità.
La gente riceveva mazzate dalla polizia e poi se la prendeva con quelli
vestiti di nero. Chissà perché. Poi c’erano quelli che
continuavano a starnazzare che bisognava scoprirsi il volto perché
“noi” non avevamo niente da nascondere. Quelle belle facce a volto
scoperto le vedevi poi imbacuccate fino ai capelli perché i lacrimogeni
sono duri da digerire e le coperture impedivano di prendere ustioni da
gas urticanti. Chi si è ritrovato con le teste spaccate ha poi
rimpianto di non aver portato un casco. Chi non ha indossato vestiti
coprenti (era estate e in effetti non ci si poteva aspettare che a
genova si fosse organizzato un simile scenario di guerra) e scarpe
comode ha capito di aver fatto una gran cazzata.
Poliziotti e carabinieri
erano invece pronti in tenuta antisommossa, con i volti ben coperti e
difficili da identificare nel corso delle inchieste che li vedono
coinvolti in abusi, violazioni, falso, torture, violenze, macellerie
messicane, con i caschi, con manganelli fuori ordinanza (tonfa e sbarre
di ferro non regolari), con lacrimogeni cs sparati ad altezza d'uomo,
con i defender lanciati sulla gente, con mille altre violazioni per le
quali non sarà mai riconosciuto un colpevole perchè, come succede per
le indagini sulla Diaz, dalla questura vengono fornite foto dei
poliziotti in servizio di 40 anni fa. Comodo vero?
La saga delle normofamiglie
non finisce. In due giorni, in Italia, di donne ne sono morte troppe.
Si dice che siano quattro e io aggiungo che probabilmente molte altre
sono state nel frattempo picchiate, stuprate, massacrate senza che
nessuno di noi potrà mai saperlo.
Ieri è morta una donna a Cosenza. Una è morta a Ventimiglia. Poi una donna e la figlia ad Alessandria (omicidio accompagnato dal commento di un genialone che afferma che sotto natale gli omicidi aumentano perchè gli uomini poverini si deprimono facendo un bilancio dell'anno passato. mai avevo letto tante idiozie messe tutte insieme.). Oggi un'altra è stata uccisa assieme al figlio dal convivente ad Acireale, in Sicilia.
Anche in quest'ultimo caso si dice che "sembrava" una famiglia normale.
Quel "sembrava" significa che lo era in apparenza e dunque in fondo non
lo era perchè in una famiglia cosiddetta "normale " secondo la stampa e
i vicini di casa evidentemente non si ritiene possa mai accadere nulla di
brutto. Della siciliana assassinata si dice poi anche che frequentava
la chiesa e quindi era una brava donna. Ne deduco che se una non si fa
crocifiggere e non si ingozza di quelle piadine rinsecchite che sembrano le ostie allora merita di essere ammazzata!?!?.
Cosenza, lui ammazza moglie e figlia nel sonno.
Poi sistema alcune bambole vicino alla bambina, tenta il suicidio
ingerendo pillole e acidi per sturare il cesso e infine chiama la
polizia. La solita vicina commenta che "era una famiglia normale". Come
sempre. Sono tutte famiglie "normali". La stampa sottolinea che lui era "disoccupato",
anzi lo scrive sui titoli così la gente capisce subito che uno che
ammazza moglie e figlia deve stare iscritto ad una categoria precisa.
Ci fosse ancora l'ufficio di collocamento si avrebbe un elenco preciso di tutti i potenziali assassini. Sugli albi dei professionisti invece non c'e' da mettere su le mani perchè quelli di sicuro sono tutta brava gente. Persone "normali" come tutti quelli che ammazzano le mogli, figlie, fidanzate, amiche. Quanti pregiudizi e quanto pare vano continuare a ripetere sempre le stesse cose perchè entrino finalmente nella zucca vuota di persone che annegano nei luoghi comuni. Ma vale la pena di insistere e quindi andiamo avanti.
Fosse stato medico o avvocato invece avrebbero scritto "moglie e figlia
uccisa dal marito" o qualcosa del genere. Per non infangare l'ordine di
medici e avvocati si intende. Tra i commenti al solito spunta anche
quello che traccia un quadro psicologico gratuito: aveva subìto un
trauma, un incidente. Un giornalista scrive usando termini come "folle
gesto". Tutti fanno riferimento alla depressione e ad una perizia
psichiatrica.
Dei 25 processati per devastazione e saccheggio, 24 sono stati
condannati con pene che vanno dai cinque mesi agli 11 anni. Solo un* è
stat* assolt*. Il primo commento che mi viene da fare a caldo è che con
questa vergognosa sentenza si è segnata la differenza tra le "giuste"
azioni della polizia e le "cattive" azioni dei manifestanti (oltre a
dividere gli stessi manifestanti in buoni e cattivi come dice il
comunicato di supporto legale).
Oggi mi sento frikkettona/figlia dei fiori e quindi vi parlo di una cosa che mi hanno segnalato i "Musicanti D'amore" :)
Il 22 dicembre (solstizio d'inverno) alle ore 7.08 (in Italia) siete tutt* invitati ad unirvi all'orgasmo globale
per la pace. Pare che gli orgasmi globali liberino una enorme energia
positiva e che questa possa - secondo i promotori dell'iniziativa -
influenzare e migliorare il brutto andazzo che ci coinvolge tutti sulla
terra. Di sicuro un bell'orgasmo puo' migliorare l'umore di ciascuno di
noi e quindi perchè non farlo?
Da sol*, in compagnia, in gruppo,
virtualmente, per telefono, accavallati, accartocciati, con le mani, con i piedi, con la bocca, con le zucchine, con ogni pezzo d'ortofrutta che piace, con musica in sottofondo o nel più totale silenzio, con risate e con tante parole, con timidezze e con disinibizioni, con sensualità e con arrapataggine imbranata, con l'occhio vivo o con quello semimorto, con il labbro voglioso o con quello semi-unto, con il libro del tantra in mano o come vi viene, con gioia, con il paracadute, a tuffo nel vuoto, con protezione, in Do minore o in Sol settima, con posa accademica o con piglio da figli dei fiori, con consensualità e proprio tanto ma tanto piacere. Insomma facciamolo, fatelo come vi pare...
Difficile immagino possa
essere la sincronizzazione ma se ci mettiamo d'impegno già sento
milioni di cigolii e sospiri e urla di godimento selvaggio e poi - come
diceva Gaber - di sciacquoni e nell'aria tutto parrà essere più
rilassante. Persino io mi sento rilassata al solo pensiero. Tutti nudi
e orgasmatici dunque. Siate disponibili e ne trarrete sicuro
giovamento. Per consigli e opinioni lasciate pure dei commenti e la
sessuologa dottoressa Ciccina Ficafina vi saprà orientare per il verso
giusto...
Update: Ibs ha accettato di pubblicare l'inserzione con la variazione che viene descritta nel comunicato sotto. Certo capisco che per la casa editrice ottenere di essere comunque inseriti è una vittoria ma io alla fine forse avrei detto "no, grazie!". Content* loro, i diti e le lune...
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Da *Il Dito e la Luna*:
Per IBS le parole LESBICA e GAY sono volgarità
La casa editrice Il Dito e La Luna, che da dodici anni pubblica libri a tematica lesbica gay e transgender, si è vista rifiutare un’inserzione pubblicitaria a pagamento sul portale di Internet Book Shop.
La motivazione riferita dall’azienda concessionaria della pubblicità è che
“l’inserzione non è in linea con la politica di comunicazione del portale”.
L’inserzione oggetto di censura consisteva nelle frasi “Libri lesbici gay e transgender. Butta via i pregiudizi! Vieni a conoscere la cultura LGT”
e cliccando su tale scritta avrebbe dovuto aprirsi il catalogo dei libri de IL Dito e La Luna disponibili su
IBS.
Poiché, nonostante le nostre richieste, IBS non ci ha fornito altri elementi per comprendere le loro motivazioni, dobbiamo ritenere che il problema stia nelle parole che ci qualificano.
La sede del PD è stata fatta oggetto di un attacco di bombe alla crema. Quello che segue è il comunicato di rivendicazione.
Molto poco caro Partito Demokratico…questo è un
KRAPFEN ATTACK!
In questo 12 dicembre di lutto e di memoria mai sopita, siamo qui a
ringraziarvi dolcemente per averci regalato un bel “pacco sicurezza”.
L’avete fatto per il bene di tutti e tutte noi, per farci sentire tutti
e tutte più a nostro agio nella nostra quotidianità di “produci,
consuma, crepa”.
FINALMENTE ORA ABBIAMO DELLE SICUREZZE
Sicuri di morire bruciati
grazie a un padrone delle ferriere alla quarta ora di straordinario
(defiscalizzato) con gli estintori scarichi e l’allarme disattivato per
risparmiare sui costi.
Sicuri di cadere da un ‘impalcatura senza misure di sicurezza, in nero
a trenta euro al giorno, nei cantieri dei vostri amici palazzinari, per
far crescere il PIL di Roma Capitale.
Sicure di andare a dormire in baracca sotto un ponte, visto che con i
famosi trenta euro una casa te la sogni, e di essere trattate come
criminali da rispedire al mittente in nome della sicurezza nazionale, versione postmoderna della pulizia etnica.
Sicuri di un futuro da precari, creatori di ricchezza che poi finisce nelle tasche di qualcun altro.
Sicure di subire violenza tra le mura domestiche o all’ombra di una sacrestia.
Sicuri di essere discriminati per le nostre preferenze sessuali.
Sicure che i torturatori di Bolzaneto e della scuola Diaz (Genova 2001) saranno omaggiati di una bella promozione.
Sicuri di morire in carcere pestati dalle guardie per avere coltivato qualche piantina di maria.
Sicuri di morire ammazzati da un pistolero di stato che fa il tiro a segno in un autogrill.
Sicure di finire in galera per antifascismo militante.
Sicuri di vivere in un paese in guerra che in nostro nome bombarda
uomini, donne e bambini “terroristi” e che per questo aumenta a
dismisura le spese militari.
Sicure di essere trattate come “nemico interno” se manifestiamo contro la guerra.
Sicuri di svegliarsi una mattina e ritrovarsi davanti al naso un inceneritore, una centrale a carbone, una nuova discarica, una base militare, un’inutile ferrovia superveloce.
Sicure che la mafia è diventata talmente potente che ormai è innominabile (è un’invenzione di chi vuole male al paese).
Sicuri di essere controllati, spiati, ascoltati, monitorati 24 ore su 24.
Sicure che il vostro simbolo elettorale è una schifezza grafica che fa il paio con la vostra schifezza morale.
Sicuri e sicure che state mettendo in opera un progetto di deriva
autoritaria, finalizzata a reprimere il conflitto sociale e il dissenso
di tutti coloro che non amano la pacificazione vagheggiata dalla
governance di SuperWalter.
Allora beccatevi i nostri krapfen umanitari, le nostre bombe alla crema intelligenti, che vi vadano di traverso.
12 dicembre 1969 NO ALLA STRATEGIA DELLA TENSIONE
12 dicembre 2007 NO ALLA STRATEGIA DELLA PAURA
Catania - 5 luglio ore 17.30 - Piazza Cavour - Pride
Milano . 5 luglio ore 15.00 - Via San Arnaldo 17 - Cassina Anna - Urban Rebel Festival - Wendy&SexyShock presentano:
"Questioni di piacere: dill(d)o da te!" - Workshop di comunicazione creativa su sessualità e piaceri
Palermo - ogni sabato dalle ore 17.00 alle 20.00 - centro sociale ASK 191 - Viale Strasburgo 191 - Area di ascolto e di informazione sulla sessualità a cura delle Malefimmine
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